Thrash furia oceano recensione: pochi squali e un film dimenticabile

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Thrash furia  oceano recensione: pochi squali e un film dimenticabile

Thrash - Furia dall’oceano torna a portare sugli schermi la presa rapida del disaster movie, con una promessa ben precisa: uragano, panico e squali affamati. Il titolo arriva su Netflix come secondo esperimento nel giro di poco tempo dopo Under Paris, entrando subito nella top 10 dei film più visti in streaming. Non manca l’attenzione verso il tema, ma il risultato complessivo lascia spazio a dubbi su ritmo, costruzione della tensione e quantità della minaccia mostrata.

thrash - furia dall’oceano: squali, uragano e un impianto narrativo frammentato

L’impianto di partenza è chiaro: un uragano di categoria 5 sta per abbattersi su una città costiera della Carolina del Sud e, con la tempesta, compare anche un branco di squali affamati. Al centro della vicenda c’è Dakota (Whitney Peak), che non riesce ad allontanarsi dalla casa della madre morta di recente a causa della agorafobia. Accanto a lei si inserisce Lisa (Phoebe Dynevor), incinta e impossibilitata a lasciare la città in tempo.

La trama coinvolge anche i fratelli Dee (Alyla Browne), Ron (Stacy Clausen) e Will (Dante Ubaldi), costretti a cercare rifugio con i loro prepotenti genitori affidatari, impreparati a ciò che accade. Il film intreccia eventi climatici e minacce oceaniche, ma l’incastro resta irregolare: la storia prosegue alternando situazioni e scatti, facendo incontrare principalmente Dakota e Lisa, mentre Dee, Ron e Will restano più isolati dal resto.

thrash: cambio di marcia, intrecci a compartimenti e tensione non amalgamata

Il regista Tommy Wirkola, già noto per titoli come Hansel e Gretel - Cacciatori di streghe e Una notte violenta e silenziosa, adotta un metodo di racconto che sposta frequentemente il fuoco narrativo, interrompendo e riprendendo le rispettive storie dei personaggi per mostrare come si sviluppano le loro condizioni. Il tentativo di far convivere disaster e deriva horror non riesce a trasformarsi in un equilibrio solido: la narrazione segue direzioni che non trovano una reale sintesi.

Il punto diventa più evidente anche perché la sceneggiatura non sembra richiedere particolari doti agli interpreti, e l’attenzione del regista non approfondisce a sufficienza né i personaggi né il tema del cambiamento climatico estremo, che in partenza era indicato come possibile perno principale.

dee, ron e will: un filone con potenziale sacrificato dall’impianto

La componente legata ai tre ragazzi (Dee, Ron e Will) appare come la più interessante: un gruppo di tre ragazzini alle prese con un pericolo stile “mamma ho perso l’aereo”, con uno squalo sullo scenario e un padre affidatario burbero. Il film, però, non riesce a sostenere una crescita uniforme dell’idea di base, riducendo la forza del filone più promettente dentro la durata complessiva della pellicola.

thrash e gli squali: promessa centrale e presenza insufficiente

Il nodo principale resta la mancata certezza di trovare, all’interno della produzione, un confronto con qualcosa di più riuscito. Il film non approfondisce in modo coerente ciò che racconta e si muove tra disaster movie e deriva horror senza stabilire chiaramente un orientamento. Il risultato è una tensione non sostenuta e un ritmo che non regge fino alle aspettative create.

In parallelo compare anche un umorismo che emerge in alcuni passaggi in modo forzato. Un momento di Lisa dopo il parto, con la frase: “la mamma deve combattere contro dei fottuti squali”, viene comunque percepito come memorabile, ma non basta a bilanciare l’effetto complessivo. La sequenza di eventi finisce così per risultare assurda senza che il film riesca a giustificarla con la necessaria costruzione.

c’è CGI e c’è tecnica: perché allora non basta

Nonostante la richiesta di logica venga meno di fronte a arti mozzati, sangue nell’acqua e sbudellamenti, il problema rimane di fondo: quando il film promette “squali”, questi ultimi non compaiono abbastanza nello spazio e nel tempo della visione. La percezione è che, pur essendo presente un buon comparto tecnico sul versante degli effetti, il ruolo degli squali resti sottodimensionato, con una sproporzione tra aspettativa e messa in scena.

intrattenimento e memoria: un film da sottofondo che cresce su netflix

Thrash non viene presentato come un attacco o una provocazione: nasce con l’idea di intrattenere senza pretese fin dai primi minuti. Per alcuni potrebbe adattarsi a una serata tranquilla; per altri, invece, resta ciò che definisce il problema più concreto: un intrattenimento fiacco e dimenticabile. L’impressione è che la piattaforma continui a espandere una specifica tipologia di contenuti, arrivando a dare voce a una categoria ormai riconoscibile, quella dei film da sottofondo.

personaggi principali di thrash - furia dall’oceano

  • Dakota (Whitney Peak)
  • Lisa (Phoebe Dynevor)
  • Dee (Alyla Browne)
  • Ron (Stacy Clausen)
  • Will (Dante Ubaldi)
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