Film horror ispirato a portal: trama e cosa rende il film così inquietante
Il cinema horror riparte con energia grazie a Backrooms, nuovo titolo della settimana che arriva sul grande schermo dopo il precedente successo di Obsession di Curry Baker. Prodotto da A24 e affidato alla regia di Kane Parsons, il film porta con sé un elemento capace di attirare subito l’attenzione: un legame dichiarato con il mondo dei videogiochi e, in particolare, con Portal 2.
backrooms: ispirazione da portal 2 e origine horror videogame
La connessione tra Backrooms e Portal 2 non è un semplice dettaglio: il regista Kane Parsons indica Portal 2 come principale fonte di ispirazione per il progetto. In un’intervista su Letterboxd, Parsons ha spiegato che l’influenza più forte, tra tutte, deriva dall’impostazione dei giochi, mettendo in evidenza anche l’aspetto comico e assurdo che caratterizza l’esperienza.
La struttura dei videogiochi ha lasciato un segno profondo: ambientazioni e meccaniche, unite a un tono capace di mescolare tensione e ironia, diventano il riferimento creativo che ritorna nella costruzione di Backrooms.
portal 2: laboratorio di aperture science, enigmi e spazi impossibili
Nel percorso di ispirazione rientrano i dati principali della saga. Portal è un videogioco puzzle in prima persona pubblicato nel 2007, mentre Portal 2 è uscito nel 2011. In entrambi i capitoli, il giocatore interpreta un soggetto di test intrappolato nel Laboratorio di Aperture Science.
La prigionia è resa più opprimente da un supervisore malvagio, descritto anche come molto divertente, in forma di computer. Il compito richiesto consiste nel risolvere enigmi ambientali sempre più complessi. Il laboratorio appare inizialmente come una trappola mortale senza vie d’uscita, finché non emergono spazi nascosti in cui non si dovrebbe entrare.
dal laboratorio ai backrooms: l’idea degli spazi liminali
La componente più immediata di Portal viene ripresa anche nella descrizione degli ambienti infiniti. Parsons ha legato questa sensazione alla propria esperienza creativa: nella sua serie virale su YouTube, il regista racconta un’azienda degli anni ’90 chiamata The Complex, presentata come una rete di spazi liminali in cui le persone finiscono per scomparire dopo essere state risucchiate.
Nel commentare il modo in cui i giochi restano impressi nella mente, Parsons ha sottolineato che spesso sogna di trovarsi dentro al gioco, evidenziando come nel secondo titolo l’ambiente sia in rovina, ma al tempo stesso immenso e simile a uno spazio chiuso che si estende in tutte le direzioni.
Questa corrispondenza viene indicata come un punto di contatto con Backrooms: l’idea di un luogo che appare senza confini diventa uno degli elementi che rende i due mondi particolarmente vicini.
backrooms al cinema: trama, cast e squadra creativa
Diretto da Kane Parsons, Backrooms mette al centro una terapista interpretata da Renate Reinsve. Il personaggio si addentra in una dimensione ultraterrena con l’obiettivo di rintracciare il paziente scomparso, ruolo affidato a Chiwetel Ejiofor.
sceneggiatura di westworld e personaggi principali
La sceneggiatura di Backrooms è firmata da Robert Patino e Will Soodik, autori di Westworld. Il film presenta un cast articolato che include Mark Duplass, Finn Bennett, Lukita Maxwell e Avan Jogia, oltre alle interpretazioni già citate di Renate Reinsve e Chiwetel Ejiofor.
ospiti e cast presenti nel film
- Renate Reinsve
- Chiwetel Ejiofor
- Mark Duplass
- Finn Bennett
- Lukita Maxwell
- Avan Jogia
backrooms: produzione a24 e regia di kane parsons
A24 firma la produzione del film, mentre Kane Parsons ne cura la regia, trasformando un universo nato anche grazie alla sua attività come creatore su YouTube in un progetto horror destinato al grande schermo. Backrooms è ora al cinema in Italia, con un impianto che unisce atmosfera inquietante e suggestioni provenienti dall’immaginario di Portal 2.


