The drama il film A24 con robert pattinson e zendaya e l accusa di march for our lives
La premiere americana di The Drama di Kristoffer Borgli ha acceso un acceso confronto pubblico: l’organizzazione March for Our Lives ha infatti criticato la campagna promozionale di A24, giudicandola profondamente fuorviante rispetto alla delicatezza del tema trattato. Il dibattito si concentra su una trama che, sin dalle prime scene, introduce un elemento centrale legato a una sparatoria in ambito scolastico e sul modo in cui il film viene comunicato al pubblico.
march for our lives critica la campagna marketing di a24 per the drama
In occasione dell’uscita statunitense, March for Our Lives ha diffuso una dichiarazione in cui ha contestato l’impostazione della promozione della commedia romantica dark targata A24. Il gruppo studentesco, tramite un post su Instagram, ha precisato di non voler rivelare la trama, ma ha ritenuto necessario affrontare i temi legati alla pellicola, con riferimento a Zendaya e Robert Pattinson.
La contestazione nasce da un plot twist che riguarda il personaggio interpretato da Zendaya: la trama vede la protagonista confessare al futuro marito (Robert Pattinson) di aver fantasticato, alcuni anni prima, riguardo a un’organizzazione di una sparatoria di massa in una scuola, salvo poi non portarla a termine. Secondo quanto riportato, anche se molte tappe del tour promozionale avrebbero evitato di entrare nel merito, questa informazione emerge già nelle prime sequenze e diventa un perno narrativo.
il nodo narrativo e il rischio per la tenuta del matrimonio
Il film, secondo le ricostruzioni relative allo sviluppo della storia, ruota attorno alle conseguenze che la rivelazione produce sul rapporto tra i due protagonisti, con il possibile impatto sul matrimonio in arrivo. La preoccupazione dell’organizzazione si collega proprio al modo in cui contenuti così sensibili vengono inquadrati e presentati attraverso i materiali di promozione.
responsabilità, tono e diritto a un dibattito costruttivo
Nella dichiarazione compare un passaggio che riassume la posizione di March for Our Lives: secondo il gruppo, il film potrebbe provare ad aprire questioni rilevanti su responsabilità e cambiamento, ma la campagna di marketing non sarebbe adeguata. Il testo sottolinea che, trattandosi di un tema così serio, specialmente negli Stati Uniti, la discussione non dovrebbe limitarsi allo schermo, né esaurirsi nella fase promozionale.
Viene inoltre evidenziato che l’arte può provocare disagio e utilizzare l’umorismo per affrontare argomenti difficili. La criticità indicata riguarda la percezione di un trattamento leggero o ironico quando entra in gioco una sparatoria in una scuola, con la domanda di fondo su quale tipo di conversazione si intenda effettivamente avviare.
stimolare un dibattito significa anche orientarlo
March for Our Lives ha dichiarato di sperare che The Drama possa stimolare un dibattito reale, richiamandosi a quanto indicato anche da Borgli e dagli attori. Allo stesso tempo, la posizione ribadisce una richiesta precisa: esisterebbe la responsabilità non solo di attivare una discussione, ma di contribuire a darle una direzione costruttiva.
La conclusione della nota afferma che l’aspettativa cresce quando gli artisti coinvolti hanno un peso culturale significativo, e che il modo in cui il film è stato commercializzato sarebbe inadeguato rispetto alla realtà affrontata. Da qui la richiesta di maggior coerenza, con un riferimento esplicito alle responsabilità di A24 e degli artisti che hanno realizzato la pellicola.
jaclyn corin: una campagna senza responsabilità rischia di fare danni
In un’ulteriore intervista rilasciata a IndieWire, la direttrice esecutiva di March for Our Lives, Jaclyn Corin, ha aggiunto che lasciare la campagna promozionale in sospeso e non assumersi la responsabilità di trattare quanto sia pesante e reale il tema rappresenta, secondo la sua valutazione, un’occasione mancata o, nel peggiore dei casi, una scelta dannosa.
Interpellata dalla testata, A24 non avrebbe rilasciato commenti sulla questione.
tom mauser e la reazione alle percezioni sul tono del film
Nel frattempo, un’altra fonte di pressione mediatica è arrivata da TMZ, che ha pubblicato un resoconto sulle parole di Tom Mauser. Il genitore, collegato alla vicenda del massacro alla Columbine High School del 1999, ha definito la premessa del film terribile e si è dichiarato infastidito da quanto percepito come un superficiale minimizzare dei contenuti della pellicola. Corin ha poi richiamato l’attenzione sulla sensibilità delle famiglie e dei sopravvissuti.
Secondo quanto riportato, ai microfoni di IndieWire Corin ha affermato che quando famiglie e sopravvissuti esprimono disagio, tale reazione dovrebbe essere accolta con rispetto. La stessa voce ha chiesto di offrire maggiore chiarezza su tono e intento, in modo da far capire meglio che cosa il film stia cercando di fare. Il punto centrale sarebbe rendere più concreto un dialogo produttivo e serio sulla violenza armata, partendo da una comunicazione che chiarisca l’effettiva intenzione della storia.
uscite e progetti futuri delle star principali
Oltre alle polemiche sulla campagna, è stato ricordato lo stato dell’uscita in Italia: The Drama è al cinema in Italia. Per quanto riguarda le attività delle star coinvolte, Zendaya tornerà prossimamente anche in Euphoria e in Spider-Man: Brand New Day. Robert Pattinson avvierà a breve le riprese di The Batman 2 e sarà visto nel film Here comes the flood di Netflix più avanti nel corso dell’anno, con la presenza di Denzel Washington. Entrambi saranno poi parte del cast di L’Odissea e Dune 3, film di Christopher Nolan e Denis Villeneuve.
personalità citate
- Kristoffer Borgli
- Zendaya
- Robert Pattinson
- Jaclyn Corin
- Tom Mauser
- Denzel Washington
- Christopher Nolan
- Denis Villeneuve


