Tumori e tossicità finanziaria in aumento: cosa rivela uno studio a torino
La lotta contro il tumore non riguarda soltanto terapie e controlli clinici: coinvolge anche i costi che ricadono direttamente sulle persone malate. Quando visite, esami, farmaci e spostamenti nel privato diventano necessari per mancanza di offerta adeguata nel pubblico, può emergere un fenomeno sempre più al centro dell’attenzione sanitaria: la tossicità finanziaria (financial toxicity). Si tratta di un effetto collaterale spesso sottovalutato, capace di compromettere la qualità di vita, l’aderenza alle terapie e, in alcuni casi, persino la sopravvivenza.
tossicità finanziaria: impatto su qualità di vita, cure e rischi
La tossicità finanziaria si manifesta come conseguenza economica del percorso oncologico: ticket, farmaci, trasporti, esami di controllo e terapie di supporto possono sommarsi fino a diventare un carico rilevante per chi si ammala. Nelle situazioni più critiche la pressione economica può portare a contrarre debiti, vendere beni o interrompere le cure.
Negli Stati Uniti la tossicità finanziaria è riconosciuta come fattore prognostico negativo. Per l’Italia, l’attenzione aumenta per un quadro nazionale descritto in peggioramento legato a carenze strutturali, mancanza di risorse e disparità tra regioni. In questo contesto cresce il peso delle spese out of pocket, sostenute direttamente dal paziente.
studio torino su 359 pazienti: punteggi e percentuali della financial toxicity
Un’indagine condotta tra ottobre e dicembre 2024 presso la Città della Salute e della Scienza di Torino ha coinvolto 359 pazienti oncologici in trattamento attivo (177 uomini e 182 donne). La ricerca ha utilizzato il questionario Proffit, strumento specifico per l’Italia, che analizza manifestazioni e cause della tossicità finanziaria nel contesto nazionale.
punteggio mediano, riduzione delle risorse e rischio di condizionare le cure
Il punteggio mediano registrato è risultato 33,33 su una scala 1-100. Il 35,2% dei pazienti ha dichiarato che la malattia ha ridotto le risorse economiche. Inoltre, 1 su 3 ha espresso la preoccupazione che la propria condizione finanziaria possa incidere sulla possibilità di ricevere cure adeguate.
Tra i gruppi più colpiti figurano i pazienti disoccupati e i divorziati, con una mediana di 52,38, mentre i pensionati presentano una mediana più bassa (28,57).
spese per servizi e rinunce: vacanze, visite ed esami in privato
Il 32,1% ha riferito di aver ridotto spese legate a vacanze, ristoranti o spettacoli. Il 46% ha segnalato di aver sostenuto pagamenti per visite ed esami