Hantavirus: c’è il rischio di una nuova pandemia in italia? la risposta

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Hantavirus: c’è  il rischio di una nuova pandemia in italia? la risposta

Nel contesto dell’arrivo a Tenerife di passeggeri da una nave da crociera collegati a un focolaio di hantavirus, l’attenzione in Italia resta concentrata sulla valutazione del rischio e sulle misure di sanità pubblica. A intervenire con indicazioni di rassicurazione è Maria Rosaria Campitiello, capo dipartimento della prevenzione del ministero della Salute, ospite di RaiNews 24, insieme alle considerazioni dell’infettivologo Matteo Bassetti e del direttore Fabrizio Pregliasco.

hantavirus in italia: nessun allarme in corso

Campitiello ha escluso la possibilità di una situazione assimilabile a quella affrontata con il Covid. La valutazione è netta: non è presente un allarme in Italia. L’esperta ha precisato che si tratta di un virus diverso dal Covid, pur definito più letale. Rispetto alla contagiosità, l’elemento centrale riguarda il meccanismo di trasmissione: secondo quanto riportato, l’hantavirus risulta caratterizzato da un basso contagio e la trasmissione avviene principalmente tramite escreti dei roditori, includendo saliva, urina e feci. È stata inoltre indicata una trasmissione solo in piccolissima parte per via aerea e interumana.

Campitiello ha aggiunto che il quadro epidemiologico implica un periodo di incubazione piuttosto lungo, circostanza che rende appropriato il ricorso all’isolamento fiduciario. È stato sottolineato anche un aspetto specifico emerso da studi recenti: la contagiosità sembrerebbe iniziare solo con la comparsa dei sintomi, non in fase preclinica. In relazione ai soggetti coinvolti, è stato specificato che oggi i quattro passeggeri italiani non presentano sintomi.

contagio e volo klm: rischio molto basso per i passeggeri coinvolti

La ricostruzione fornita da Campitiello ha riguardato i quattro passeggeri italiani presenti sullo stesso volo della paziente positiva deceduta. L’esposizione è stata descritta come circoscritta: contatti distanti, con condizioni considerate non favorevoli alla trasmissione. È stato ribadito che il contagio richiede contatto prolungato e ambienti ristretti; sulla base di queste premesse, la valutazione complessiva è stata indicata come tranquilla.

matteo bassetti: vigilanza per 4 settimane e test nei centri ospedalieri

Nel commento diffuso da Matteo Bassetti viene richiamata la necessità di vigilare nelle settimane successive, con un orizzonte temporale definito in quattro settimane. Bassetti ha anche indicato di non impostare la comunicazione sull’idea di una nuova ondata assimilabile al Covid, insistendo sulla linea di attenzione mirata.

Nel post citato, Bassetti afferma che le quattro persone coinvolte sul volo Klm hanno avuto contatti minimi con una delle vittime, portando a un rischio definito molto basso, quasi nullo. Viene inoltre riportata l’ipotesi che il virus non si trasmetta tra asintomatici, elemento descritto come positivo. Il quadro operativo indicato comprende:

  • proseguire con vigilanza per le prossime 4 settimane
  • organizzare test diagnostici per l’identificazione del virus nei maggiori centri ospedalieri

Accanto a queste indicazioni, Bassetti richiama un rischio legato alla dinamica clinica: l’incubazione dell’Hantavirus può arrivare fino a due mesi. Il punto comunicativo rimarcato è la richiesta di non parlare di un nuovo Covid e di mantenere un linguaggio aderente ai fatti, evidenziando che si tratterebbe di un’infezione associata a aree come Argentina e Cile, riferita come variante andina dell’Hantavirus.

fabrizio pregliasco: no emergenza globale, sorveglianza come misura di massima cautela

Secondo Fabrizio Pregliasco, non si è di fronte a una nuova pandemia imminente né a un’emergenza sanitaria globale paragonabile a quella legata al Covid. Gli Hantavirus vengono descritti come virus noti da decenni, presenti in diverse aree del mondo, associati soprattutto a roditori selvatici. È ribadito che il contagio avviene prevalentemente attraverso l’inalazione di particelle contaminate da urine, saliva o feci di animali infetti.

Pregliasco aggiunge che nella maggior parte dei casi non si osserva una trasmissione significativa da persona a persona. Vengono citati solo alcuni ceppi con una possibile limitata trasmissibilità interumana, indicati come legati a circostanze particolari e a contatti stretti e prolungati, citando l’area del virus Andes sudamericano.

La decisione del ministero della Salute di attivare sorveglianza attiva e quarantena precauzionale per i quattro passeggeri transitati sul volo Klm viene letta come applicazione del principio di massima cautela. Il segnale è definito positivo ma non allarmante: indica che i protocolli funzionano, che la rete internazionale di monitoraggio è operativa e che si interviene tempestivamente anche quando il rischio appare basso.

Nel quadro più generale, Pregliasco evidenzia l’esigenza di evitare due estremi: minimizzare segnali epidemiologici emergenti o, al contrario, amplificare mediaticamente situazioni prive di indicatori di elevata diffusività. La presenza di grandi flussi turistici, i cambiamenti climatici, l’urbanizzazione e l’aumento dell’interazione tra uomo e ambiente naturale vengono indicati come fattori che possono favorire l’emersione di zoonosi, cioè malattie trasmesse dagli animali all’uomo. In Italia, per quanto riportato, il rischio attuale resta molto contenuto: non sarebbe presente una circolazione diffusa del ceppo coinvolto nel caso sudafricano, e il sistema sanitario risulterebbe dotato di competenze, laboratori e strumenti di risposta più avanzati rispetto al passato.

approccio di prevenzione: sorveglianza e comunicazione basata sui dati

Tra le indicazioni ricorrenti, emerge la combinazione tra monitoraggio e misure precauzionali per soggetti potenzialmente esposti, insieme alla richiesta di mantenere una comunicazione coerente con la specificità dell’infezione. Viene ribadito che l’hantavirus presenta dinamiche differenti rispetto al Covid, con trasmissione soprattutto legata agli escreti dei roditori e con contagiosità associata alla presenza di sintomi. La sorveglianza, estesa per quattro settimane, risponde anche al tema dell’incubazione lunga segnalata fino a due mesi.

Personalità citate:

  • Maria Rosaria Campitiello
  • Matteo Bassetti
  • Fabrizio Pregliasco

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