Geovani Faria piccolo principe del calcio italiano: una storia dimenticare

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Geovani Faria  piccolo principe del calcio italiano: una storia  dimenticare

Un pomeriggio alle quattro, l’attesa che diventa gioia: in quell’immaginario si ritrova la traiettoria di Geovani Faria da Silva, conosciuto in Brasile come “Pequenho Príncipe”. La sua storia attraversa l’infanzia nello Stato di Espirito Santo, il salto verso il calcio professionistico e un momento capace di restare impresso nella memoria collettiva: un gol decisivo che, per forma e precisione, finisce per incarnare un’intera idea di talento. La scomparsa, avvenuta all’età di 62 anni, chiude un percorso segnato da sacrifici, riconoscimenti sportivi e una battaglia successiva alla carriera.

geovani faria da silva: dalle origini a “pequenho príncipe”

Geovani Faria da Silva nasce a Vitoria nel 1964, nello Stato di Espirito Santo. Cresce nel bairro de fàtima in una famiglia in cui la figura paterna, Sebastiao, lavora duramente per sostenere i bisogni quotidiani. La madre, Dona Dirlene, si occupa della gestione familiare e dei figli, con un’attenzione particolare a un punto preciso: non abbandonare gli studi per inseguire il pallone.

In apparenza, i presagi non sono positivi. Nel cortile e in quelli altrui, dove si affacciano fratelli e ragazzini, la valutazione del fisico è netta: “Geovani proprio no”, perché non avrebbe né la struttura né la stoffa. Eppure, l’esperienza cambia quando il calcio incontra le sue qualità.

il debutto sportivo e il primo gesto: famiglia al centro

Alla Desportiva Ferroviaria non condividono quelle convinzioni e scelgono Geovani. È un ragazzo descritto come serio, capace di ricordare i sacrifici richiesti da suo padre per arrivare agli allenamenti. La richiesta principale riguarda l’alimentazione: seguire le indicazioni per crescere e non trascurare ciò che serve per reggere l’impegno.

Quando arriva il primo stipendio da calciatore, Geovani non trattiene nulla per sé: destina l’intero importo alla famiglia. In seguito, con l’arrivo al Vasco da Gama, il gesto si ripete, sostituendo lo stipendio con un regalo concreto: una casa confortevole per la madre e il padre.

il soprannome “pequenho príncipe” e la sua eleganza in campo

Nel periodo al Vasco, il soprannome diventa una firma. Washington Rodreigues, radiocronista brasiliano, osservandolo a San Januàrio nello stadio del Vasco, gli attribuisce il nomignolo per l’elevatezza dello sguardo e per l’eleganza nel gestire i palloni.

le caratteristiche tecniche di geovani: precisione e controllo del tempo

Geovani viene descritto come piccolino ma molto rapido, più “di testa” che di gambe. Sul piano tecnico spicca il destro, definito capace di colpi chirurgici. Per affinare la parte balistica, si racconta di un esercizio specifico: aggancia una maglietta in corrispondenza del sette, fermandosi solo dopo averla colpita ripetutamente. Un lavoro finalizzato alla precisione assoluta.

In campo non si limita a muoversi: l’interpretazione del gioco rimane riconoscibile. Geovani gioca a testa alta, con una flemma quasi regale che sembra rallentare il tempo. Il modo di attendere e scegliere si intreccia con la capacità di trasformare l’istante in una soluzione definitiva.

geovani in nazionale under 20 e nel grande palcoscenico internazionale

Nel 1983 trascina il Brasile all’oro nel Mondiale Under 20. La squadra è descritta come una formazione discreta ma con volti già destinati a diventare protagonisti, come Dunga e

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Categorie: Calcio e Sport

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