Sistema Sorrento: la camorra si infiltra nella fondazione presieduta

• Pubblicato il • 5 min
Sistema Sorrento: la camorra si infiltra nella fondazione presieduta

La possibile infiltrazione camorristica nella Fondazione Sorrento, descritta in una relazione conclusiva della commissione d’accesso, riaccende i riflettori sulla gestione degli equilibri istituzionali e sulle dinamiche che avrebbero attraversato il “Sistema Sorrento”. Un quadro delicato, con risvolti che toccano fondi pubblici, governance dell’ente e tempi strettissimi legati alla proposta di scioglimento del Comune avanzata dal prefetto di Napoli.

fondazione sorrento e presunte infiltrazioni tramite “amici della fondazione”

Secondo quanto riportato nella relazione della commissione d’accesso del Comune di Sorrento, presieduta dal vice prefetto Vincenzo Chietti, la camorra avrebbe trovato spazio nella Fondazione Sorrento attraverso una agenzia di viaggio inserita tra gli “Amici della Fondazione”.

La definizione, richiamata dall’articolo 9 dello statuto, include le persone fisiche o giuridiche che condividono e finanziano le finalità dell’ente, con sede nel bene comunale di Villa Fiorentino.

Nell’elenco risulterebbe anche una srl con sede a Sant’Agnello: un terzo delle quote sarebbe in mano al figlio di un fiancheggiatore del clan D’Alessandro, sposato con la figlia di un boss del clan Cesarano.

proposta di scioglimento per camorra e connessione con il “sistema sorrento”

La relazione della commissione d’accesso viene indicata come uno degli elementi che avrebbero condotto il prefetto di Napoli Michele Di Bari a proporre al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi lo scioglimento per camorra della città. Sorrento è descritta come attraversata dal “Sistema Sorrento”, una struttura collegata a tangenti seriali sugli appalti messe in piedi dall’ex sindaco Massimo Coppola.

Il riferimento giudiziario riguarda l’arresto di Coppola avvenuto il 21 maggio dell’anno scorso, con le banconote dell’ultima mazzetta nascoste nello zaino.

fondazione sorrento: ente privato di controllo pubblico e finanziamenti pubblici

La Fondazione viene inquadrata come ente privato di controllo pubblico. L’Anac, secondo la ricostruzione riportata, chiarisce che il Comune ne è stato fondatore e promotore e che ne nomina il presidente e parte della governance.

Fino a pochi mesi prima, la Fondazione avrebbe ricevuto un finanziamento annuo di 250.000 euro, poi congelato a gennaio. Il congelamento risulta legato a una delibera del commissario prefettizio Rosalba Scialla, che avrebbe disposto un’ispezione sull’uso delle risorse pubbliche.

inconferibilità dell’incarico ad ad di mario gargiulo

Nel documento della commissione d’accesso viene richiamata anche una vicenda di inconferibilità dell’incarico, già sancita dall’Anac: l’assunzione del ruolo di Ad della Fondazione attribuito a Mario Gargiulo fino a quel giorno di ottobre 2024, quando era in precedenza consigliere comunale.

La nomina sarebbe stata concordata tra Coppola e uomini legati al territorio, dopo che Marinvest avrebbe indicato la figura nel Cda. Marinvest viene descritta come socio privato collegato a una delle aziende dell’impero dell’armatore Gianluigi Aponte.

Nei privati di controllo pubblico, secondo quanto riportato, incarichi di questo tipo non possono essere assegnati a chi nei due anni precedenti ha ricoperto ruoli di assessore o consigliere nell’ente controllante.

altri elementi nella relazione: rapporti familiari, assunzioni, intimidazioni

La proposta di scioglimento non si baserebbe su una sola motivazione. La relazione, lunga poco meno di 200 pagine, conterrebbe altre circostanze già anticipate: tra i punti emergono i rapporti tra Coppola e un esponente del clan D’Alessandro con interessi nel mondo della security nelle discoteche.

Vengono inoltre citate mire del pregiudicato di camorra Salvatore Langellotto su un ex agrumeto da destinare a box privati, oltre agli intrecci d’affari della sua famiglia con l’ex sindaco Giuseppe Cuomo.

La ricostruzione include anche l’assunzione del figlio di Langellotto tramite un concorso comunale, nonché pressioni e intimidazioni attribuite a un pregiudicato abusivista, proveniente da una famiglia stabiese contigua ai clan.

Le pressioni e intimidazioni sarebbero state rivolte contro Filomena Cappiello, indicata come ex vice sindaco, e contro Carmine Bucciero, indicato come ex vice comandante dei vigili urbani.

tempi della decisione, elezioni e commissariamento

Se lo scioglimento, scritto nel tempo record di 20 giorni, fosse accolto in tempi brevi, le elezioni del 24 e 25 maggio verrebbero annullate. Di conseguenza si prolungherebbe la stagione del commissariamento iniziata l’anno scorso, dopo le dimissioni in blocco della maggioranza consiliare.

Nei passaggi riportati, si afferma che il ministro Piantedosi avrebbe lasciato trascorrere due consigli dei ministri senza assumere una decisione.

La richiesta di una valutazione immediata sarebbe sostenuta da forze politiche e associazioni di categoria, sulla base dell’idea che un verdetto ora sia preferibile a una condizione di incertezza prolungata sul futuro sindaco eletto.

appello al boicottaggio e posizioni politiche verso il voto

Nel clima descritto come particolarmente acceso, ulteriormente scosso dalla nuova bufera giudiziaria dei giorni precedenti, il consigliere comunale uscente Ivan Gargiulo (Pd) e il civico Bruno Morelli avrebbero lanciato un appello a non presentare le liste e a boicottare le elezioni qualora il governo Meloni restasse inerte.

Una posizione diversa sarebbe stata espressa dall’unico candidato sindaco emerso finora, il docente in pensione Ferdinando Pinto, area dem, secondo cui Sorrento dovrebbe tornare alle urne in ogni caso. Il documento della sua discesa in campo risulterebbe presentato il 2 marzo, poco prima dell’insediamento della commissione d’accesso.

Tra i sottoscrittori sarebbero presenti due ex assessori di Coppola e anche Mario Gargiulo, indicato come ex ad della Fondazione Sorrento.

personalità citate nella ricostruzione

Nel quadro ricostruito emergono diversi nominativi richiamati lungo le varie circostanze descritte:

  • Vincenzo Chietti (vice prefetto, presidente della commissione d’accesso)
  • Michele Di Bari (prefetto di Napoli)
  • Matteo Piantedosi (ministro dell’Interno)
  • Gianluigi Aponte (magnate di Msc)
  • Rosalba Scialla (commissario prefettizio)
  • Massimo Coppola (ex sindaco)
  • Mario Gargiulo (ex consigliere comunale, indicato anche come ex ad della Fondazione)
  • Giuseppe Cuomo (ex sindaco)
  • Salvatore Langellotto (pregiudicato di camorra)
  • Filomena Cappiello (ex vice sindaco)
  • Carmine Bucciero (ex vice comandante dei vigili urbani)
  • Ivan Gargiulo (consigliere comunale uscente, Pd)
  • Bruno Morelli (civico)
  • Ferdinando Pinto (candidato sindaco, docente in pensione)
‘Sistema Sorrento’, la commissione d’accesso: “Nella Fondazione presieduta da Aponte si è infiltrata una ditta collegata al clan”
Copertina di Tessere vip al Garante Privacy, si dimette l’ex ad di Ita Lazzerini: è indagato per corruzione insieme all’ex socio di Scorza

Per te