Divorzi over 50 triplicati tra 2008 e 2022: cosa cambia per i matrimoni e i eurispes

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Divorzi over 50 triplicati tra 2008 e 2022: cosa cambia per i matrimoni e i  eurispes

Le dinamiche dei divorzi stanno cambiando volto, con un’attenzione sempre più marcata alle età mature e alle trasformazioni sociali che accompagnano l’intero ciclo di vita. L’analisi dei dati presentati nel rapporto Italia Eurispes 2026 evidenzia un passaggio demografico netto, in cui crescono soprattutto le fasce over 50 e over 60. Parallelamente, emerge come la presenza di figli non funzioni da freno né da acceleratore rispetto alla separazione, mentre il divorzio si colloca con maggiore frequenza in fasi successive della vita familiare.

divorzi grigi: crescita nelle fasce over 50 e over 60

Negli ultimi quindici anni, l’età media dei coniugi nel momento del divorzio si è spostata in modo significativo verso la maturità. Il cambiamento più evidente, secondo i dati esaminati, è soprattutto demografico: la maggiore concentrazione dei divorzi interessa oggi le età centrali dell’età adulta, con valori tra 40 e 49 anni per le mogli e tra 40 e 54 anni per i mariti. La crescita più intensa si osserva però nelle fasce oltre 50, e in particolare negli anni successivi.

incremento delle mogli over 50 e over 60

Per le mogli che hanno divorziato, il numero di casi riguarda un’espansione rilevante nel periodo considerato tra 2008 e 2022. Le over 50 passano da 8.297 a 26.798, con un andamento che supera il triplo. Ancora più marcata risulta la crescita tra le over 60, che passano da 3.212 a 10.841, con un incremento oltre tre volte.

incremento dei mariti over 50 e over 60

La stessa tendenza compare anche tra i mariti, con valori che mostrano un’accelerazione significativa nelle fasce più anziane. Gli over 50 aumentano da 11.719 a 30.511, avvicinandosi a una dinamica di quasi triplicazione. Anche tra gli over 60 l’incremento è più che marcato: da 5.202 a 17.562, con una crescita più che tripla.

connessione con l’invecchiamento demografico

La crescita delle fasce più avanzate tra chi scioglie il matrimonio viene collegata all’invecchiamento della popolazione italiana. Nel 2025 l’età media della popolazione raggiunge 46,8 anni e oltre 24,7% degli italiani risulta avere 65 anni o più. In un contesto demografico più anziano, secondo l’impostazione del rapporto, risulta maggiore anche il peso delle classi avanzate tra i soggetti coinvolti in processi di separazione e divorzio.

genitorialità e separazioni: non deterrenza, non accelerazione

Oltre alla dimensione anagrafica, il rapporto descrive un altro punto centrale: la genitorialità attiva non impedisce lo scioglimento della coppia e non ne modifica in modo determinante i tempi. Nel periodo 2008-2022, circa la metà delle separazioni coinvolge figli affidati, con una proporzione stabile nel tempo.

figli minorenni e decisione di separarsi

La presenza di figli minorenni non viene indicata come un ostacolo alla decisione di separarsi. Allo stesso tempo, non emerge una funzione di accelerazione: la frattura coniugale viene ricondotta a dinamiche proprie, indipendenti dalla specifica struttura familiare.

divorzio e quota di figli affidati

Nel quadro del divorzio, la composizione cambia. Al momento della rottura definitiva, la quota di figli affidati scende al 35-40%, risultando sensibilmente inferiore rispetto a quanto osservato nelle separazioni. La motivazione riportata è legata alla tempistica: la chiusura definitiva del matrimonio avviene spesso molti anni dopo la separazione, quando i figli sono già cresciuti e non richiedono più in modo diretto affidamento formale.

durata dei matrimoni in crescita: più divorzi dopo unioni di lunga durata

Il rapporto sottolinea anche un aumento progressivo della durata media del matrimonio fino alla rottura. Nel 2000, la convivenza coniugale media fino alla separazione era di 13 anni, mentre fino al divorzio arrivava a 17 anni. Nei decenni successivi entrambe le medie risultano crescere ulteriormente. Questo significa che separazioni e divorzi riguardano con frequenza maggiore unioni di lunga durata e che la dissoluzione del legame tende a collocarsi in una fase più avanzata del ciclo di vita.

fattori strutturali dei divorzi grigi: quattro elementi in evidenza

Nel rapporto vengono indicati quattro fattori strutturali utili a interpretare la crescita dei cosiddetti divorzi grigi. Il primo riguarda il cosiddetto “nido vuoto”: quando i figli lasciano la casa, la coppia si ritrova a fare i conti con sé stessa, venendo meno la funzione genitoriale condivisa che aveva sostenuto la relazione.

allungamento della vita e ridefinizione delle aspettative

Il secondo fattore è l’allungamento della speranza di vita. Vivere più a lungo implica trascorrere più anni nella relazione coniugale; se il legame smette di corrispondere alle aspettative, la possibilità di protrarre l’unione per ulteriori decenni può diventare difficile da sostenere.

autonomia economica femminile

Il terzo elemento è la crescente autonomia economica delle donne. L’aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro avrebbe ridotto la dipendenza economica che in passato poteva rendere più complesso l’uscire da relazioni non considerate soddisfacenti.

secolarizzazione, cambiamento culturale e innovazioni legislative

Il quarto fattore riguarda processi di secolarizzazione e mutamento culturale. In parallelo, vengono citate anche innovazioni legislative, tra cui il divorzio breve, considerate capaci di ridurre le barriere procedurali.

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