Bullismo, de felice inps: i giovani cercano sostegno nello stato
La Maratona del Bullismo 2026, ospitata al Palazzo dell’Informazione dell’Adnkronos e organizzata dall’Osservatorio Nazionale sul bullismo e sul disagio giovanile, ha riacceso i riflettori sul legame tra disagio giovanile e ricerca di punti di riferimento. Nel corso dell’intervento, Diego De Felice, direttore centrale comunicazione dell’Inps, ha evidenziato come i giovani vivano un disagio diffuso ed esistenziale e come, davanti a fasi critiche di transizione, possano orientarsi verso famiglia, scuola e, con crescente attenzione, Stato e istituzioni.
giovani e disagio: il sostegno cercato tra istituzioni e transizione
Secondo quanto espresso da De Felice, l’Inps, quale articolazione dello Stato, si confronta con un nodo centrale: costruire un dialogo con il mondo giovanile nel momento in cui i ragazzi si allontanano dal contesto scolastico e si avvicinano a lavoro o università. In questa fase, l’obiettivo indicato è parlare un linguaggio comprensibile, capace di intercettare bisogni e domande che emergono quando cambia il percorso di vita.
inps e ascolto del linguaggio giovanile: servizi per l’ingresso nel mondo del lavoro
Nel dettaglio, è stato richiamato l’impegno dell’ente nel proporre strumenti pensati per la fase complessa di passaggio tra scuola e dimensione lavorativa o accademica. In particolare, è stato citato un portale giovani costruito per offrire formazioni mirate, con la possibilità di individuare la condizione dei ragazzi.
portale giovani: identificazione tra occupazione e ricerca
Il sistema descritto consente di identificare chi risulta occupato e chi, invece, è disoccupato. In questo modo, le indicazioni e le iniziative possono essere indirizzate in modo coerente con la situazione di partenza.
non studiano e non lavorano: legame con fenomeni di bullismo
De Felice ha anche fornito un riferimento quantitativo: in Italia, i ragazzi che non studiano né lavorano sarebbero circa un milione e mezzo. La relazione con il tema del bullismo viene esplicitata sottolineando che questi giovani risultano spesso più attratti da fenomeni di bullismo. Per questo, offrire servizi mirati viene presentato come un contributo anche al contrasto delle derive negative.
educazione nelle scuole: strumento principale contro il disagio
Nel quadro delineato, il punto di riferimento più forte per contrastare i fenomeni di disagio resta l’educazione nelle scuole. L’azione dei sistemi istituzionali viene quindi affiancata dalla centralità del lavoro educativo scolastico, indicato come leva fondamentale nel percorso di prevenzione e gestione dei problemi legati al bullismo.
parole chiave emerse dall’intervento
Durante il confronto sono stati richiamati i temi della transizione tra scuola e vita lavorativa o universitaria, del ruolo dello Stato nel fornire sostegno e della necessità di costruire percorsi capaci di intercettare un disagio che si manifesta in forme diffuse.
personaggi e membri citati
- Diego De Felice