Carlo conti si racconta padre a 52 anni e la sua rubrica sulla pesca a lenza blu
“A Pesca con il Babbo” è un manuale di complicità che mette al centro un rapporto familiare, intrecciando il valore del tempo con l’arte dell’attesa. Il libro, scritto da Carlo Conti, nasce da una passione dichiarata per la pesca e dalla volontà di raccontare sentimenti e scelte personali attraverso uno sport che richiede pazienza, presenza e misura.
carlo conti e il libro “a pesca con il babbo”
Il titolo richiama un’esperienza fatta di vicinanza e regole non scritte tra padre e figlio. Carlo Conti presenta il progetto come un testo sulla pesca, descrivendola come uno sport simile al proprio modo di vivere: sa aspettare, non rincorre e dà tempo al tempo. Nel racconto del conduttore compare anche una scelta legata alla carriera: Conti ricorda di aver rifiutato alcune edizioni precedenti di Sanremo perché non era pronto.
la pesca come metafora di vita e attesa
La pesca viene utilizzata come chiave narrativa per descrivere un comportamento quotidiano. La dimensione dell’attesa diventa un elemento coerente con la propria identità: aspettare senza inseguire, accettare i tempi necessari e mantenere un equilibrio che si riflette anche nel modo di affrontare le opportunità professionali.
tempo, scelta e preparazione
Il rifiuto di alcune edizioni di Sanremo viene inserito nel quadro più ampio di questa filosofia: quando arriva il momento, serve essere pronti. In parallelo, la pesca rappresenta un’attività in cui l’azione ha senso solo quando il tempo è quello giusto.
padre figlio al centro: il racconto di matteo
Il legame tra padre e figlio costituisce il nucleo del libro. Carlo Conti racconta la nascita del ruolo genitoriale: sul figlio Matteo afferma che è arrivato quando lui aveva cinquantadue anni. Da quella circostanza, per il conduttore si presenta un passaggio complesso, perché si ritrova a fare il padre senza avere un modello personale preciso: non ha mai conosciuto il suo.
un modello assente e un impegno quotidiano
Conti descrive il proprio percorso come un tentativo continuo: cerca di fare il possibile e, giorno dopo giorno, si interroga su se stia facendo la cosa giusta. Questo aspetto rende la narrazione più intima, legando l’idea di pazienza a una responsabilità concreta.
la parola “babbo” e l’eredità familiare
Nel libro ricorre con forza il tema della figura paterna. Il padre di Carlo Conti è morto quando lui aveva 18 mesi; sua madre, secondo il racconto del conduttore, ha incarnato entrambi i genitori. Per questo “babbo”, parola toscana, viene spiegata come qualcosa di molto personale: il conduttore dice di non averla mai potuta pronunciare e afferma che oggi la usa spesso, arrivando a volerla nei titoli dei libri.
aneddoti sul palco tra musica e comicità
Il volume include episodi legati alla vita professionale e a personaggi incontrati sul palco. Tra questi, Conti cita la gestione di un personaggio complesso, riconducibile a Gino Paoli. Il conduttore spiega che, quando si presentava, si avvertiva il peso del ruolo di un “gigante” della musica; poi, parlando, emergeva un modo diverso, capace di mettere a proprio agio.
ornella vanoni e l’imitazione di virginia raffele
Un episodio coinvolge Ornella Vanoni. Conti ricorda un’interazione con Virginia Raffaele, chiamata a fare l’imitazione di Ornella. Nella versione proposta, Vanoni raccontava una scena immaginaria: l’amore con Paoli sul deltaplano e altri dettagli simili. Il giorno dopo, secondo il racconto, il telefono squilla: Conti teme che Ornella si arrabbi, ma la cantante risulta serena e precisa che “sul deltaplano non lo abbiamo fatto mai”.
prime volte: pippo baudo e un incontro negli studi rai
Tra le “prime volte”, Carlo Conti ricorda il primo incontro con Pippo Baudo. Il conduttore racconta che, incontrandolo per la prima volta, lo vide in mutande, negli studi Rai, in un momento in cui Conti si definisce molto acerbo e Baudo un mito. Conti riferisce che Baudo lo abbracciò e poi disse di doversi cambiare, mettendosi in mutande di nuovo dopo la scusa iniziale.
futuro e idea di conduzione: linea blu e una rubrica di pesca
Nel racconto emerge anche lo sguardo al futuro. Alla domanda su cosa potrebbe condurre, Conti risponde indicando un’ipotesi concreta: una rubrica di pesca all’interno di Linea Blu. Nel quadro immaginato, viene rivolto un riferimento specifico a Donatella Bianchi, con l’idea che fosse “avvisata”.
personaggi citati
Nel racconto compaiono diversi nomi legati a esperienze personali e professionali, tra musica, spettacolo e incontri sul lavoro:
- Carlo Conti
- Matteo
- Gino Paoli
- Ornella Vanoni
- Virginia Raffaele
- Pippo Baudo
- Donatella Bianchi


