Giocatori under 21 Baldini annuncia le prossime amichevoli e spiega la scelta della squadra
Silvio Baldini, commissario tecnico della Nazionale italiana ad interim dopo l’addio di Gattuso, ha delineato con chiarezza il criterio di convocazione in vista delle amichevoli in programma nei primi giorni di giugno. A margine del Premio Maurizio Maestrelli, l’attuale tecnico ha annunciato la scelta di puntare esclusivamente su giocatori dell’Under 21, spiegando motivazioni sportive e logiche di crescita per il futuro del gruppo.
convocazioni under 21: baldini sceglie solo giocatori u21
Baldini ha confermato l’intenzione di portare con sé solo giocatori dell’U21 per le amichevoli contro Lussemburgo e Grecia. Le gare sono fissate rispettivamente per il 3 e il 7 giugno, in un momento in cui la gestione dell’attenzione e della motivazione viene considerata un elemento decisivo.
amichevoli lussemburgo e grecia: date e finalità della scelta
La linea comunicata da Baldini mette al centro la coerenza tra obiettivi di lavoro e situazione emotiva dei calciatori. L’idea di convocare formazioni integrate da elementi che non hanno centrato la qualificazione al Mondiale viene presentata come una scelta poco funzionale rispetto al contesto delle due partite amichevoli, considerate non decisive e quindi poco adatte a riaccendere energie già condizionate.
scelta logica, non di coraggio
Nel commentare la decisione, Baldini parla di scelta logica e non di coraggio. L’argomentazione riguarda il rischio di portare in Nazionale giocatori demotivati e ancora delusi dalla cocente eliminazione ai playoff Mondiali, descritta come la terza di fila. In questo scenario, convocare figure non pronte sul piano mentale sarebbe percepito come controproducente, soprattutto in amichevoli definite inutili sul piano strettamente competitivo.
baldini spiega il senso della proposta: motivazione e continuità di lavoro
Al centro dell’intervento compare anche il tema della gestione del gruppo. Baldini sottolinea che, inserendo tante persone, inclusi calciatori che non hanno raggiunto il Mondiale, si rischierebbe di non ottenere l’atteggiamento necessario: senza motivazioni l’obiettivo diventa staccare la spina, con una ricaduta concreta sulla qualità del lavoro in campo.
valorizzare l’u21 e far vedere il livello dei ragazzi
Il commissario tecnico ad interim lega la convocazione all’U21 a una finalità specifica: far emergere il valore dei giovani e rendere visibile il proprio percorso tecnico. Baldini indica di essere, al momento, allenatore dell’Under 21 e afferma che, con Gattuso dimessosi, per le due amichevoli convocherà soltanto elementi dell’U21.
Nel dettaglio, Baldini afferma che il CT che subentrerà dopo il 22 giugno dovrà poter conoscere il livello di questi ragazzi. La logica della proposta viene ricondotta anche al dialogo con la dirigenza: alla richiesta del presidente Gravina, Baldini dichiara di aver risposto “Accetto, ma porto l’U21”, così da valorizzare il lavoro svolto e dimostrare chi sono i giovani a disposizione.
calcio italiano e crescita dei giovani: regole, collettivo e risultati
Nel corso della stessa intervista, Baldini affronta il tema della valorizzazione dei giovani nel calcio italiano. L’idea di base è che la completezza del calciatore passa dal saper stare nel collettivo: diventare gruppo significa anche condividere regole e disciplina. Per Baldini le regole non vengono descritte come imposizioni, ma come strumenti per gestire le persone e creare un contesto di responsabilità.
giovani sì, ma senza dimenticare il risultato
Pur ricordando che l’obiettivo dichiarato di far giocare i giovani è largamente condiviso, Baldini mette in evidenza una contraddizione percepita: quando si parla di scelte sportive si finisce per dare centralità al risultato. Le sue parole richiamano un principio netto: se non si vince, il percorso non conta. Secondo Baldini risulta difficile insegnare che il gioco non può essere ridotto soltanto al risultato, mentre allo stesso tempo viene richiesto di “vincere” per legittimare le scelte.
insegnare il coraggio e accettare partite non perfette
La visione di Baldini si concentra sul bilanciamento tra crescita e performance. Se si intende continuare con l’idea che conta esclusivamente vincere, l’allenatore sostiene che diventi complicato far crescere i giovani, avere coraggio e affrontare momenti in cui la partita potrebbe non risultare bella. Il punto centrale è l’esigenza di accettare quel passaggio come parte del percorso formativo, senza perdere di vista la costruzione di un’identità di squadra.
al lavoro da anni e contesto inatteso
Baldini conclude facendo riferimento all’esperienza accumulata negli anni di allenamento e al fatto di essersi trovato in un luogo che non immaginava. Il messaggio finale rafforza la dimensione di metodo: anche in una situazione complessa, l’intento rimane costruire e rendere concreto il percorso legato ai giovani.
figure citate: silvio baldini, gattuso e gravina
Nel racconto emergono più nominativi legati alla gestione della Nazionale e alla proposta tecnica:
- Silvio Baldini
- Gennaro Gattuso
- Gravina
