Crans montana affondo di luciana littizzetto contro la svizzera legge è legge quando fa comodo

• Pubblicato il • 3 min
Crans montana affondo di luciana littizzetto contro la svizzera legge è legge quando fa comodo

Luciana Littizzetto torna a far discutere con una letterina satirica rivolta alla “cara Svizzera”, pubblicata durante l’ultima puntata di Che tempo che fa. Il testo prende spunto dalla vicenda di Crans Montana e dal tema dei soldi richiesti all’Italia come rimborso per le spese sostenute dall’ospedale di Sion in seguito al ricovero di tre ragazzi italiani rimasti feriti in un rogo.

letterina di luciana littizzetto alla “cara svizzera”

Nel suo intervento, la comica inquadra la Svizzera con ironia, descrivendola come un Paese legato all’idea della precisione e della correttezza delle regole. L’attacco parte dal richiamo all’immagine di un ordine rigoroso, quasi da “prima della classe”, sottolineando come l’attenzione ai dettagli sia parte della sua identità e dei suoi simboli, tra cui l’orologio e la cura per ciò che “è giusto”.

La letterina però sposta rapidamente il focus: un passaggio centrale mette in evidenza che, secondo Littizzetto, la Svizzera avrebbe “preso una cantonata” proprio nel caso legato alle richieste di rimborso. Il punto viene fatto risalendo alla spiegazione secondo cui il sistema sanitario svizzero non funzionerebbe come quello italiano e, di conseguenza, nel quadro delle sue norme sarebbe necessario procedere al pagamento.

i controlli contestati nel caso crans montana

Il testo insiste sulla coerenza tra l’idea di legge come principio sempre valido e l’assenza, nella ricostruzione proposta, di alcuni controlli ritenuti indispensabili. La comica contrappone la logica del rimborso alle responsabilità legate alla sicurezza.

sicurezza delle discoteche: verifiche e materiali

La letterina riporta una serie di aspetti che, secondo l’impostazione di Littizzetto, la legge imporrebbe e che non sarebbero stati gestiti correttamente. Tra i punti menzionati compaiono:

  • Controlli sulla sicurezza delle discoteche.
  • Verifica della capienza dei locali.
  • Utilizzo di materiali ignifughi nella costruzione.

Questi elementi vengono messi in relazione con l’incendio avvenuto in un locale a Crans Montana, richiamando l’idea che, in un contesto con regole stringenti, i controlli attesi non dovrebbero mancare.

uscita di sicurezza e regole operative

Un ulteriore passaggio del testo richiama la necessità che l’uscita di sicurezza sia agibile e non sbarrata per impedire l’accesso a persone non autorizzate. Anche questo punto viene presentato come parte di una logica normativa che dovrebbe valere sempre, non solo nelle situazioni in cui è comodo far riferimento alle regole.

responsabilità e “pudore istituzionale”

Littizzetto prosegue collegando l’immagine di essere “i primi della classe” non soltanto alla ricerca di elogi, ma alla necessità di assumersi responsabilità. Nel testo viene esplicitato che, nel caso descritto, non si tratta di un episodio isolato e accidentale, bensì di giovani travolti da un incendio verificatosi in un locale rientrante in un sistema di controlli che, nella narrazione, dovrebbe garantire rigore.

La comica afferma di aspettarsi da quella cornice istituzionale un gesto di pudore, fino a un imbarazzo formale, mentre invece, nella prospettiva della letterina, sarebbero emerse fatture legate al rimborso delle spese.

conclusione: rimborso e richieste alle famiglie

La parte finale del testo mantiene il tono ironico, ma chiude con un’affermazione netta: viene ribadito che nessuno chiederebbe di rinunciare alla “natura” svizzera, però davanti a una “strage” sarebbe preferibile evitare la procedura legata a moduli e pagamenti. Il messaggio si intensifica con l’osservazione che, se a richiedere un risarcimento fossero le famiglie dei ragazzi ustionati o di coloro che non sono più tornati a casa, non basterebbero “tutti i soldi” conservati negli istituti bancari, secondo quanto indicato nella letterina.

Pechino Express, Chanel Totti scoppia in lacrime per il videomessaggio di mamma Ilary Blasi: “Mi è scesa la lacrimuccia, sono diventata un po’ più sensibile qua…”
Crozza-Meloni è sfinita: “Vorrei vedere voi a tenere i piedi in quattro scarpe…”
I sette mostri di Pechino Express piegano (letteralmente) Chanel Totti e Michelle Masullo: la corsa verso il secchio dopo aver mangiato cimici e scorpioni – Video

Per te