Asportazione del fegato: morte dissanguato durante un intervento sulla milza
Un caso di profonda gravità scuote la Florida: un chirurgo accusato di aver rimosso il fegato al posto della milza sarebbe, secondo l’accusa, responsabile della morte di un paziente durante un intervento. L’uomo coinvolto, Thomas Shaknovsky, 44 anni, ha fornito una descrizione della tragedia in una deposizione, mentre la vicenda giudiziaria prosegue con nuove contestazioni e conseguenze potenzialmente severe.
chirurgo in florida accusato di omicidio colposo per errore durante un intervento
Secondo quanto emerso, un paziente di 72 anni sarebbe deceduto durante l’operazione a causa di un intervento considerato mal riuscito. La vicenda riguarda William Bryan, morto in seguito alle complicazioni sviluppatesi nel corso della procedura. A aprile, una giuria di Tallahassee ha incriminato Thomas Shaknovsky per omicidio colposo.
deposizione del chirurgo: morte definita “evento incredibilmente sfortunato”
Nella deposizione rilasciata a novembre e ottenuta di recente dalla Nbc, Shaknovsky ha descritto la morte di Bryan come un evento che, nelle sue parole, rappresenta una circostanza estremamente sfavorevole e che provoca rimpianto. Il medico, inoltre, ha aggiunto di sentirsi destinato a rimanere segnato: “Sarò per sempre traumatizzato e addolorato”.
rimozione dell’organo e ordine di etichettatura indicato nella deposizione
Secondo la ricostruzione riportata nella deposizione, dopo aver rimosso il fegato di Bryan, il chirurgo avrebbe ordinato a un’infermiera di etichettare l’organo come “milza”. La stessa identificazione risulterebbe anche nella cartella clinica post-operatoria relativa al paziente.
descrizione dello stato emotivo e del senso di colpa
Shaknovsky, nella deposizione, ha affermato di essersi sentito mentalmente instabile nel momento in cui il paziente è deceduto. Ha raccontato di provare una condizione di forte sconvolgimento e responsabilità personale: devastazione, demoralizzazione e la presenza di lacrime. La sua valutazione interna, secondo quanto riportato, è stata quella di non essere stato all’altezza del compito.
accusa della vedova: negligenza medica e possibile tentativo di “insabbiare”
Una causa promossa dalla vedova di Bryan, Beverly Bryan, accusa Shaknovsky di negligenza medica. Nel ricorso, ripreso da Nbc, viene sostenuto che il medico avrebbe omesso qualsiasi riferimento alla rimozione del fegato del paziente, con l’obiettivo indicato di “insabbiare” la presunta grave negligenza o imprudenza, riducendo anche il rischio di imbarazzo legato a tale condotta.
emorragia durante l’intervento e caos in sala operatoria secondo la testimonianza
Da parte dell’ufficio dello sceriffo della contea di Walton è stato affermato che le azioni di Shaknovsky avrebbero causato a Bryan un’emorragia catastrofica, con il decesso avvenuto sul tavolo operatorio. In sede di deposizione, Shaknovsky ha anche descritto le fasi concitate successive all’inizio del sanguinamento: la narrazione parla di un ambiente in cui il personale medico avrebbe affrontato una situazione rapidamente precipitata.
tentativi di individuare la fonte del sanguinamento e arresto cardiaco
Secondo quanto riportato, quando Bryan ha iniziato a sanguinare in modo copioso, si sarebbe verificato l’arresto cardiaco. Il personale avrebbe praticato massaggio cardiaco mentre il chirurgo avrebbe cercato di comprendere da dove provenisse l’emorragia. Shaknovsky avrebbe spiegato di non riuscire a distinguere la fonte perché troppo sconvolto, descrivendo la scena come “un lavandino stracolmo e intasato”, con la necessità di cercare sul fondo senza riuscire a trovare il punto esatto dell’emorragia.
durata del caos prima del decesso
Nella deposizione, il tempo trascorso nella confusione descritta prima del decesso viene indicato in venti minuti.
milza più grande del previsto: spiegazione del chirurgo e contestazione nella causa civile
La ricostruzione presentata dal chirurgo affronta anche la questione dimensionale degli organi. Pur essendo la milza in genere più piccola del fegato, Shaknovsky ha dichiarato di aver ritenuto che la milza di Bryan fosse “il doppio della norma” a causa di una massa presente su di essa.
posizione della causa: milza quasi normale secondo un medico legale
La causa intentata da Beverly Bryan sostiene invece che un medico legale avrebbe riferito come la milza del marito fosse anatomicamente “quasi normale”, secondo quanto riportato da Nbc.
conseguenze penali: rischio di carcere e multa
In caso di riconoscimento di colpevolezza, Shaknovsky rischia una pena fino a 15 anni di carcere e una multa fino a 10.000 dollari per le accuse a suo carico.
persone coinvolte
- Thomas Shaknovsky, chirurgo accusato
- William Bryan, paziente deceduto
- Beverly Bryan, vedova del paziente