Avvelenamento ricina: indagini sulla torta di Natale di Di Vita, esame in corso
Un nuovo passaggio investigativo riaccende l’attenzione sul caso del duplice omicidio di madre e figlia avvenuto tramite ricina. Nel pomeriggio di martedì, Gianni Di Vita e la figlia Alice sono stati nuovamente convocati negli uffici della Squadra Mobile della questura di Campobasso, diretta da Marco Graziano, per essere ascoltati come persone informate sui fatti nell’ambito delle indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, decedute a fine dicembre.
Gianni Di Vita è giunto in questura poco dopo le 15.30, entrando da un accesso secondario. Le attività proseguono con l’obiettivo di ricostruire con precisione le ultime giornate trascorse dalle due vittime prima del ricovero all’ospedale Cardarelli di Campobasso.
convocazione e ascolti per l’inchiesta sul duplice omicidio
Gli investigatori continuano a lavorare sui dettagli delle ore e dei giorni immediatamente precedenti al ricovero, mentre la Procura di Larino procede per duplice omicidio premeditato. In questa fase nessuna pista viene esclusa, mantenendo l’attenzione su una ricostruzione completa dei contatti, degli alimenti e dei movimenti registrati nelle giornate vicine alle festività.
ricostruzione dei pasti e indagini sulla torta della vigilia
Una parte centrale delle verifiche riguarda una torta preparata da un’anziana zia di famiglia, coinvolta nell’allestimento della cena della Vigilia di Natale. Secondo quanto emerso nelle settimane precedenti, la donna — oltre novantenne — avrebbe portato il dolce nell’abitazione dei Di Vita. Le informazioni raccolte indicano però che non avrebbe cenato con i parenti né assaggiato la torta stessa.
Gli accertamenti mirano a chiarire se uno degli alimenti consumati in quei giorni possa aver rappresentato il veicolo attraverso cui la ricina sarebbe stata somministrata ad Antonella e Sara. L’attenzione non si limita al momento della cena, ma si estende a tutto il contesto alimentare delle festività.
esami estesi oltre la data inizialmente considerata decisiva
Gli accertamenti si stanno ampliando oltre la sola cena del 23 dicembre, inizialmente indicata come possibile punto chiave. Sotto esame risultano anche i pranzi e le cene della Vigilia, il giorno di Natale e i movimenti delle persone entrate nella casa di Pietracatella durante tutto il periodo delle festività.
analisi dei dispositivi e verifica di contatti o ricerche online
Parallelamente alle ricostruzioni legate al cibo, gli inquirenti stanno analizzando telefoni cellulari, computer e router sequestrati nell’abitazione della famiglia. L’obiettivo è individuare eventuali ricerche online, contatti sospetti o elementi tecnici utili a ricostruire la dinamica dell’avvelenamento.
segnali compatibili solo per le due vittime e ipotesi di somministrazione mirata
Un elemento che orienta l’inchiesta riguarda il fatto che solo Antonella Di Ielsi e la figlia Sara avrebbero accusato sintomi compatibili con l’intossicazione da ricina. Gli altri familiari presenti ai pasti, secondo quanto emerso, non avrebbero riportato conseguenze.
Questa circostanza rafforza l’ipotesi di una somministrazione mirata della sostanza tossica, mantenendo alta la necessità di chiarire con precisione quali alimenti siano stati effettivamente ingeriti dalle due vittime e in che momenti durante le giornate oggetto di verifica.
Persone direttamente coinvolte negli ascolti recenti:
- Gianni Di Vita
- Alice Di Vita
