Signora morte mi è comparsa ma non ho paura: la storia di lino banfi
Lino Banfi apre il proprio racconto con un’immagine netta, quasi teatrale, che mette a fuoco il passaggio più fragile e insieme più lucido della sua vita: “Non ho paura, però mi è comparsa davanti la signora morte. Non so se chiamarla al maschile o al femminile… So solo che l’ho cacciata via!”. Un passaggio che sintetizza il tono del memoir 90, non mi fai paura, atteso in libreria il 28 aprile, a pochi mesi dal traguardo dei novant’anni che l’attore pugliese celebrerà il 9 luglio.
La pubblicazione è annunciata da HarperCollins Italia, che descrive Banfi come pilastro della cultura pop e tra gli attori più amati del Paese, presentando il libro come uno sguardo volto a mostrare “l’uomo dietro il leggendario personaggio pubblico”.
90, non mi fai paura: un memoir tra destino e memoria
“90, non mi fai paura” si configura come un testo che concentra l’attenzione su momenti chiave e su snodi emotivi essenziali, senza muoversi nelle linee di un’autobiografia celebrativa. L’impianto narrativo è descritto come un ritorno alle origini: Pasquale Zagaria prima di diventare Lino Banfi. Il percorso ricostruisce tappe personali e culturali, facendo emergere con chiarezza l’origine di un’identità pubblica costruita nel tempo.
Un ritorno alle origini: Pasquale Zagaria prima del personaggio
La storia riparte da un’infanzia segnata dalla guerra e dalla paura delle bombe, proseguendo con la parentesi in seminario. Il racconto arriva poi a una scelta decisiva: la fuga a diciott’anni, quando si ritrova a vivere per strada inseguendo il sogno di diventare attore.
incontri decisivi e primi passi nel cinema
Nel memoir emergono incontri considerati determinanti, come quelli con Domenico Modugno e con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. A seguire, trovano spazio i primi passi nel cinema, che aprono la strada a una carriera lunghissima tra grande schermo e televisione.
La consacrazione viene indicata come il passaggio verso una presenza ormai familiare per il pubblico, il volto associato al ruolo del “nonno d’Italia”.
Il cuore del libro: la frattura tra personaggio e uomo
La parte centrale del racconto viene descritta come un’area più complessa: la separazione tra personaggio e uomo. Banfi entra nelle zone più buie e mette in primo piano eventi e pensieri che segnano la traiettoria personale.
dolore, pensieri difficili e un incidente che cambia la rotta
Tra gli snodi citati: il dolore per la perdita della moglie Lucia, il pensiero del suicidio e un incidente da cui si salva per caso. L’equilibrio del racconto viene completato da un elemento di contrasto, quasi in controcampo: la capacità ostinata di cercare una via d’uscita attraverso la risata.
La comicità viene presentata come una forma di resistenza, un modo per reggere ciò che pesa. Anche quando, secondo quanto racconta lui, la morte si presenta davanti: la risposta descritta è decisa, con la scelta di mandarla via.
Personaggi citati nel racconto
Nel percorso narrativo compaiono figure fondamentali nella formazione e nella traiettoria creativa, tra riferimenti del mondo dello spettacolo e legami personali:
- Lino Banfi
- Pasquale Zagaria
- Lucia
- Domenico Modugno
- Franco Franchi
- Ciccio Ingrassia


