Energia piunti conou chimico tra i mestieri strategici del futuro

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Energia piunti conou chimico tra i mestieri strategici del futuro

Nel passaggio verso un’economia circolare, la sostenibilità dipende dalla capacità di valutare, selezionare e trattare correttamente i flussi di rifiuti. In questo scenario, la chimica viene indicata come elemento decisivo per stabilire cosa può essere recuperato e cosa no, trasformando la gestione dei materiali in un percorso basato su controlli e competenze specialistiche.

economia circolare e qualità dei controlli chimici

La qualità del processo, nel modello circolare, è legata a controlli accurati lungo tutta la filiera. Il presidente del Conou, Riccardo Piunti, sostiene che in un contesto in cui ogni rifiuto deve essere analizzato e orientato al trattamento, la chimica diventa la chiave per definire la recuperabilità dei materiali. Il punto centrale è la conoscenza di ciò che è presente nei rifiuti, una funzione che richiede standard, strumenti avanzati e competenze sempre più connesse alla tutela della salute.

riccardo piunti: chimica come supporto alla transizione circolare

Riccardo Piunti collega la necessità di riciclare alla volontà di ridurre lo sfruttamento delle risorse naturali. Per farlo, afferma, è indispensabile trattare i rifiuti osservando la composizione e risalendo alla presenza di elementi utili oppure contaminanti. La gestione richiede quindi sistemi capaci di governare la transizione circolare mantenendo un rapporto sostenibile tra produzione, ambiente e sicurezza.

nuovi mestieri dell’energia: standard, strumenti e competenze

Piunti ha partecipato al panel “I nuovi mestieri dell’energia” svoltosi al Festival dell’economia di Trento. Nel corso dell’intervento, ha evidenziato che il riciclo non può prescindere dalla capacità di capire cosa c’è dentro ai rifiuti e di applicare controlli coerenti con i requisiti di qualità. La chimica, secondo quanto dichiarato, deve trovare spazio anche come competenza formativa, perché la figura del chimico, percepita talvolta come “una cosa vecchia”, è destinata a diventare centrale per le filiere industriali.

materie da rigenerare e gestione dei contaminanti

Secondo l’impostazione riportata, il punto critico della circolarità riguarda la qualità dei materiali. I rifiuti, per natura, vengono descritti come inquinati e la loro gestione comporta la necessità di stabilire se siano riciclabili o meno e di misurare quanti inquinanti siano presenti. La persistenza di specifici contaminanti rende ancora più importante un controllo rigoroso: vengono citate molecole del passato come DDT e PCB, insieme ai PFAS, definiti “forever” perché non si distruggono.

analisi ad alte sensibilità: concentrazioni e verifica continua

Gli inquinanti persistenti richiedono sistemi avanzati per misura e analisi fino a concentrazioni nell’ordine delle parti per trilione. In questo ambito, la credibilità delle filiere circolari viene collegata a modelli fondati su standard rigorosi e verifiche continue. Piunti richiama l’impegno del Conou nella gestione di contaminanti e qualità delle materie da rigenerare.

conou: recupero degli oli minerali usati e rigenerazione

Il Conou è presentato come il consorzio nazionale che raccoglie il 100% degli oli minerali usati e ne rigenera oltre il 98%. L’attività, nel quadro descritto, si inserisce nella logica di controllo e rigenerazione basata sull’analisi della contaminazione e sul rispetto di standard per garantire la qualità dei materiali destinati al riutilizzo.

personaggi citati

Il contenuto mette al centro il ruolo di una figura istituzionale legata al settore della rigenerazione e alla promozione di competenze tecniche.

  • Riccardo Piunti (presidente del Conou)

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