Barbara corvi riapertura indagini e nuovi test dna sulle cartoline
La scomparsa di Barbara Corvi, avvenuta da Montecampano di Amelia in provincia di Terni il 27 ottobre 2009, torna al centro delle indagini. A distanza di oltre quindici anni, la Procura di Terni ha riaperto il fascicolo sul caso, dando nuovo impulso agli accertamenti su elementi finora analizzati, con l’obiettivo di individuare chiarimenti decisivi su dinamiche e responsabilità.
riapertura del caso barbara corvi e nuovi accertamenti
La riapertura dell’inchiesta coinvolge in modo diretto Roberto Lo Giudice, marito della donna, attualmente nuovamente indagato per omicidio e occultamento di cadavere. L’uomo era già stato arrestato nel 2021, per poi vedere il procedimento evolvere verso un archiviazione successiva.
Secondo le notizie raccolte, la novità investigativa riguarda documenti postali che continuano a essere considerati rilevanti nel quadro delle circostanze: due cartoline inviate da Firenze nove giorni dopo la sparizione.
cartoline da firenze: messaggi rassicuranti e richiesta di analisi dna
Le due cartoline presentano messaggi apparentemente rassicuranti, rivolti ai figli, con una firma attribuita a Barbara Corvi. Nei contenuti la donna avrebbe comunicato di stare bene e di avere bisogno di allontanarsi per un periodo.
Già in passato le cartoline erano state valutate come possibile strumento di depistaggio. Per questo motivo, ora l’attenzione si sposta su un diverso piano tecnico: la Procura ha disposto accertamenti genetico-biologici, finalizzati a verificare la presenza di tracce di Dna sul materiale repertato, con l’obiettivo di comprendere chi abbia effettivamente provveduto all’invio.
accertamento tecnico irripetibile e incidente probatorio
La difesa, rappresentata dagli avvocati Giorgio Colangeli e Cristiano Conte, ha inquadrato l’attività disposta come un “accertamento tecnico irripetibile”. Per tale ragione è stata richiesta l’attivazione della procedura dell’incidente probatorio, in attesa di un riscontro da parte del giudice.
La strategia punta a rendere disponibile una valutazione basata su elementi biologici, dopo che in passato l’analisi aveva riguardato principalmente aspetti grafologici.
esiti grafologici e focus sul materiale biologico
In precedenza le cartoline erano state analizzate sotto il profilo grafologico. Gli esiti emersi avevano portato a escludere che la scrittura fosse attribuibile a Barbara Corvi, al marito o ad altri soggetti vicini alla famiglia.
La fase attuale sposta quindi la verifica sul piano biologico, nella speranza di individuare elementi utili per chiarire l’origine effettiva della spedizione.
percorso giudiziario di lo giudice: arresto, scarcerazione e archiviazione
Il procedimento a carico di Roberto Lo Giudice ha seguito finora un iter complesso. Nel marzo 2021 l’uomo è stato arrestato, per poi ottenere la scarcerazione dopo 23 giorni a causa di insufficienza del quadro indiziario. Una valutazione analoga sarebbe stata confermata anche in sede di legittimità.
Nel corso di ulteriori indagini, senza l’emersione di elementi ritenuti decisivi, il procedimento era stato quindi archiviato. La riapertura sarebbe avvenuta circa un anno fa, ma la notizia sarebbe stata resa nota solo in tempi più recenti.
servizio televisivo e indicazioni su un possibile luogo di sepoltura
La riapertura sarebbe collegata anche a un servizio televisivo andato in onda nel dicembre 2024. In quella circostanza, un presunto testimone avrebbe indicato un possibile luogo di sepoltura del corpo, identificato come un pozzo nelle campagne calabresi.
Secondo quanto riferito dalla difesa, si tratterebbe però di affermazioni già valutate in passato come inattendibili dagli inquirenti.
dichiarazioni della difesa: basi “poco solide” e richiesta di prove più solide
L’avvocato Cristiano Conte ha dichiarato di non esservi sorpresa per la riapertura, concentrandosi sul punto relativo alla mancanza di nuovi elementi concreti. Secondo la valutazione della difesa, il procedimento poggerebbe su presupposti definiti “oggettivamente poco solidi”.
posizione di roberto lo giudice: disponibilità agli accertamenti
Roberto Lo Giudice si è dichiarato disponibile a ogni tipo di accertamento, sostenendo di non avere nulla da nascondere. Ha inoltre affermato l’obiettivo di far emergere la verità.
A oggi, dopo oltre 15 anni, il caso di Barbara Corvi resta privo di risposte definitive, sospeso tra nuovi accertamenti e interrogativi che continuano a cercare soluzione.
personaggi citati nel procedimento
Persone coinvolte o citate:
- Barbara Corvi
- Roberto Lo Giudice
- Giorgio Colangeli
- Cristiano Conte
