Bisteccheria d’italia delmastro vittima non sapevo chi fosse caroccia imperdonabile leggerezza politica

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Bisteccheria d’italia delmastro vittima non sapevo chi fosse caroccia imperdonabile leggerezza politica

L’audizione in Commissione parlamentare Antimafia riaccende il caso legato alla cosiddetta “Bisteccheria d’Italia” e alla scelta di aprire un ristorante tramite prestaneome riconducibili al clan Senese. Davanti ai parlamentari, l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro ha risposto alle domande su come un esponente di governo potesse avviare un’attività commerciale coinvolgendo figure collegate a un contesto ritenuto criminale, sostenendo di non aver ricevuto alcun elemento che potesse far emergere dubbi.

Andrea delmastro e la commissione antimafia: nessun dubbio sulla società

Durante l’audizione, Delmastro ha ricostruito la propria posizione partendo da un punto centrale: l’asserita mancata conoscenza dell’identità di Mauro Caroccia al momento della costituzione della società. Secondo quanto dichiarato, la mancata consapevolezza avrebbe escluso, almeno nella sua prospettiva, la possibilità di un comportamento preventivo diverso. L’ex sottosegretario afferma inoltre che, solo successivamente, sarebbe stato sufficiente un controllo immediato, come una ricerca su Google, per rendersi conto dei profili coinvolti.

Delmastro ha qualificato tale circostanza come una leggerezza politica, collegandola all’assenza di informazioni che, in quel momento, avrebbero dovuto emergere. Di fronte alle richieste di chiarimento dei parlamentari, la risposta si è concentrata sul tema dei controlli: l’ex sottosegretario sostiene che nessuno avrebbe mai sollevato anche solo un dubbio. In particolare, ha indicato che notaio e commercialista non avrebbero fornito alcun alert e che, qualora ciò fosse accaduto, sarebbe stato interrotto ogni passaggio.

responsabilità e controlli: notaio, commercialista e “apparati”

La linea difensiva di Delmastro ha posto l’accento sulla mancata segnalazione da parte di figure professionali e, più in generale, sugli apparati. L’ex sottosegretario ha dichiarato di non comprendere come sia stato possibile che tali controlli non abbiano portato alla luce elementi rilevanti. Sotto questo profilo, ha affermato di sentirsi, nelle sue parole, anche vittima di un meccanismo che dovrebbe e potrebbe essere migliorato, con l’auspicio che ciò avvenga per evitare che casi analoghi possano ripetersi.

Il criterio dichiarato di adesione personale: “sarebbe un insulto”

Un ulteriore passaggio della difesa riguarda il ruolo personale di Delmastro all’interno della società. L’ex sottosegretario ha sottolineato che l’ingresso nella compagine sarebbe avvenuto col proprio nome e cognome. In questa cornice, ha respinto l’idea che un’eventuale conoscenza avrebbe potuto portare a decisioni operative diverse, definendo come offensivo per la propria intelligenza qualsiasi ragionamento che imputi la scelta a una supposta inconsapevolezza costruita.

Secondo la ricostruzione fornita, se la situazione fosse stata nota, l’ex sottosegretario sostiene che non avrebbe costituito la società secondo quelle modalità e che non avrebbe dato seguito all’operazione.

scandalo “bisteccheria d’italia” e dimissioni: il contesto dell’audizione

Il confronto in Commissione parlamentare Antimafia si inserisce nelle ricadute dello scandalo emerso a partire da quanto sollevato dalla stampa, evento che avrebbe condotto alle dimissioni. Il caso è collegato all’apertura di un ristorante associato a prestaneome riconducibili al clan Senese. Al centro del dibattito parlamentare c’è l’interrogativo su come sia stato possibile, per un esponente di governo, procedere con un’iniziativa economica in una cornice ritenuta problematica.

elementi chiave ripresi nelle dichiarazioni

  • Delmastro sostiene di non sapere chi fosse Mauro Caroccia al momento della costituzione della società.
  • Secondo la ricostruzione, un controllo successivo avrebbe reso evidente l’esistenza di informazioni consultabili.
  • La motivazione presentata in audizione insiste sulla mancata segnalazione di rischi o dubbi da parte di notaio e commercialista.
  • Delmastro afferma che, se fossero arrivati alert o avvertimenti, l’operazione sarebbe stata fermata.
  • La responsabilità viene ricondotta anche a un possibile deficit negli apparati di controllo, con l’auspicio di un miglioramento del sistema.
  • È ribadito il fatto di essere entrato nella società con nome e cognome, contestando l’ipotesi di una strategia basata su prestanome.

personaggi citati

Nel corso delle dichiarazioni riportate, sono presenti i seguenti nominativi:

  • Andrea Delmastro
  • Mauro Caroccia
Bisteccheria d’Italia, Delmastro: “Mi sento vittima, non sapevo chi fosse Caroccia. Bastava guardare su Google, imperdonabile leggerezza politica”

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