Comuni battono lo stato: vinte le compensazioni nucleari tagliate

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Comuni battono lo stato: vinte le compensazioni nucleari tagliate

La Corte di Cassazione ha chiuso un contenzioso in materia di compensazioni ambientali per attività nucleari durato quindici anni, imponendo il recupero di somme decurtate in passato. La decisione riguarda l’applicazione di un taglio del 70% delle quote disposto tra il 2004 e il 2011 in base alle norme della legge finanziaria del 2005 dell’allora governo Berlusconi. Con un pronunciamento della prima sezione civile, la suprema corte ha stabilito che le risorse spettanti ai territori non potevano essere ridotte, aprendo la strada al versamento integrale di quanto previsto dalla normativa nazionale.

corte di cassazione e compensazioni ambientali nucleari: fine del contenzioso

Il disegno di legge delega sul nucleare, in corso di avanzamento in Aula alla Camera dopo il passaggio nelle commissioni riunite ambiente e attività produttive, si inserisce in un quadro in cui resta centrale la questione delle compensazioni. La Cassazione ha posto la parola fine a una disputa iniziata nel 2011, che si è sviluppata attraverso vari gradi di giudizio e ha riguardato amministrazioni locali colpite dalle decurtazioni applicate in anni precedenti.

il taglio del 70% tra 2004 e 2011 e il nodo giuridico

Il cuore della controversia è stato il decurtamento del 70% delle quote di compensazione eseguito tra il 2004 e il 2011. La riduzione traeva origine da disposizioni della legge finanziaria del 2005 e ha coinvolto i Comuni indicati come sedi di impianti nucleari e del ciclo del combustibile nucleare.

i ricorsi dei comuni e la conferma in tutti i gradi

Nel procedimento, i Comuni interessati hanno presentato ricorso tramite Xavier Santiapichi del Foro di Roma. Le amministrazioni coinvolte includono Minturno (Latina), Piacenza e Caorso (Caserta e provincia di Piacenza), Sessa Aurunca (Caserta), Ispra (Varese), Saluggia e Trino Vercellese. Il risultato giudiziario è stato pienamente favorevole per i territori: vittoria in tutti e tre i gradi di giudizio.

compensazioni già versate ma bloccate: il ruolo di presidenza del consiglio e cipe

Prima della sentenza conclusiva, i Comuni avevano già ottenuto l’esito favorevole in primo grado e secondo grado. Il Tribunale di Roma aveva deciso nel 2016, mentre la Corte di Appello aveva confermato nel 2020. Le somme, dopo la pronuncia di secondo grado, erano state comunque versate; la distribuzione definitiva, però, è rimasta bloccata a causa del ricorso presentato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal CIPE, Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica.

la sentenza della prima sezione civile

La sentenza della prima sezione civile della Corte di Cassazione ha stabilito che le risorse non potessero essere ridotte del 70%. Il pronunciamento ha riconosciuto l’impossibilità di applicare il taglio alle quote spettanti, con conseguente diritto dei territori a ottenere le somme decurtate negli anni precedenti.

quanto percepiranno gli enti: criteri di ripartizione e importi

La decisione opera non soltanto per i Comuni citati, ma anche per tutti gli enti che avevano diritto alle compensazioni e che, dopo il taglio disposto, avevano presentato ricorso. La ripartizione dei fondi avviene ogni anno in base a superficie e popolazione residente: il 50% è destinato ai Comuni che ospitano l’impianto, il 25% alla Provincia di riferimento e un ulteriore 25% ai Comuni confinanti con quello nel cui territorio insiste l’impianto.

saluggia eurex e deposito avogadro: circa 25 milioni di euro

Per il Comune di Saluggia, che ospita Eurex e Deposito Avogadro, il valore indicato è di circa 25 milioni di euro. L’importo comprende la richiesta di percezione integrale delle compensazioni, comprensive delle somme decurtate in precedenza.

caorso e centrale “arturo”: circa 26 milioni e 340mila euro

Per Caorso, in provincia di Piacenza, che ospita la centrale “Arturo”, la quota da riscuotere viene quantificata in circa 26 milioni e 340mila euro.

trino vercellese e centrale enrico fermi: circa 17 milioni di euro

Per Trino Vercellese, sede della centrale Enrico Fermi, il valore complessivo riconosciuto risulta pari a circa 17 milioni di euro.

provincia di latina e comune di latina: differenze legate ai ricorsi

Anche la Provincia di Latina, avendo avviato la causa contro il CIPE, potrà chiedere lo stesso tipo di recupero, con altri 17 milioni di euro indicati. Il Comune di Latina, invece, non potrà farlo perché non ha presentato ricorso.

voci dei sindaci coinvolti e conferma dei diritti dei territori

Nei commenti riportati dopo la pubblicazione della sentenza, emergono riferimenti alla tutela dei diritti delle comunità che convivono con attività connesse al nucleare. A Saluggia, Libero Farinelli ha espresso soddisfazione per l’esito. A Trino Vercellese, il sindaco Daniele Pane ha descritto la pronuncia come una vittoria che riconosce i diritti del territorio.

personalità citate:

  • Libero Farinelli (sindaco di Saluggia)
  • Daniele Pane (sindaco di Trino Vercellese)
  • Xavier Santiapichi (avvocato)
Nucleare, da Caorso a Trino i Comuni battono lo Stato e si riprendono i soldi dovuti per le compensazioni ambientali

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