Bisio al quirinale la battuta su minetti e il film di sorrentino

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Bisio al quirinale la battuta su minetti e il film di sorrentino

Il tradizionale incontro tra il capo dello Stato e i candidati ai David di Donatello diventa teatro di un monologo ricco di riferimenti e battute. L’attore e conduttore Claudio Bisio apre la scena con un riferimento diretto alle polemiche sul provvedimento di clemenza, inserendo nel discorso anche il tema delle candidature e concentrandosi sul film La grazia di Paolo Sorrentino.

claudio bisio e la battuta sul provvedimento di clemenza

Durante l’evento al Quirinale, Bisio affronta l’argomento in modo immediato, collegandolo a una dinamica mediatica già discussa. L’intervento prende avvio quando il conduttore si rivolge a Sorrentino con una domanda che richiama il sospetto di un presunto coinvolgimento: “Sei stato tu a suggerire l’inchiesta giornalistica?”.

Bisio ribadisce poi il contenuto della sua battuta spiegando come il pubblico debba aspettarsi una selezione di argomenti e parole: “Io faccio tante gaffe e quindi mi hanno consigliato argomenti da non affrontare e parole da non dire”. In mezzo alle cautele, emerge una frase che non può essere evitata, legata al film La grazia e alle sue 14 candidature.

la domanda su sorrentino e il ruolo dell’inchiesta giornalistica

Il conduttore racconta di aver registrato un’idea circolata attorno all’inchiesta giornalistica: “C’è qualcuno che suggerisce che quell’indagine giornalistica l’hai fatta tu per far parlare del tuo film”. A quel punto Bisio specifica con chiarezza il punto della battuta: “Ma so che non è vero”. La replica chiude il passaggio sulle insinuazioni, riportando l’attenzione sulla presenza del titolo nel contesto delle nomination.

Inoltre, Bisio sceglie un modo particolare per citare il film e le relative candidature: “Dirò questo titolo sottovoce così…”. Il riferimento successivo ai numeri delle nomination della Grazia viene mantenuto con lo stesso registro, con l’indicazione che ogni volta viene pronunciato “sottovoce”.

bisio rimanda la crisi del cinema e propone un cambiamento dei film

Nel corso dell’intervento, una parte del pubblico si aspetta una lettura più ampia del contesto cinematografico, con riferimenti a crisi del cinema, tagli ai fondi e criteri dietro la selezione dei contributi. Bisio però chiarisce di voler evitare quel tipo di argomenti: “Prometto che non dirò niente di tutto questo”.

una proposta “semplice e concreta”: accorciare i film

Al Quirinale Bisio arriva con una “piccola proposta semplice e concreta” che, secondo la sua descrizione, a molti renderebbe il cinema “perfetto”. La soluzione indicata è l’accorciamento dei film di 10 minuti: “Facciamo una legge su questo così nessuno potrà più dire ‘se durasse 10 minuti di meno…'”.

La motivazione viene spiegata attraverso un passaggio legato alla lavorazione e alla fase precedente all’uscita nelle sale. Bisio ricostruisce l’iter: “Quando si finisce di montare un film, prima che esca nelle sale ci sono delle proiezioni per i produttori e i distributori”. Da lì nasce l’atmosfera di attesa, descritta come un momento di ansia e di un “silenzio assordante”, seguito da commenti ricorrenti.

Il punto conclusivo della proposta è affidato a un’espressione sentita spesso durante quei momenti: “certo che con 10 minuti in meno sarebbe stato perfetto”. La battuta si trasforma così in una richiesta strutturata, formulata come legge per eliminare definitivamente quella frase.

personaggi citati

Claudio Bisio, Sergio Mattarella, Paolo Sorrentino.

  • Nicole Minetti
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