Ciurma di capitan capitone coordinata mentale: intervista con sepe

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Ciurma di capitan capitone coordinata mentale: intervista con  sepe

Daniele Sepe attraversa da quarant’anni territori sonori molto diversi: jazz, blues, folk, satira politica, musica popolare e forme di sabotaggio culturale. La proposta più recente di Capitan Capitone, 40N 14E, viene presentata come una coordinata geografica che diventa soprattutto mentale: un punto in mare aperto, utile a osservare la terraferma senza farsi risucchiare dall’urgenza delle cose. Dentro questo orizzonte si muove un impianto collettivo che assomiglia a un ammutìnamento permanente, più che a una band nel senso tradizionale, con un gruppo di musicisti che costruisce l’ascolto come un continuo cambio di rotta.

capitan capitone 40n 14e: una coordinata per guardare il presente

40N 14E è descritto come una coordinata in mare aperto, un modo per non farsi trovare e, soprattutto, per ottenere una distanza corretta rispetto ai fatti. Dal mare, secondo la visione di Sepe, cambia la percezione: le dinamiche della terraferma risultano meno coinvolgenti, meno dirette, meno assorbenti. La dimensione piratesca viene indicata come un tratto ricorrente nei lavori di Capitan Capitone, con il mare che ritorna come riferimento costante.

daniele sepe e il significato dell’eclettismo musicale

La definizione di “eclettico” viene collegata a un’incapacità di incasellare i dischi in un unico scaffale. La narrazione insiste sulla varietà: un ascolto può passare dal jazz al blues e da lì a sonorità e linguaggi differenti. Proprio per questo Sepe richiama la somiglianza con Frank Zappa, citato come esempio di artista sfuggente e non interessato a ripetere sempre lo stesso modello. La vita, soprattutto a un’età ormai matura, viene posta come ragione pratica per non limitarsi a un solo linguaggio.

ciurma e band: la pirateria come struttura mentale

Capitan Capitone non viene definito semplicemente come progetto a nome proprio, ma come un impianto in cui l’autore mantiene il ruolo di capitano di un vascello descritto come “impazzito”. L’idea iniziale, però, era creare un collettivo fatto di persone che lavorano in totale uguaglianza. La scelta lessicale di “ciurma” invece di “band” viene legata alla pirateria: la pirateria nasce da un ammutìnamento. Se il vascello viene interpretato come la “fabbrica” di un tempo, la pirateria diventa un conflitto di classe, legame ritenuto centrale per l’orientamento del progetto.

stile musicale e cambi di genere: fuga o autodifesa?

Nel disco, la transizione continua tra generi diversi non viene letta come semplice fuga. Ogni brano viene presentato come riflesso della sensibilità della voce che lo canta. Sepe, da ragazzino, viene raccontato come persona capace di costruire ascolti eterogenei: cassette preparate per l’uscita in motocicletta con Bob Marley, poi Hendrix, poi Händel. La logica dichiarata è quella di non annoiarsi e di riprodurre, nei dischi, la stessa esperienza: scegliere liberamente e cambiare senza restare intrappolati nello stesso universo.

satira, politica e riferimenti culturali

La satira colpisce il potere come bersaglio costante, ma sul tema della riconoscibilità del potere oggi Sepe indica una direzione precisa: il potere è la finanza. I politici vengono descritti come amministratori, mentre destra e sinistra conterrebbero sempre meno sulle grandi decisioni economiche o geopolitiche. Le guerre vengono ricondotte con frequenza a una motivazione economica, lasciando agli altri elementi il ruolo di narrazioni.

Nel merito culturale, viene citata anche un’idea che Sepe definisce assurda: l’affermazione “ma i russi ce l’hanno Leopardi?”, attribuita a un professore e considerata sintomo di ignoranza. La questione porta a richiamare la necessità di non ignorare la cultura russa e i suoi autori, con un ragionamento basato sulla distinzione tra popolo e governo.

guerra, spettacolo e miti del rapper tatuato

Il disco viene collegato alla capacità di mettere insieme guerra e spettacolo, richiamando la figura di Pape Satàn. Se la domanda riguarda se oggi si sia più spettatori o complici, la risposta indica un livello di complicità maggiore: la situazione viene descritta come più grave rispetto alla generazione di Sepe. Se un tempo la guerra risultava percepita come distante, oggi sarebbe vicinissima. Il cambiamento viene associato anche al rapporto con la politica e con la Costituzione.

Anche i rapper e la costruzione mitologica vengono presi di mira: il cliché del “rapper tatuato con catene d’oro” e con un’auto ultrapotente viene trasformato in domanda. L’attenzione si concentra su ciò che accade quando si torna a casa, in relazione a ciò che si dice davvero con la madre.

pandemia e rimozione: anni senza precedenti

La pandemia viene descritta come una narrazione basata su una bugia, con conseguenze forti su chi, come Sepe, ha sofferto quel periodo. Suonare sarebbe diventato impossibile in molti contesti. Accanto al danno vissuto, emerge una rimozione: non sembrano essere stati prodotti tanti film, libri o dischi capaci di rappresentare in modo davvero importante quei due anni. Eppure vengono definiti anni senza precedenti.

clint eastwood e il paradosso culturale

Nel disco compare anche Clint Eastwood come riferimento. Il senso del richiamo viene costruito sul paradosso: un conservatore repubblicano realizzerebbe film considerati più intelligenti rispetto a molta retorica pseudo-progressista. Vengono citati Gran Torino e Invictus come esempi in cui, secondo la visione proposta, ci sarebbe più cervello che in discorsi spesso superficiali.

la musica può ancora disturbare?

La possibilità di “disturbare” viene valutata come molto più limitata rispetto al passato. Oggi chi si definisce davvero indipendente vivrebbe quasi in una riserva indiana. Mancano anche un movimento collettivo e un’opinione pubblica capace di sostenere esperienze con una certa intensità culturale e sociale.

Se a qualcuno che scorre solo video sullo smartphone fosse necessario spiegare il disco, l’indicazione è di fermarsi per mezz’ora: sedersi e ascoltare dall’inizio alla fine, come avviene con un libro o con un film. La descrizione centrale resterebbe: una storia di una ciurma di napoletani impegnata a prendere in giro i cliché del presente.

40n 14e come libertà temporanea

Il progetto torna più volte su concerti, motociclette, mare e “felicità rubate al tempo”, fino a ricondurre l’idea di fare musica alla creazione di spazi di libertà temporanea dentro un mondo sempre più rumoroso e sempre più anestetizzato. L’obiettivo non viene collegato al salvataggio né alla convinzione di qualcuno: al massimo si tratta di ricordare che la realtà, osservata dalla distanza giusta, può ancora far ridere abbastanza da evitare la disperazione.

musicisti citati in relazione alla ciurma di capitan capitone

  • gennaro porcelli
  • mario insenga
  • sababa
  • nicola caso
  • andrea tartaglia
  • emilia zamuner
La ciurma di Capitan Capitone in cerca di una coordinata mentale. Ne ho parlato con Daniele Sepe
Ciurma di capitan capitone coordinata mentale: intervista con  sepe

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