Flop disney: 5 film che meritano una seconda possibilità nonostante le critiche
Quando un film non riesce a brillare al botteghino, spesso la prima reazione è liquidarlo come un semplice passo falso. Eppure, il tempo ha una caratteristica fondamentale: permette di riscoprire opere che, all’epoca, sono state frenate da contesti sfavorevoli, aspettative sbagliate o scelte di tono troppo distanti dal copione più diffuso. Tra i titoli collegati a The Walt Disney Company emergono alcuni film che, pur partendo con una ricezione non all’altezza, hanno dimostrato con gli anni una qualità più profonda, riconoscibile in scelte stilistiche coraggiose e in idee capaci di lasciare un segno.
the new mutants: un film x-men mancato tra fusione e pandemia
Il film The New Mutants (2020), diretto da Josh Boone, avrebbe dovuto rappresentare l’avvio di una nuova fase per gli X-Men sul grande schermo. Il progetto, invece, ha incontrato ostacoli decisivi: la fusione Disney/Fox e l’uscita nel pieno della pandemia. Il risultato è stato un percorso che si è complicato prima ancora del debutto in sala.
La peculiarità del titolo consiste nel fatto che non segue i classici codici dei cinecomic Marvel. Atmosfera horror, ambientazioni claustrofobiche e un’impostazione vicina a un thriller young adult rendono la storia più simile a un racconto gotico. Mutanti tormentati, paure interiori trasformate in manifestazioni concrete e una sensazione costante di tensione costruiscono un’identità autonoma rispetto ai film supereroistici tradizionali.
Con il passare degli anni, The New Mutants appare persino più originale rispetto ad altri blockbuster dello stesso periodo: tra i motivi di rivalutazione spicca una combinazione di tono e ambientazione meno prevedibili rispetto al mainstream.
eternals: l’mcU cosmico che ha diviso il pubblico
Eternals (2021), diretto da Chloé Zhao, è descritto come uno dei progetti più divisivi del Marvel Cinematic Universe. Il film punta su un approccio ambizioso e cosmico, con una natura più contemplativa rispetto alla media dei titoli Marvel. L’obiettivo dichiarato era raccontare migliaia di anni di storia umana attraverso un gruppo di esseri immortali.
Le aspettative del pubblico si sono spesso fermate al desiderio di azione tipica dei film Marvel. Di fronte a un’opera più lenta, filosofica e riflessiva, la risposta iniziale è stata contrastante e il box office si è rivelato inferiore alle aspettative. Guardandolo oggi, emergono con più forza scelte come il coraggio visivo, la fotografia monumentale e la volontà di sottrarsi ai modelli più rigidi dell’MCU.
Pur non funzionando in ogni aspetto, Eternals resta indicato come uno dei pochi cinecomic recenti che abbia davvero tentato qualcosa di differente: un film che prova a cambiare ritmo e prospettiva invece di rimanere dentro una formula già consolidata.
lightyear: buzz lightyear non fa breccia al botteghino, ma lascia un’impronta
Lightyear (2022) nasce come spin-off dedicato a Buzz Lightyear, con aspettative alte dopo l’annuncio. La risposta del pubblico, invece, risulta sorprendente: non si tratta di un nuovo capitolo della saga di Toy Story, bensì del film che Andy avrebbe visto quando era bambino. Una cornice che, insieme a una maggiore componente fantascientifica, sposta il progetto su binari meno immediati.
Un elemento ulteriore nella percezione del film riguarda la voce: al posto di Tim Allen compare Chris Evans. Malgrado l’insuccesso commerciale al botteghino, la storia viene descritta come un’avventura sci-fi sorprendentemente solida, capace di affrontare temi maturi come il tempo, il rimpianto e il sacrificio.
Tra i tratti riconosciuti ci sono anche la spettacolarità visiva e la presenza di idee interessanti. Per questo, Lightyear viene indicato come uno dei titoli Pixar più sottovalutati degli ultimi anni, meritevole di una rivalutazione.
atlantis-l’impero perduto: avventura pulp e steampunk fuori dal radar
Atlantis: L’impero perduto (2001) è presentato come uno dei film d’animazione Disney più amati dai fan, ma anche tra i più clamorosamente sottovalutati. L’ispirazione arriva dai romanzi d’avventura di Jules Verne e la proposta sceglie di abbandonare del tutto la classica formula musicale Disney, puntando su esplorazione, mistero e azione.
La storia segue Milo Thatch e la ricerca della città perduta di Atlantide. Rispetto al Rinascimento Disney degli anni ’90, il film adotta un’impostazione nettamente diversa, e questa distanza potrebbe aver reso più difficile per il pubblico dell’epoca capire la direzione. Oggi, invece, la rivalutazione lo trasforma in un vero cult.
Le ragioni richiamate includono l’estetica steampunk, personaggi memorabili e un’atmosfera da grande avventura pulp che mantiene una forte efficacia narrativa e visiva anche a distanza di tempo.
il pianeta del tesoro: il flop che col tempo diventa un classico animato
Il Pianeta del Tesoro (2002) viene descritto come uno dei flop Disney che, nel tempo, ha trovato una valorizzazione particolarmente profonda. La pellicola è una reinterpretazione fantascientifica de L’isola del tesoro di Robert Louis Stevenson, con un mix di pirati spaziali, navi volanti e animazione tradizionale integrata con CGI in modo innovativo per l’epoca.
Il film arriva in un periodo complesso per Disney Animation. Il mercato risulta schiacciato dalla crescita della CGI e, soprattutto, dall’uscita ravvicinata di blockbuster come Harry Potter e la camera dei segreti. In questo quadro, il risultato commerciale è indicato come un pesante flop.
A distanza di anni, Il pianeta del tesoro resta uno dei film d’animazione più affascinanti mai realizzati da Disney. Viene raccontato come un’opera emozionante, visivamente bellissima e capace di costruire con credibilità il rapporto tra Jim Hawkins e Silver con una sensibilità sorprendentemente efficace.
figure chiave citate nei progetti
Nei titoli indicati compaiono diverse figure direttamente collegate alla realizzazione o agli elementi narrativi:
- Josh Boone
- Chloé Zhao
- Chris Evans
- Tim Allen
- Milo Thatch
- Jules Verne
- Robert Louis Stevenson
- Jim Hawkins
- Silver


