Baggio bolgia e cori al salone del libro di torino: buddismo e accuse a ulivieri e lippi nella autobiografia

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Baggio bolgia e cori  al salone del libro di torino: buddismo e accuse a ulivieri e lippi nella autobiografia

La figura di Roberto Baggio continua a esercitare un’attrazione quasi magnetica, capace di trasformare un semplice racconto in un’esperienza collettiva. Al Salone del Libro di Torino è stato presentato Luce nell’oscurità (Rizzoli), una biografia spirituale costruita su un percorso di pratiche buddiste, accompagnata da un album fotografico ricco e diffuso tra le pagine. La sala Oro ha accolto una scena intensa: entusiasmo, affetto e cori da stadio, con oltre 400 persone presenti e molte magliette azzurre del “Baggio nazionale”.

robeto baggio al salone del libro di torino: luce nell’oscurità e spiritualità

Durante la presentazione, Baggio ha offerto un’immagine diretta e spontanea del proprio mondo interiore, mantenendo il focus su temi come umiltà, meditazione e lettura consapevole delle emozioni. Il racconto ha preso forma anche attraverso un passaggio personale: quando la sera non arriva subito il sonno, la mente torna a quel giorno, in cerca di una possibile deviazione del destino. Un riferimento che richiama l’eco di un rigore sbagliato a Pasadena, descritto come presenza persistente.

una sala in festa: tifo, memoria e segni di devozione

La cornice dell’evento è stata segnata da un clima di partecipazione profonda. Sono stati notati fan arrivati da lontano, con storie personali di vicinanza al mito, e anche ragazzi che riproducevano elementi riconoscibili dello stile di Baggio. Sul palco, la dimensione pubblica si è mescolata alla dimensione umana, tra emozione e attenzione alle parole dello stesso campione.

marco missiroli e la gestione del ritmo dell’incontro

Nel ruolo di guida dell’evento, Marco Missiroli ha descritto la naturalezza che accompagna Baggio, definendo l’umiltà un tratto percepibile e costante. A sostegno della propria impressione, è stato richiamato anche il contesto del dialogo: l’incontro si è svolto con la sensazione di un flusso organizzato, a senso unico, come la conduzione dello stesso racconto.

umiltà e buddismo: baggio dal 1988 alla meditazione quotidiana

Il nucleo spirituale del percorso emerge con chiarezza dalle parole del protagonista. Baggio lega l’idea di umiltà alla crescita personale: secondo la sua esperienza, l’umiltà permette di credere in sé, riduce la paura dell’apprendimento e alimenta il desiderio di capire. È stato sottolineato anche l’aspetto pratico del “rubare” esperienza agli altri, come metodo utile per il futuro.

Un punto fermo nel racconto è la data di inizio della pratica: dal primo gennaio 1988 Baggio è diventato buddista. Da quel momento pratica ogni giorno una sessione di meditazione della durata di un’ora, presentata come ragione stessa della presenza a quell’appuntamento e del significato attribuito a ciò che ha imparato.

ritiro dal calcio e gestione del dolore

Nel quadro della vita sportiva, Baggio collega un traguardo preciso al periodo di ritiro: il 16 maggio di 22 anni fa segnò il suo ritiro ufficiale dal calcio. Il racconto intreccia il tema del dolore con un elemento psicologico: quando non provava dolore, si attivava una preoccupazione, non descritta come vittimismo ma come realtà affrontata con l’energia necessaria per proseguire.

passione per il pallone e origini del mito: freddo di frecce, vetrine e ricordi

Al di là dell’etichetta di ex calciatore, Baggio è descritto come un personaggio quasi “ascetico”, dai tratti riconoscibili e dalla postura riflessiva. La memoria torna all’infanzia e a un episodio quotidiano: in Coldogno era presente un tabaccaio con palloni in vetrina. Il giovane Baggio passava davanti continuamente, guardando e riguardando quei palloni fino a sviluppare un legame intenso.

La svolta arriva quando giunge un pallone decorato con le bandierine delle nazioni. Baggio entra nel negozio e riferisce che il padre lo autorizzava a ricevere proprio quel pallone. Da quel momento, la relazione con il pallone diventa totalizzante: viene portato a tavola, a letto e perfino nel corridoio, con l’affermazione che si trattava di una sorta di malattia, un’ossessione fatta di presenza costante.

scuola, famiglia e giudizi: il padre critico e la svolta dell’età

La domanda su come andasse a scuola resta volutamente sullo sfondo, con una risposta secca che interrompe la linea di curiosità. I ricordi più personali ritornano invece sul palco: immagini di Roberto bambino, in una famiglia composta da otto tra fratelli e sorelle, con i genitori presenti durante i pranzi e un padre descritto come taciturno e concentrato sul lavoro, non incline ai complimenti. Il legame con il giudizio paterno si ricompone col tempo: Baggio racconta di averlo criticato in gioventù, per poi cambiare idea con l’età.

rabbia, senso e direzione: come cambia il valore delle emozioni

Il tema della rabbia attraversa il racconto con un’impostazione precisa. Baggio afferma che tutto dipende da come la si usa: la rabbia può avere una direzione positiva quando porta verso la luce, il valore e la capacità di ricreare qualcosa con significato. Se invece viene utilizzata per violenza o per fare male, perde senso. Il passaggio collega l’emozione a un ostacolo: la rabbia nasce anche quando non si riesce a raggiungere un obiettivo.

incontro con i tifosi e messaggio finale: la battuta che chiude il cerchio

La scena pubblica restituisce anche l’immagine di un “santo laico”, fatto di attenzione, ripensamenti e pudore, capace di ricevere complementi e di farli scivolare via. Nel volume, accennato attraverso un capitolo esplorato in parte, compaiono critiche e accuse rivolte a figure di rilievo, associate a termini come “invidiarlo”, “sgarri”, “mobbing” e “ripicche”, richiamati come temi da verificare e discutere secondo quanto emerge nella conversazione. Il quadro complessivo resta quello di una figura che, sul palco, accoglie le sollecitazioni con un sorriso e un atteggiamento misurato.

Un momento descrive chiaramente la vicinanza al desiderio collettivo: dalla platea arriva la richiesta “Roberto portaci ai Mondiali!”. Baggio sorride e non raccoglie la sollecitazione, chiudendo simbolicamente con un riferimento alla propria pratica: il buddista “l’ha svirgulà”.

Persone citate durante la presentazione:

  • Roberto Baggio
  • Marco Missiroli
  • Ulivieri
  • Lippi
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