Cinecittà e di donatello celebrano se stessi mentre la crisi del cinema resta quasi fuori scena

• Pubblicato il • 5 min
Cinecittà e  di donatello celebrano se stessi mentre la crisi del cinema resta quasi fuori scena

La politica culturale italiana continua a mostrare contraddizioni interne e disattenzioni che finiscono per lasciare in ombra questioni centrali. Revoche e contrasti di vertice occupano la scena, mentre sullo sfondo resta la crisi acuta del settore cinematografico e audiovisivo, con ricadute sul lavoro e sulle prospettive del comparto. Il quadro diventa ancora più evidente quando le principali notizie politiche restano senza eco stabile nel dibattito pubblico, alimentando la distanza tra rappresentazione mediatica e realtà materiale del settore.

revoca incarico a beatrice venezi e tensioni tra biennale e ministero

Tra i temi segnalati emergono due filoni principali. Il primo riguarda la revoca dell’incarico alla direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, al centro di una polemica durata mesi. Il secondo riguarda uno scontro interno alla cultura sostenuta da una parte dell’area politica di destra, legata a Fratelli d’Italia: oggetto del confronto sono le posizioni del Presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, e del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in relazione alla partecipazione della Russia alla kermesse che si inaugura il 9 maggio.

Queste dinamiche, pur di rilievo, hanno innescato attenzione sui quotidiani con ampiezza, mentre non risultano equivalenti le ricadute su questioni considerate più urgenti per il settore. In particolare, restano sullo sfondo problemi legati allo stallo in Commissione Vigilanza Rai sulla nomina del Presidente della televisione pubblica, con la Commissione guidata dalla pentastellata Barbara Floridia.

assenza di eco mediatica per cinecittà, camera e protocollo cultura & salute

Nei giorni indicati, la mancanza di copertura giornalistica viene sottolineata come elemento che aggrava il divario tra fatti e attenzione pubblica. Il 28 aprile la Amministratrice delegata di Cinecittà spa Manuela Cacciamani viene audita dalla Commissione Cultura (VII) della Camera, con un’audizione orientata alle dinamiche della gestione. La presidenza della Commissione è attribuita a Federico Mollicone.

Il 29 aprile, invece, i ministri Alessandro Giuli e Orazio Schillaci, insieme ai Sottosegretari Lucia Borgonzoni e al neo-nominato Giampiero Cannella, appongono le firme su un protocollo annunciato tra i due dicasteri. L’obiettivo è promuovere la cultura come cura anche in ambito medico-ospedaliero.

Viene evidenziato che nessun quotidiano dedica spazio a queste due notizie. Il passaggio collega l’assenza di attenzione alla dimensione politica, segnalando come il problema non sia solo mediatico, ma strutturale: lavoro spesso intermittente e povero, produzioni ferme, risorse incerte e politiche pubbliche considerate prive di valutazione.

premiazione david di donatello: trasmissione, ascolti e protesta reale

Mercoledì 6 maggio 2026 si svolge la cerimonia di premiazione del David di Donatello, ospitata a Cinecittà e trasmessa su Rai1. La trasmissione viene descritta come lunga (quattro ore) e impostata in modo statica e noioso, con un esito di ascolti indicato come non favorevole: un valore inferiore di quasi 1 punto rispetto alla percentuale del 13% registrata nel 2025.

Le associazioni degli autori avevano annunciato un confronto “in battaglia” sullo sfondo della crisi, ma la conclusione viene presentata come un appello definito evanescente dal titolo “Non c’è Italia senza cinema”. Sul “red carpet” vengono citati come presenze Matilda De Angelis, Gianni Amelio e Valeria Bruni Tedeschi.

Tra le iniziative effettive viene richiamato il movimento #Siamoaititolidicoda (Satdc), che propone il boicottaggio del premio. La posizione del movimento viene contraddetta da accuse di radicalità sovversiva; allo stesso tempo, viene indicato che il boicottaggio sarebbe l’unica forma di intervento libera dall’ipocrisia dominante.

protocollo giuli-schillaci: cultura come cura e limiti operativi

Il protocollo tra Giuli e Schillaci, finalizzato a studiare e promuovere la cultura come strumento di cura in parallelo alle terapie tradizionali, viene descritto come iniziativa preziosa a condizione che venga tradotta in risultati fattuali e non resti limitata alla “carta delle belle intenzioni”.

Per far funzionare l’impianto vengono indicati elementi indispensabili: risorse, criteri, monitoraggio, valutazione d’impatto e coinvolgimento di realtà già attive sul campo. In assenza di questi passaggi, la “cultura come cura” rischia di trasformarsi in una formula istituzionale priva di effetti concreti.

Viene inoltre richiamata l’esigenza di estendere l’orizzonte non solo al rapporto tra cultura e salute, ma anche a tutte le forme di disagio considerate nella dimensione fisica, psichica e sociale.

isicult e “cultura vs disagio”: ricerca e censimento

È menzionato un centro di ricerca e promozione culturale, l’Istituto italiano per l’Industria Culturale (IsICult), collegato a un progetto sviluppato dal 2013 con il sostegno del Ministero della Cultura: “Cultura vs Disagio”. L’attività viene descritta come complessa e basata su ricerca, monitoraggio, censimento e documentazione di buone pratiche artistiche e culturali in varie aree del disagio.

Nel tempo l’istituto avrebbe censito oltre 4.000 iniziative promosse su tutto il territorio nazionale.

assenza di interesse dei media: gerarchizzazione e priorità

La mancanza di attenzione dei media viene collegata a una serie di domande sulla scarsa ripresa mediatica sia del protocollo tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute sia della crisi del settore cine-audiovisivo. L’interpretazione resta concentrata sui segnali di disattenzione rispetto alla gerarchizzazione delle iniziative che dovrebbe caratterizzare una sana politica culturale.

figure citate nel testo

  • Beatrice Venezi
  • Pietrangelo Buttafuoco
  • Alessandro Giuli
  • Orazio Schillaci
  • Lucia Borgonzoni
  • Giampiero Cannella
  • Manuela Cacciamani
  • Barbara Floridia
  • Federico Mollicone
  • Matilda De Angelis
  • Gianni Amelio
  • Valeria Bruni Tedeschi
David di Donatello e Cinecittà celebrano se stessi, mentre la crisi del cinema resta quasi fuori scena

Per te