Cannes 79 hope tra alieni splatter e resistenza francese di nemes torna alla seconda guerra mondiale
Il 79° Festival di Cannes entra nella fase più calda, con concorso e sezioni collaterali ormai pienamente attivi. Al giro di boa emerge un elemento sorprendente: un titolo che, per tono e impostazione, non sembrava destinato a stare al fianco dei grandi nomi del cinema d’autore. La competizione si arricchisce così di contrasti netti tra spettacolo ad alta intensità e rigore cinematografico, con due opere capaci di polarizzare l’attenzione su generi molto diversi.
Hope in concorso a Cannes: una fanta-commedia distopica in stile videogame
Hope, scritto e diretto dal sudcoreano Na Hong-jin, è il film che ridisegna le aspettative del concorso. L’opera si colloca in un futuro distopico e si sviluppa in una durata complessiva di 2 ore e 40 minuti, con gran parte del tempo dedicata a inseguimenti vorticosi tra la polizia locale e giganteschi mostri alieni. Il risultato punta decisamente sull’intrattenimento, mescolando ritmo serrato e spirito di intrattenimento spinto.
Frémaux sceglie il colpo di teatro: intrattenimento, splatter e follia
Il direttore artistico Frémaux ha scelto di valorizzare un tipo di cinema che intende stupire e “sdoganare” un’esperienza vicina a un grande videogame dal gusto coreano. L’operazione mette in primo piano un impasto ricco di splatter, urla e follia, con l’obiettivo di portare al centro dell’attenzione un prodotto dichiaratamente “di genere”.
Reazioni del pubblico: dalla cinefilia snob alla spinta nerd
Le reazioni risultano polarizzate. Una parte della cinefilia più radicale e “snob” storce il naso, mentre un pubblico più “nerd” mostra apprezzamento marcato, arrivando a esclamare “Palma d’oro subito!” durante la proiezione per la stampa. La struttura narrativa, secondo la descrizione disponibile, non punta su un impianto complesso: la vicenda è organizzata intorno a una dinamica diretta e movimentata.
Trama essenziale di Hope: foresta invasa da creature aliene
La trama ruota attorno alla foresta nei pressi della cittadina marittima e turistica di Hope, assaltata da creature aliene orripilanti. Gli agenti e i cacciatori locali cercano di ucciderle, ma finiscono per essere costretti a fuggire dalle loro grinfie. L’elemento centrale, definito in modo esplicito, riguarda il fatto che a “incarnare” il maschio e la femmina principali delle creature siano due attori serissimi e pluripremiati.
Michael Fassbender e Alicia Vikander: protagonisti delle creature aliene
Le figure principali risultano interpretate da Michael Fassbender e Alicia Vikander, indicati come coppia anche nella vita. I due attori risultano presenti alla premiere di Hope sulla Montée des Marches, collocandosi al centro di una scelta narrativa che alterna registri comici e scenari distopici.
Personaggi e ospiti menzionati legati a Hope:
- Na Hong-jin
- Frémaux
- Park Chan-wook
- Michael Fassbender
- Alicia Vikander
Moulin di László Nemes: noir-spy-prison drama sulla fine di Jean Moulin
La presenza in concorso prosegue con un’impronta completamente diversa: Moulin, film dell’ungherese László Nemes, autore già associato al successo internazionale con Il figlio di Saul. Il titolo, definito come eponimo al suo protagonista, racconta gli ultimi giorni della vita di Jean Moulin, capo della Resistenza francese assassinato dai nazisti nel 1943.
Jean Moulin e la Gestapo: interrogatorio serrato e tensione centrale
La sceneggiatura, indicata come opera di Olivier Demangel, costruisce un noir-spy-prison drama caratterizzato da grandi atmosfere. La regia viene descritta come coerente con la capacità già nota dell’autore. Il film, inoltre, mette in scena un confronto decisivo con l’antieroe Klaus Barbie, capo della Gestapo di Lione, dando avvio a un interrogatorio serrato che porta rapidamente alle “note conseguenze”.
Girato su 35mm e illuminazione di Matyas Erdély
Un dettaglio tecnico significativo riguarda la scelta produttiva: Nemes gira ancora con la pellicola da 35mm, illuminata dal talento del sodale Matyas Erdély. La differenza dal digitale viene indicata come un elemento da godere sullo schermo, rafforzando la componente di impatto visivo.
Problemi di narrazione e valutazione del film
Il testo disponibile individua una criticità nella narrazione stessa. Di Moulin viene detto poco o nulla: il personaggio “accade” sullo schermo e viene posto quasi subito in relazione con Barbie, trasformando il racconto in una struttura più orientata al confronto. Il film viene inoltre percepito come chiuso e “vecchio” nel suo essere quasi un’agiografia del martire della Resistenza, con un legame con il presente descritto come limitato e con una presa di coraggio valutata come non pienamente efficace.
Gilles Lellouche e Lars Eidinger: protagonisti di alto livello
Nonostante le osservazioni sulla narrazione, il film è presentato come un period drama di tutto rispetto. Viene sottolineato anche il valore del cast: Gilles Lellouche interpreta la figura di vita del protagonista, mentre Lars Eidinger viene indicato come un interprete versatile e sempre all’altezza.
- László Nemes
- Olivier Demangel
- Matyas Erdély
- Jean Moulin
- Klaus Barbie
- Gilles Lellouche
- Lars Eidinger
Con Hope e Moulin, Cannes mette a fuoco due strade narrative distinte: una corsa spettacolare con mostri alieni e componente distopiche in chiave comica, e un racconto storico improntato a tensione e atmosfere cupate, costruito attorno a interrogatori e conseguenze immediate. Il concorso entra così nel vivo, con scelte capaci di far discutere e di tenere alta l’attenzione.


