Alzheimer, anti-amiloide parzialmente disponibili in Italia secondo il neurologo filippi

• Pubblicato il • 4 min
Alzheimer, anti-amiloide parzialmente disponibili in Italia secondo il neurologo filippi

Gli anticorpi monoclonali stanno cambiando radicalmente la terapia della malattia di Alzheimer. Il punto di svolta, secondo le indicazioni fornite da Massimo Filippi, riguarda un passaggio dalla gestione limitata dell’evoluzione verso un approccio mirato alla biologia della malattia. Nelle fasi iniziali, questi farmaci puntano a intervenire sui processi che portano alla deposizione di proteine patologiche nel cervello, con un’azione specifica sull’amiloide.

anticorpi monoclonali e alzheimer: un cambio di scenario

La terapia della malattia di Alzheimer, fino a oggi, era stata descritta come sostanzialmente legata a un trattamento di lieve rallentamento, senza un’azione diretta sui meccanismi biologici della patologia. L’arrivo degli anticorpi monoclonali introduce invece una strategia mirata: a livello cerebrale contribuiscono alla rimozione di una delle due proteine patologiche coinvolte nel decorso della malattia, in particolare l’amiloide. Questo li rende, secondo l’esperto, i primi farmaci in grado di agire sulla biologia della patologia.

stato regolatorio in italia: approvazione senza rimborso

Il quadro nazionale risulta ancora incompleto sul fronte della rimborsabilità. Filippi sottolinea che l’approvazione e il rimborso nel Paese arrivano molto dopo il via libera delle autorità internazionali, citando Food and Drug Administration e European Medicines Agency. Al momento, viene evidenziato un primo parere positivo da parte del comitato scientifico dell’Agenzia italiana del farmaco, ma con una proposta di approvazione senza rimborsabilità. È indicata anche la presenza di una ulteriore valutazione in corso, con la conseguenza pratica che l’approvazione finale in Italia non risulta pienamente operativa.

accesso ai trattamenti in attesa della rimborabilità

Nonostante l’attesa sul tema della rimborabilità, vengono descritte vie alternative per permettere ai pazienti di ottenere accesso ai trattamenti indicati nelle fasi iniziali della patologia.

decreto ministeriale e impiego del farmaco

La prima possibilità riguarda un decreto ministeriale che consente l’impiego del farmaco. L’esperto chiarisce che si tratta di un impiego già approvato da altre agenzie regolatorie, ma in questa modalità i costi ricadono sui pazienti.

trattamenti compassionevoli offerti da una casa farmaceutica

Una seconda opzione deriva da un’iniziativa di una casa farmaceutica che ha proposto una serie di trattamenti compassionevoli. Questa possibilità risulta in corso, mantenendo un canale ulteriore rispetto alle sole procedure ordinarie legate all’approvazione e al rimborso.

trial clinici per farmaci che rimuovono l’amiloide

La terza via di accesso è collegata ai trial clinici di altri farmaci con attività sulla rimozione dell’amiloide. In questo caso, viene specificato che tali trattamenti non sono ancora approvati a livello europeo e internazionale. I pazienti, partecipando al trial, possono beneficiare del trattamento in sperimentazione.

chi può trarre maggior beneficio e come valutare l’idoneità

Il maggior beneficio viene attribuito ai pazienti in fase iniziale di malattia, caratterizzati da minimi disturbi che non hanno ancora impattato in modo significativo sulla qualità di vita e sulle funzioni cognitive. L’efficacia, inoltre, richiede l’esclusione di condizioni che possono aumentare il rischio di effetti indesiderati.

precauzioni per ridurre gli effetti collaterali

Tra gli aspetti da considerare, viene indicato di escludere l’utilizzo di anticoagulanti e la presenza di microemorragie cerebrali, così da evitare complicazioni durante il trattamento.

farmaci approvati: lecanemab e donanemab

I farmaci innovativi citati come attualmente approvati da Ema e Fda vengono somministrati per via endovenosa. Le terapie indicate sono due, con differenze nella frequenza di somministrazione.

lecanemab: somministrazione e bersagli

Il lecanemab viene somministrato due volte al mese. Secondo quanto riportato, agisce sia sulle protofibrille, descritte come fase iniziale della formazione della placca dell’amiloide, sia sulla placca dell’amiloide.

donanemab: somministrazione e bersagli

Il donanemab viene somministrato una volta al mese. L’azione riportata riguarda la placca dell’amiloide formata.

rimozione dell’amiloide come obiettivo comune

I due trattamenti presentano un obiettivo comune: entrambi concorrono alla rimozione della deposizione di amiloide. In base alle informazioni fornite, lecanemab interviene su più fasi del processo legato alla formazione della placca, mentre donanemab agisce sulla placca già formata.

personalità citate

  • Massimo Filippi
Categorie: Salute

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