Follia al giro d’italia due spettatori manate ai ciclisti video
Respect the riders. Respect the race. Respect the #GirodItalia
???? Fans, Tifosi. We love you on the roadside. We love your enthusiasm, we love that you cheer on the riders, we love that you dress like flamingos.
❌ But there’s a line not to cross. Don’t be like this guy. pic.twitter.com/iO7wJNkUOa
— Giro d’Italia (@giroditalia) May 14, 2026
Una scena di follia pericolosa ha scosso il Giro d’Italia durante la sesta tappa con arrivo a Napoli. A circa 50 chilometri dal traguardo, mentre il gruppo viaggiava a grande velocità e stava affrontando una rotonda, due giovani spettatori hanno tentato di toccare i ciclisti con l’obiettivo di farli cadere. L’episodio, ripreso dalle telecamere, ha acceso subito la preoccupazione nel mondo del ciclismo per la gravità del rischio corso dai corridori.
rotonda a 50 km dal traguardo: toccare i ciclisti e il tentativo di farli cadere
Con il gruppo lanciato e l’equilibrio del momento affidato a traiettorie precise, l’iniziativa dei due spettatori ha rappresentato un pericolo immediato. L’azione è avvenuta quando mancavano 50 km al traguardo e la carovana affrontava una rotonda: una fase in cui anche un piccolo contatto può trasformarsi in conseguenze pesanti per chi pedala ad alta velocità.
identificazione e daspo urbano per i due giovani
Gli autori del gesto sono stati identificati e, per loro, è stato predisposto un daspo urbano. La misura è arrivata in risposta a un comportamento che ha superato chiaramente ogni limite di sicurezza tra pubblico e atleti, trasformando la vicinanza degli spettatori in un rischio concreto.
il rischio enorme per i corridori
La preoccupazione è stata condivisa con nettezza da chi vive la gara dall’interno. Uno dei veterani del Giro, Alberto Bettiol, ha spiegato in modo diretto cosa significhi il contatto tra persone in corsa: “Se li prendiamo, ci facciamo male e finiamo in ospedale, tutti”. Il senso del messaggio è legato alla possibile reazione dei corridori e all’effetto domino che un contatto può innescare anche per chi prova a evitare il peggio.
vittoria di tappa a Davide Ballerini e commento sul gesto dei tifosi
La frazione campana è stata poi vinta in volata da Davide Ballerini, primo italiano a conquistare una tappa in questo Giro. A fine gara, il corridore ha collegato l’episodio al contesto generale della competizione, esprimendo amarezza per ciò che è accaduto prima del traguardo.
“non hanno capito il rischio che ci hanno fatto correre”
Intervistato dopo la corsa, Ballerini ha sintetizzato il problema con una valutazione netta: “Non hanno capito il rischio che ci hanno fatto correre”. Il 33enne ciclista dell’Astana XDS ha dichiarato di aver assistito all’accaduto con chiarezza e di aver percepito il rischio reale legato alla dinamica del gruppo.
Thomas Silva e la dinamica: la manata vista da Ballerini
Ballerini ha raccontato un ulteriore dettaglio della sequenza: “Davanti a me c’era Thomas Silva … che l’ha mandato a quel paese, rispondendo alla manata”. Questo passaggio mette in evidenza come l’episodio, oltre al pericolo fisico, abbia generato anche una reazione immediata all’interno del gruppo.
interpretazione del gesto: bravata o esibizione
Nel tentativo di attribuire una motivazione, Ballerini ha mantenuto un ragionamento prudente: “Forse sono solo degli esibizionisti, non lo so”. Ha comunque indicato l’idea di una “bravata” come spiegazione più probabile, sottolineando che i responsabili non si sarebbero resi conto di quanto potesse accadere, pur precisando che non ritiene vi fosse l’intenzione di provocare uno scontro dentro il gruppo: “non penso si volessero lanciare dentro al gruppo”.
messaggio del Giro d’Italia e richiami dei ciclisti al limite da non superare
Il gesto è stato definito assurdo e pericoloso ed è stato ripreso in diretta televisiva dalle telecamere Rai. La regia e l’organizzazione hanno quindi scelto di rendere pubblico il contenuto tramite la diffusione del video, accompagnandolo con un messaggio chiaro: il tifo è apprezzato, ma deve restare entro confini precisi.
amore per l’entusiasmo, ma divieto di oltrepassare la linea
Il comunicato ha richiamato l’idea di un rapporto positivo tra pubblico e corridori, celebrando l’energia degli spettatori e l’incoraggiamento lungo la strada. Allo stesso tempo, è stata indicata una linea da non superare, con l’invito a non comportarsi come l’autore del gesto, sancendo un limite concreto tra entusiasmo e sicurezza.
il monito di Bettiol: la velocità rende ogni contatto rischioso
Bettiol ha ribadito il concetto in termini tecnici e pratici: “Non si rendono conto della velocità a cui andiamo. Se ci tocchiamo andiamo in ospedale, tutti”. La frase collega direttamente la pericolosità del momento alla reale velocità del gruppo, rendendo evidente perché qualunque tentativo di contatto rappresenti un rischio altissimo.
personaggi citati nell’episodio
- Alberto Bettiol
- Davide Ballerini
- Thomas Silva
