Good food makers 2026 startup candidature con Barilla e Almacube
Good food makers, il programma di open innovation di Barilla, accelera ancora la propria spinta verso l’innovazione: l’edizione 2026 apre ufficialmente le candidature e punta a intercettare nuove soluzioni da startup e realtà imprenditoriali innovative. Il percorso si inserisce nel quadro di un’attività consolidata dal programma, capace di coinvolgere oltre 1.100 startup provenienti da più di 50 Paesi, con 26 progetti pilota realizzati e oltre 20 progetti attualmente attivi grazie al contributo degli alumni.
Con l’ottava edizione, il programma continua a rappresentare uno strumento strategico con cui il Gruppo intercetta nuove tecnologie e rafforza la capacità di accelerare l’innovazione lungo catene di valore di filiera.
good food makers 2026: numeri, obiettivi e riapertura candidature
Il programma Good food makers sviluppa un modello di co-creazione orientato alla sperimentazione in scenari reali, con l’obiettivo di trasformare l’innovazione in valore misurabile. L’edizione 2026 conferma un impianto già strutturato: i dati complessivi registrati nel tempo descrivono una collaborazione internazionale su larga scala, sostenuta da un numero elevato di partecipazioni e da una pipeline di progetti.
Le candidature sono aperte dal 25 maggio al 10 luglio 2026 e mirano a selezionare startup e imprese innovative interessate a testare le proprie soluzioni all’interno di un percorso di co-design con Barilla. Il lavoro previsto consente di sviluppare progetti pilota concreti durante la fase di accelerazione.
good food makers e bite-barilla innovation & technology experience
Nel 2026 il programma si colloca in un momento di particolare rilievo per l’azienda, con l’inaugurazione di Bite-Barilla innovation & technology experience, un nuovo centro di innovazione dedicato allo sviluppo dei prodotti del futuro. È in questo contesto che il programma conferma il proprio ruolo come leva per ricerca e sviluppo e co-creazione di valore, grazie alla collaborazione con startup e innovatori.
Good food makers, inoltre, è sviluppato in collaborazione con Almacube, hub d’innovazione dell’Università di Bologna e di Confindustria Emilia Area Centro. Dopo l’edizione 2025 in formato “Ecosystem”, l’iniziativa torna al modello originario con Barilla come unico promotore e introduce una nuova identità progettata per consolidare il ruolo della piattaforma di innovazione.
candidature e percorso di co-design: struttura in fasi
Il programma prevede un percorso strutturato di circa 8 settimane. Le realtà selezionate avviano le attività con un kick-off in presenza presso l’headquarter di Barilla a Parma, con l’obiettivo di allineare obiettivi e definire i piani di lavoro con i team aziendali.
sviluppo remoto e progetto pilota
Segue una fase di sviluppo da remoto focalizzata sulla realizzazione di un progetto pilota, indicato come proof of concept. La fase di sperimentazione converge verso un momento conclusivo in cui i risultati vengono presentati ai principali stakeholder.
demo day in presenza e presentazione dei risultati
Il percorso termina con un demo day in presenza durante il quale i partecipanti presentano i risultati raggiunti agli stakeholder del Gruppo Barilla. Il modello conferma una logica di trasparenza sullo sviluppo, con una restituzione strutturata degli esiti delle attività.
supporto economico ai progetti pilota
Per supportare il percorso di co-creazione, le 3 imprese selezionate ricevono un contributo di 10.000 euro per il progetto pilota da implementare durante l’accelerazione. Il programma include anche l’opportunità di costruire future collaborazioni con il Gruppo Barilla.
le sfide dell’edizione 2026: smart onboarding, meals e mood boost
Good food makers 2026 individua tre sfide principali, formulate per orientare la selezione delle soluzioni e dare direzione ai progetti pilota.
next-gen smart onboarding: trasferimento del know-how critico
La prima sfida riguarda next-gen smart onboarding: soluzioni innovative per reinventare il technical onboarding, con learning journey intelligenti e role based. L’obiettivo è garantire un trasferimento sicuro del know-how tecnico critico, supportare i nuovi assunti tramite onboarding strutturato, scalabile e personalizzato.
redefining everyday meals: ready to use meals e nuovi canali
La seconda sfida è redefining everyday meals. Il focus è su nuove soluzioni di ready to use meals, sia frozen sia chilled, pensate per accompagnare l’evoluzione delle abitudini alimentari globali verso consumi più pratici e occasioni di pasto individuali. Le esigenze considerate includono tempo limitato, nuclei familiari più piccoli e routine flessibili, con esplorazione di canali alternativi e complementari rispetto al retail tradizionale.
mood boost in motion: snacking e mini meal per il benessere emotivo
La terza sfida, mood boost in motion, riguarda nuove soluzioni per snacking e mini meal. Le proposte sono pensate per integrare benefici sul tono dell’umore nella quotidianità, in risposta alla crescente esigenza di supporto al benessere emotivo, alla resilienza mentale e alle performance cognitive.
risultati e collaborazioni di maggior successo nel programma
Nel tempo, le collaborazioni sviluppate all’interno del programma hanno mostrato capacità di implementazione su scala e trasferimento operativo. Tra gli esempi citati, Connecting food rappresenta una soluzione concreta per la tracciabilità della filiera fino al campo.
La soluzione è applicata a ogni vasetto di pesto Barilla, per un totale di oltre 400 milioni di unità, consentendo di monitorare l’origine del basilico lungo l’intera catena del valore.
Un ulteriore caso richiamato è Manual.to, piattaforma digitale per la creazione e la condivisione del know-how operativo. Nel giro di un anno dalla partecipazione al programma, l’iniziativa è stata progressivamente scalata su 8 stabilimenti in nazioni diverse.
voci istituzionali e ruolo dei partner
Good food makers viene presentato come un modello di innovazione aperta orientato alla generazione di impatto scalabile e misurabile. La collaborazione con startup e innovatori viene indicata come fattore abilitante per testare soluzioni capaci di portare valore aggiunto dal lavoro sulla ricerca sui prodotti fino ai processi industriali e all’esperienza dei consumatori.
Il ruolo di Almacube viene descritto come supporto a un ponte operativo tra l’agilità dell’ecosistema delle startup e la solidità di un leader industriale, con un modello di co-design finalizzato alla creazione di valore e impatto lungo il futuro della filiera.
personaggi e partner citati
- Laurette Defranco
- Shiva Loccisano
- Almacube