Calenda sull’ucraina nell’ue: cosa diceva nel 2022 e cosa dice oggi

• Pubblicato il • 4 min
Calenda sull’ucraina nell’ue: cosa diceva nel 2022 e cosa dice oggi

Il dibattito sull’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea continua a ruotare attorno a criteri, tempistiche e scelte di politica estera. In questa cornice torna di rilievo una posizione politica espressa da Carlo Calenda nel marzo 2022, poi ripresa online e collegata alle dichiarazioni più recenti del leader di Azione. Il filo conduttore rimane la valutazione del percorso di ammissione e il significato strategico dell’allineamento europeo in un contesto di guerra ancora in corso.

ucraina e criteri di ammissione ue: la posizione espressa da carlo calenda nel 2022

Nel mese di marzo 2022, a poco più di un mese dall’ingresso delle prime forze russe in Ucraina, Carlo Calenda affermò che l’Ucraina non disponeva delle condizioni richieste per partecipare al processo di ammissione all’Unione Europea. Le sue parole individuavano due passaggi principali: assenza dei requisiti necessari all’iter di ingresso e timore che un allargamento continuo non avrebbe prodotto un’Unione più forte.

Calenda collegò la valutazione anche all’esperienza dell’allargamento a Est, definendola un errore con ricadute politiche e istituzionali. Nel ragionamento citò come esempio la Polonia, richiamando la questione del rispetto dello Stato di diritto e riferendosi a un presunto impatto sulle imprese italiane.

intervista tv e ripresa sui social: dal 24 marzo 2022 alla circolazione online

Le dichiarazioni furono rese in televisione, nel programma mattutino di Canale 5 condotto da Francesco Vecchi. Il passaggio, datato 24 marzo 2022, rimase circoscritto all’ecosistema mediatico finché, negli ultimi giorni, un rilancio sui social ha riaperto la discussione pubblica. Il video, inoltre, risulta disponibile da oltre quattro anni sul canale YouTube di Azione.

Nel corso del confronto, Calenda arrivò anche a prendere posizione rispetto a un passaggio politico attribuito all’allora presidente del Consiglio, sostenendo in modo assertivo: “Sì, ha sbagliato”. L’affermazione si inseriva in un contesto in cui l’ammissione dell’Ucraina veniva discussa e valutata con criteri differenti.

uomo di azione e cambio di rotta: la svolta sulla corsia preferenziale

Con il passare del tempo, Calenda dichiarò che, dal punto di vista delle condizioni formali, l’Ucraina non avrebbe acquisito requisiti utili nel periodo successivo. Nel contempo, il quadro generale rimaneva segnato dal proseguimento del conflitto e dall’assenza, secondo la narrazione proposta, di tentativi diplomatici europei.

In questa fase, la posizione attribuita al leader di Azione cambia in modo marcato: la richiesta diventa ingresso dell’Ucraina con corsia preferenziale. La motivazione politica viene collegata al fatto che l’Ucraina avrebbe difeso l’Europa, elemento indicato come giustificazione per una corsia più rapida.

risposte politiche e attacchi dialettici: leghe, pd e coalizioni

Quando la Lega si è espressa contro l’ingresso di Kiev in Europa, Calenda ha replicato tramite il proprio canale preferito, X, definendo la posizione del partito un incoerente richiamo al sovranismo. L’attacco si è concentrato sul tema della coerenza politica: “sovranisti russi” è la formula usata per contestare la linea avversaria.

Calenda ha poi rivolto un invito diretto anche alle figure delle due principali aree politiche italiane, chiedendo di assumere una posizione chiara. Il ragionamento attribuito riguarda la politica estera nei momenti di crisi, indicata come motore decisivo per decidere se allearsi o meno. Nel merito viene richiamata la conoscenza delle posizioni degli alleati filo putiniani, con l’asserzione che sarebbe necessario chiarire la linea effettiva dei partiti coinvolti nella costruzione delle coalizioni.

giuseppe conte: l’articolo 42 dei trattati e la contestazione di calenda

Un altro bersaglio polemico è stato Giuseppe Conte. Secondo quanto riportato, Conte avrebbe invocato l’art. 42 dei trattati sostenendo che l’ingresso dell’Ucraina implicherebbe una dichiarazione di guerra alla Russia. Calenda ha definito questa interpretazione una “balla”, affermando che l’articolo non prevederebbe alcun obbligo in tale direzione e negando anche un’assistenza militare automatica.

meloni e schlein: rifiuto della difesa e scelta di schieramento

Il commento di Calenda ha inoltre inserito nel confronto la questione della difesa. La linea attribuita è che destra e sinistra si ritrovino su un rifiuto a investire nella difesa, pur riconoscendo le carenze italiane. In questa cornice la critica viene sintetizzata in una formula netta: la destra e la sinistra italiane sarebbero il “ventre molle dell’Europa”.

impegno politico dichiarato: alleanze e fedeltà europea e ucraina

La chiusura del quadro include una posizione programmatica attribuita a Calenda: Azione non farà alleanze con chi tradisce l’Europa e l’Ucraina. L’indicazione è presentata come parola conclusiva su un tema che rimane centrale nella dialettica tra partiti e schieramenti, con l’accento sulla fedeltà strategica europea e sull’importanza attribuita all’Ucraina nel contesto della crisi.

personalità citate nel dibattito

  • Carlo Calenda
  • Francesco Vecchi
  • Paolo Mossetti
  • Mario Draghi
  • Giorgia Meloni
  • Elly Schlein
  • Giuseppe Conte
“L’Ucraina non ha nessuna delle condizioni per essere ammessa in Ue”: parola di Carlo Calenda (del 2022, a guerra già iniziata)

Per te