Farmaci equivalenti Lorenzin Pd: restare competitivi con prezzi accessibili

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Farmaci equivalenti Lorenzin Pd: restare competitivi con prezzi accessibili

La competitività dell’industria farmaceutica italiana passa dalla capacità di reagire alle pressioni globali, mantenendo al contempo l’accesso ai farmaci per il Servizio sanitario nazionale e per i cittadini. In occasione dei 30 anni di attività di Doc Pharma, Beatrice Lorenzin ha messo al centro una sfida concreta: rafforzare la produzione interna per fronteggiare incertezze geopolitiche, carenza di materie prime e aumento dei costi energetici, elementi che incidono sulla competitività e sulla possibilità di raggiungere forme di autosufficienza.

produzione interna e resistenza alle incertezze geopolitiche

Secondo Lorenzin, il comparto farmaceutico rappresenta una componente rilevante del sistema industriale italiano. Il settore, caratterizzato da una forte dimensione produttiva orientata anche all’export, sostiene occupazione a migliaia di persone e richiede una politica industriale e regolatoria coerente con lo scenario internazionale.

La continuità produttiva è considerata decisiva anche per ragioni strutturali: la disponibilità di materie prime e la sostenibilità economica legata ai costi energetici vengono indicate come fattori capaci di minare la competitività. Ne deriva la necessità di azioni basate su leve di mercato capaci di rispondere alle criticità, senza perdere di vista la tutela dei livelli di accesso ai farmaci.

equivalenti e meccanismo di mercato sui prezzi

Un passaggio centrale riguarda la produzione di farmaci equivalenti, adottata da aziende inizialmente concentrate sui farmaci di marca. Lorenzin evidenzia che l’introduzione degli equivalenti ha attivato un meccanismo di mercato in grado di influenzare la dinamica dei prezzi.

Nel contesto delineato, l’equivalente viene descritto come una soluzione con effetti terapeutici identici, capace di generare un risparmio per i cittadini e per il Servizio sanitario nazionale e quello regionale. L’adozione di questa impostazione viene collegata allo sviluppo del farmaco equivalente in Italia, presentato come una storia nata insieme alla crescita del settore.

equilibrio tra prezzi accessibili e sostenibilità industriale

La prospettiva economica viene articolata su un punto di equilibrio. Lorenzin sottolinea l’impossibilità di ottenere risultati che compromettano la tenuta dell’industria: il prezzo, per essere sostenibile, non può scendere a livelli tali da danneggiare il sostentamento produttivo.

La continuità del settore viene indicata come essenziale per più obiettivi: crescita industriale, competitività dei sistemi del comparto farmaceutico e delle scienze della vita in Italia e in Europa, oltre alla capacità di assicurare autosufficienza e autoproduzione in qualsiasi contesto geopolitico.

accesso universalistico a tutta la gamma dei farmaci

Un’industria interna solida, nel quadro proposto, diventa anche uno strumento per garantire ai pazienti un accesso universalistico all’intera gamma terapeutica. L’accesso viene ricondotto a farmaci più semplici non più coperti da brevetto e include anche le terapie avanzate e quelle digitali.

La stessa logica di continuità viene collegata alla necessità di resistere a situazioni esterne dagli esiti non prevedibili, richiamando quanto appreso negli ultimi anni.

sfida del servizio sanitario nazionale e nuova visione strategica

Conclusa la ricostruzione del ruolo dell’industria e dei meccanismi economici, Lorenzin definisce la sfida del Servizio sanitario nazionale italiano come una sfida storicamente vinta, con un posizionamento di rilievo sul piano della salute e della qualità della vita. La richiesta attuale è di rinnovare l’impostazione con una visione strategica e al tempo stesso economica, finanziaria e industriale, con un focus definito come sociale.

beatrice lorenzin

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