Favo: formulazioni sottocutanee migliorano sopravvivenza e qualità di vita
Le cure oncologiche stanno vivendo una fase di trasformazione rilevante, alimentata dall’arrivo di terapie innovative e da modalità di trattamento sempre più efficienti. Le prospettive delineate da Francesco De Lorenzo, presidente di Favo, mettono al centro due cambiamenti chiave: l’espansione dell’immuno-oncologia e l’evoluzione delle formulazioni sottocutanee, con un impatto concreto su cura, gestione del percorso e qualità della vita.
immuno-oncologia e terapie innovative: nuove possibilità per i tumori
Negli ultimi vent’anni, secondo quanto riportato da De Lorenzo, l’accesso a terapie considerate più avanzate ha inciso in modo profondo sulle prospettive di vita delle persone con tumore. Nel confronto con il passato, quando le opzioni di trattamento erano principalmente chirurgia, radioterapia e chemioterapia, oggi si registra un ampliamento delle possibilità legato soprattutto a farmaci basati sull’immunoterapia.
Le nuove terapie vengono descritte come portatrici di un duplice beneficio: da un lato aumentano la probabilità di controllo della malattia, con esiti che possono includere cronicizzazione o guarigione in alcuni casi; dall’altro sono generalmente meglio tollerate, con meno effetti collaterali rispetto a opzioni storiche.
In alcune patologie, come tumore al polmone e melanoma, viene segnalato un progresso tale da consentire oggi percentuali di guarigione considerate impensabili fino a pochi anni fa.
qualità della vita come pilastro dell’assistenza oncologica
La qualità della vita, nel quadro descritto, non dipende soltanto dall’efficacia clinica. De Lorenzo evidenzia la presenza di un insieme di pilastri che includono prevenzione e miglioramento dei trattamenti, ma soprattutto l’accompagnamento del paziente lungo l’intero percorso.
Il concetto di assistenza oncologica viene collegato a una gestione continua: durante le terapie attraverso programmi di riabilitazione fisica, psicologica e nutrizionale, e anche successivamente, quando la malattia è sotto controllo o superata. In questa fase, l’obiettivo indicato è favorire il ritorno a un equilibrio personale, il rientro nella vita quotidiana e l’adozione di stili di vita sani.
somministrazioni rapide: impatto su ospedale, tempo e ritorno alla normalità
Un contributo determinante, secondo De Lorenzo, arriva dalle nuove modalità di somministrazione dei farmaci. Le formulazioni sottocutanee, descritte come più rapide rispetto a quelle endovenose, consentono di ridurre in modo significativo il tempo trascorso in ospedale.
La riduzione dei tempi viene collegata a una semplificazione del percorso di cura e a una diminuzione della sensazione di medicalizzazione. Tale cambiamento agevolerebbe il rientro a una vita normale e produttiva, riducendo gli attriti pratici connessi alle visite e alla permanenza in struttura.
riduzione del “peso del tempo” e minore dipendenza da caregiver
Nel ragionamento presentato, le terapie endovenose del passato comportavano tempi lunghi, la necessità di essere accompagnati da un caregiver e difficoltà nel conciliare le cure con il lavoro. L’introduzione di trattamenti più rapidi riduce le attese e limita il cosiddetto “peso del tempo”, legato a spostamenti e permanenze