Eurovision song contest 2026 protesta al turquoise carpet con bandiere iraniane e richiesta di cambio di regime, coinvolta anche israel

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Eurovision song contest 2026 protesta al turquoise carpet con bandiere iraniane e richiesta di cambio di regime, coinvolta anche israel

L’Eurovision Song Contest 2026 entra nel vivo con una giornata destinata a restare impressa: domenica 10 maggio si svolge la cerimonia di apertura nella cornice del Municipio di Vienna, in occasione della 70esima edizione della kermesse musicale mondiale. La manifestazione prenderà forma tra sfilate e atmosfera in pieno clima di gara, mentre le prime presenze in città portano anche al confronto sociale e alle proteste legate alle scelte di partecipazione.

eurovision song contest 2026: cerimonia di apertura a vienna e sfilata degli artisti

Con le prime due semifinali previste il 12 e il 14 maggio su Rai 2 e la finale fissata il 16 maggio su Rai 1, il 10 maggio segna il momento simbolico di avvio: la cerimonia di apertura si tiene presso l’iconico Municipio di Vienna. L’evento si colloca oggi in un contesto di grande attesa internazionale e di piena operatività sul territorio.

Gli artisti in gara, complessivamente trentacinque, sfileranno sul Turquoise Carpet con partenza dal Burgtheater e arrivo al Municipio. A rendere l’area ancora più centrale è la presenza di migliaia di fan nella Rathausplatz, chiamata a trasformarsi nel cuore della settimana: al termine della cerimonia prenderà infatti avvio l’Eurovision Village.

eurovision village a vienna: spazio per tutta la settimana dopo la cerimonia

La Rathausplatz ospita la fase successiva all’apertura, con il Village destinato a rimanere attivo per tutta la settimana. L’area diventa così un punto di incontro continuativo, collegando la cerimonia iniziale al percorso verso le semifinali e la finale.

proteste all’apertura dell’eurovision song contest 2026: bandiere e contestazioni

Accanto all’evento ufficiale, nelle ore più vicine all’inizio della giornata compaiono anche manifestanti. In tarda mattinata, circa duecento persone danno vita a urla e contestazioni esponendo vecchie bandiere iraniane. Le richieste avanzate riguardano un cambio di regime.

Alle contestazioni non mancano ulteriori simboli legati al contesto geopolitico: compaiono anche bandiere israeliane, con l’intento di sottolineare l’inadeguatezza della presenza del Paese in gara, collegata ai conflitti menzionati in questi anni tra Palestina e Iran e alla partecipazione americana.

russia esclusa e contestazioni sul ruolo di israele

Nel contesto delle proteste viene richiamata la decisione di esclusione della Russia dalla competizione, indicata come avvenuta sin dai tempi dei conflitti contro l’Ucraina. Tale scelta viene presentata come un richiamo al senso pacifista e non politico dell’Eurovision Song Contest 2026.

Chi contesta l’attuale situazione sottolinea una differenza di trattamento: viene ribadito che, rispetto a quanto accaduto con la Russia, non sarebbe stata adottata la stessa decisione per altri Paesi, in particolare Israele. Nel quadro delle manifestazioni arrivano anche bandiere americane, usate da chi non sostiene la politica estera associata a Donald Trump.

partecipazione e boicottaggi: da 41 a 35 paesi in gara

La competizione registra un cambiamento rilevante sul numero delle nazioni presenti. Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda scelgono di non prendere parte alla gara per protesta contro la presenza di Israele. Di conseguenza, i Paesi in gara passano a trentacinque presso la Wiener Stadthalle.

In questo scenario, l’Italia rimane in gara. Tra i rappresentanti del Paese è presente Sal Da Vinci, indicato come protagonista dell’edizione in partenza.

sal da vinci e la posizione sull’eventuale boicottaggio dell’eurovision

Nel quadro delle discussioni, Sal Da Vinci esprime una posizione riportata come condivisa da tutta la Rai e dalla delegazione, durante la conferenza stampa di presentazione a Roma l’8 maggio. Le parole attribuite riguardano il tema del possibile boicottaggio: la questione viene definita come politica, con una netta distinzione tra musica e dinamiche internazionali.

Il cantante afferma che la musica non sarebbe collegata alla politica e sostiene che copre i dolori del mondo. Viene inoltre ribadito che il rispetto verso chi protesta è presente, insieme alla convinzione che la musica rappresenti un bagno di pace, capace di portare unione. Per Sal Da Vinci, l’evento diventa inclusione e un palcoscenico per l’eternità, con la soddisfazione di rappresentare il proprio Paese.

sal da vinci: testo essenziale della posizione riportata

La posizione descritta sostiene che boicottare significherebbe entrare in un terreno politico, mentre la musica viene indicata come elemento di unione. Il messaggio finale è orientato a inclusione e al valore del palco come spazio di continuità.

nomi citati nella giornata dell’eurovision song contest 2026

  • Sal Da Vinci
  • Donald Trump
Eurovision Song Contest 2026, al turquoise carpet duecento persone protestano con le vecchie bandiere iraniane per chiedere un cambio di regime. Contestate anche Israele e America
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