Congresso fadoi para careggi algoritmo per ridurre riacutizzazioni della Bpco

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Congresso fadoi para careggi algoritmo per ridurre riacutizzazioni della Bpco

La broncopneumopatia cronica ostruttiva continua a presentare criticità significative nella pratica clinica: la diagnosi spesso arriva tardi e il controllo nel tempo tende a risultare instabile. Il quadro generale, secondo quanto evidenziato in occasione di un recente congresso, mette in luce quanto sia determinante il ruolo della terapia inalatoria e, allo stesso tempo, quanto l’efficacia reale dipenda da fattori come aderenza e continuità del trattamento.

bpco: criticità cliniche, diagnosi tardiva e aderenza insufficiente

La gestione della Bpco risulta ancora condizionata da diverse difficoltà. La diagnosi, frequentemente, non avviene in modo tempestivo; inoltre, rimane complesso mantenere nel tempo un controllo stabile della malattia. In questo contesto, la terapia inalatoria viene indicata come pilastro della cura.

Nella realtà assistenziale, però, l’aderenza alla terapia continua a essere bassa, con un impatto diretto sul rischio di riacutizzazioni. La presenza di eventi acuti viene descritta come un elemento che influenza negativamente l’andamento clinico, rendendo necessario un approccio più strutturato e continuativo.

algoritmo per la gestione bpco: obiettivi e finalità operative

In base allo scenario delineato, prende forma la revisione di un algoritmo per la gestione della Bpco in medicina interna, già sviluppato nel 2019. La finalità del nuovo impianto è mettere a disposizione un strumento semplice e operativo in grado di orientare le scelte cliniche.

Tra gli obiettivi principali rientrano:

  • fornire una guida per le scelte cliniche nella gestione della Bpco;
  • favorire la standardizzazione dei percorsi;
  • ridurre la variabilità tra i clinici;
  • promuovere una gestione più appropriata e continuativa della terapia.

ridurre le riacutizzazioni: obiettivo clinico e impatto sugli esiti

La riduzione delle riacutizzazioni viene presentata come vero obiettivo clinico. Ogni episodio acuto, infatti, viene associato ad un’accelerazione del declino e ad un aumento del rischio di ospedalizzazione. Da qui l’esigenza di rafforzare l’attenzione su ottimizzazione e personalizzazione del percorso terapeutico, soprattutto nei pazienti che non raggiungono un controllo ottimale.

gestione post-riacutizzazione e follow-up alla dimissione

Un passaggio chiave riguarda la gestione successiva alla riacutizzazione. Viene sottolineata la necessità di strutturare, già alla dimissione, un follow-up personalizzato, pensato per mantenere il controllo della malattia e prevenire nuovi episodi acuti.

La proposta si inserisce in un contesto in cui le condizioni associate sono molto frequenti: oltre l’80% dei pazienti presenta comorbidità e più del 50% ne ha 3 o 4. Per questo la Bpco richiede sempre più un modello di presa in carico integrato e multidisciplinare, guidato dall’internista, con l’obiettivo di garantire continuità terapeutica e migliorare gli esiti clinici.

ombretta para: ruolo nel focus sulla gestione della bpco

Il quadro appena descritto è stato discusso da Ombretta Para, co-management medico-chirurgico della Medicina interna presso l’Azienda ospedaliero universitaria Careggi di Firenze, che ha posto al centro la necessità di interventi capaci di rendere più appropriata e continuativa la gestione della Bpco.

  • Ombretta Para
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