Giornata senza tabacco, aiom: un paziente su 10 continua a fumare
La Giornata mondiale senza il tabacco accende i riflettori sulle ripercussioni del fumo nei percorsi oncologici, con un focus specifico sul modo in cui l’esposizione continua a incidere anche dopo una diagnosi di cancro. Durante l’Asco 2026, in corso a Chicago, la comunità scientifica concentra l’attenzione su evidenze e strategie di cessazione tabagica rivolte ai pazienti, per migliorare esiti clinici, ridurre complicanze e sostenere l’efficacia delle terapie.
Al centro del dibattito, un lavoro appena pubblicato su JCO, organo ufficiale dell’American society of clinical oncology, che analizza programmi strutturati di smettere di fumare e il loro impatto su donne con tumore del seno.
giornata mondiale senza il tabacco asco 2026: focus sulle conseguenze oncologiche
Il tema del tabagismo viene trattato come elemento rilevante non solo sul piano preventivo, ma anche lungo tutto l’iter di cura. La discussione all’interno di Asco 2026 mette in evidenza un punto chiave: i danni del tabagismo possono proseguire anche dopo l’avvio dei trattamenti, influenzando sopravvivenza e tollerabilità delle terapie.
In parallelo, viene ribadito un messaggio operativo legato alla cessazione: l’abbandono dei prodotti contenenti tabacco può generare benefici quasi immediati e supportare gli esiti clinici nel breve periodo.
jco: programmi di cessazione tabagica per donne con tumore al seno
Lo studio presentato su JCO prende in considerazione 324 programmi di cessazione tabagica dedicati a donne con tumore del seno. La valutazione riguarda 446mila pazienti seguite nel corso di 12 mesi, con l’obiettivo di misurare l’efficacia dei percorsi di supporto.
La quota di fumatori che ha ricevuto assistenza specifica risulta pari al 63%. La presenza di programmi strutturati produce un incremento della cessazione, passando dal 48% al 67,5%, segnalando un ruolo centrale del supporto organizzato nel processo di smettere.
rossana berardi aiom: fumo e prevenzione terziaria tra educazione specialistica e benefici della cessazione
Intervenendo sul tema, Rossana Berardi, presidente eletto Aiom e dell’Associazione italiana di oncologia medica, ha sottolineato l’esigenza di migliorare la preparazione degli specialisti anche sul fronte della prevenzione terziaria. Secondo quanto riportato, il fumo rappresenta una dipendenza diffusa e presenta una percentuale significativa anche tra i pazienti oncologici, con riferimento a una quota oltre il 10%.
Berardi evidenzia che l’impatto del tabagismo non si esaurisce con la diagnosi: continua dopo il cancro e durante le terapie. Allo stesso tempo, viene richiamata l’efficacia dell’astinenza: sono sufficienti 3 mesi di stop al fumo per ridurre del 26% la mortalità da tumore in un paziente, richiamando un riferimento a Jama Oncology (2024).
La cessazione dei prodotti a base di tabacco, viene collegata a un miglioramento della sopravvivenza globale, con riduzione di complicanze e tossicità, oltre a un potenziamento dell’efficacia dei trattamenti.
strategie di cessazione e integrazione nei percorsi clinici
In occasione della Giornata mondiale senza il tabacco, Berardi richiama esempi provenienti dagli Stati Uniti, descrivendo programmi che includono counseling virtuali individuali, corsi di gruppo, terapie sostitutive della nicotina, supporto telefonico e ulteriori strumenti. La linea sostenuta è la trasformazione dell’assistenza alla cessazione in parte integrante del sistema di cure, insieme a percorsi formativi e attività di sensibilizzazione rivolte anche ai medici.
massimo di maio aiom: priorità antifumo, raccolta firme e proposta di aumento del costo dei prodotti
Massimo Di Maio, presidente nazionale Aiom, ha definito la lotta al tabagismo a 360 gradi come una priorità della società scientifica. In collaborazione con Fondazione AIRC, Fondazione Veronesi e Fondazione Aiom, è stata avviata una raccolta che ha raggiunto oltre 51mila firme a supporto di una legge d’iniziativa popolare.
La proposta mira ad aumentare di 5 euro il costo di tutti i prodotti da fumo e da inalazione di nicotina. Risulta inoltre raggiunta la soglia di 50mila firme prevista dalla Costituzione, con disponibilità alla consegna al Parlamento per avviare la discussione.
Secondo quanto riportato, il progetto ha ottenuto l’adesione e il sostegno di oltre 90 tra società scientifiche, associazioni e fondazioni, indicando una ampia partecipazione sul tema della prevenzione dei danni del fumo.
prevenzione strutturata e risposta alle differenze d’età, dagli under 19 ai giovani
Di Maio ha evidenziato che l’oncologia non può limitarsi alla gestione delle conseguenze biologiche di un’esposizione evitabile. In questo quadro, la cessazione tabagica strutturata all’interno dei percorsi clinici e politiche antifumo più incisive vengono presentate come elementi collegati della stessa responsabilità verso i pazienti.
Un ulteriore passaggio riguarda la diffusione del fumo tra i più giovani: in Italia l’11% degli under 19 fuma regolarmente e, tra questi, il 10% consuma già almeno mezzo pacchetto di sigarette al giorno. La proposta legislativa viene quindi collegata a un obiettivo specifico: indirizzare le misure verso i cosiddetti “baby fumatori” tramite un incremento significativo del costo delle sigarette. Provvedimenti simili vengono citati come già adottati con successo in alcuni Paesi europei.
personaggi citati e ruolo nel dibattito su cessazione e politiche antifumo
- Rossana Berardi
- Massimo Di Maio