Cannabis light decreto sicurezza traballa tra dissequestri e intervento della consulta
Il tentativo di mettere fuori legge la cannabis light continua a generare attriti sul piano giuridico. Il nodo centrale riguarda l’idea secondo cui le infiorescenze sarebbero riconducibili a una fattispecie di droga, anche quando il contenuto di THC risulta molto basso. In diverse sedi giudiziarie, però, l’impostazione non regge: le pronunce dei tribunali segnalano un possibile cedimento del presupposto normativo, con ricadute che arrivano fino al controllo della corte costituzionale.
rinvio alla corte costituzionale dell’articolo 18 del decreto sicurezza
Secondo quanto emerso, il punto di contestazione riguarda l’articolo 18 del decreto sicurezza, richiamato per rendere perseguibile il divieto legato al commercio e alla disponibilità delle infiorescenze. Dopo le decisioni registrate a Brindisi, anche un provvedimento del giudice di Trani dispone il rinvio alla consulta. Al centro della valutazione compare la compatibilità della disciplina con i criteri legati agli effetti reali del principio attivo.
il presupposto normativo contestato: “incolumità pubblica” e “sicurezza stradale”
Nel testo di legge si indica un fine specifico: prevenire comportamenti considerati pericolosi per l’incolumità pubblica e la sicurezza stradale. L’argomentazione critica riprende proprio questo passaggio, sostenendo che l’assunto non risulta adeguatamente supportato dalle evidenze scientifiche richiamate dai giudici: con THC sotto le soglie e con un quadro in cui il CBD risulta prevalente, non sarebbero presenti elementi per dimostrare effetti psicotropi tali da creare rischio per la salute e la sicurezza pubblica.
tribunali e “prova tecnica”: quando cambia la direzione del procedimento
La tendenza emersa nelle ricostruzioni presentate fa riferimento a un crescente peso attribuito alle analisi di laboratorio e alla tracciabilità dei campioni. In base ai materiali raccolti, il percorso legale tende a mutare quando emergono dati quantitativi ritenuti affidabili e completi: in quel caso possono intervenire archiviazioni, assoluzioni o dissequestri.
osservatorio sull’articolo 18: documentazione dei casi dopo il decreto sicurezza
Un ruolo di coordinamento informativo viene attribuito all’associazione Canapa sativa Italia, che tramite un osservatorio dedicato ai casi legali collegati all’articolo 18 raccoglie documenti consultabili relativi a procedimenti nati dopo l’approvazione del decreto sicurezza. Tra le tipologie di atti indicate compaiono provvedimenti, dissequestri, convalide, archiviazioni e materiali utili.
sequestri “sostanzialmente fermi” e percentuali dei principali esiti
Secondo quanto riportato, il presidente dell’associazione Mattia Cusani afferma che da gennaio i sequestri sarebbero sostanzialmente fermi. In numeri, su 24 casi di aziende canapiere indagate per detenzione e spaccio di stupefacenti risultano 4 archiviazioni e 1 assoluzione, mentre sarebbero soprattutto 14 restituzioni.
Viene inoltre richiamata una lettura temporale: la quota di dissequestri sarebbe stata elevata rispetto a un’ondata di sequestri collocata tra ottobre e dicembre del 2025. L’indicazione interpretativa è che le forze dell’ordine procedono al prelievo di piante e infiorescenze legandolo al decreto sicurezza, mentre i magistrati dispongono la riconsegna quando le analisi confermano l’assenza di effetti stupefacenti.
caso Trani: percentuali di THC e assenza di efficacia drogante
Tra gli episodi richiamati, emerge un procedimento giudicato rilevante per il rinvio alla corte costituzionale. Il riferimento va al tribunale di Trani, chiamato a valutare un giudizio contro un rivenditore automatico di cannabis light a Barletta, con rinvio fissato al 28 aprile.
analisi tossicologiche: THC tra 0,2% e 0,8%
Nell’ordinanza si indica che le analisi tossicologiche sulle infiorescenze registrano una percentuale di THC compresa tra 0,2% e 0,8%. Una quantità viene qualificata come non idonea ad alterare lo stato psicofisico e, quindi, non capace di porre in pericolo i beni giuridici tutelati, richiamando espressamente l’incolumità pubblica e la sicurezza stradale.
Nel provvedimento risulta anche un richiamo alle evidenze scientifiche in relazione all’assenza di efficacia drogante quando il principio attivo resta sotto le percentuali di THC indicate dalla normativa. La soglia richiamata corrisponde a 0,6%, indicata come “asticella” nel provvedimento numero 242 del 2016 per coltivazione e usi industriali della canapa.
precedenti: Brindisi e altri casi di dissequestro e restituzione
La linea che collega la contestazione alle analisi tecniche non risulta isolata. Si richiama il tribunale di Brindisi, dove il 2 dicembre 2025 sarebbe avvenuto un rinvio analogo. In parallelo, viene citato il dato sui procedimenti che hanno portato a dissequestri e restituzioni, sostenendo che la ricorrenza di tali esiti trova riscontro nei numeri raccolti dall’associazione.
Imperia: dissequestro e restituzione di 530 kg di infiorescenze
Tra i casi recenti menzionati compare la provincia ligure di Imperia, con una decisione dell’11 aprile: risulta un dissequestro e la restituzione di 530 kg di infiorescenze di canapa.
Sassari: convalida dell’ordinanza e ricorso del pubblico ministero dichiarato inammissibile
Un ulteriore riferimento riguarda Sassari, dove il 24 marzo sarebbe stato completato un percorso simile: la convalida dell’ordinanza avrebbe portato all’annullamento del sequestro e alla dichiarazione di inammissibilità del ricorso del pubblico ministero favorevole all’incriminazione per droga.
attesa dei verdetti tra corte costituzionale e corte di giustizia europea
Le vicende descritte si collocano in un contesto di attesa per le decisioni dei massimi organi coinvolti. Il quadro prospettato include il ruolo della corte costituzionale, con rinvii già disposti in procedimenti specifici, e la menzione di un coinvolgimento anche della corte di giustizia europea in relazione all’orizzonte decisionale complessivo.
figure citate
- Mattia Cusani
- Giacomo Bulleri
