Serena brancale lascia la puglia per realizzare un sogno: al sud anche tante cose positive

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Serena brancale lascia la puglia per realizzare un sogno: al sud anche tante cose positive

Serena Brancale torna a far parlare di sé con “Sacro”, pubblicato a quattro anni di distanza dall’ultimo disco e dopo una stagione segnata da Sanremo 2026, con “Qui con me”, e da riconoscimenti importanti come Premio della Sala Stampa “Lucio Dalla”, Premio Lunezia e Premio TIM. Il nuovo lavoro mette al centro un viaggio sonoro che intreccia ricerca del vernacolo, folklore e influenze internazionali, sostenuto anche da una rete di ospiti di primo piano.

serena brancale “sacro”: nuovo disco e ospiti

“Sacro” accoglie numerosi ospiti, tra cui “Serenata” insieme ad Alessandra Amoroso. Il disco include anche il cantautore jazz/soul americano Gregory Porter, presente sia nel classico “Bésame Mucho” di Consuelo Velázquez — brano già reinterpretato all’Ariston con Delia — sia nell’inedito “Solo un’ora” insieme a Sayf. Nel progetto trovano spazio anche Omara Portuondo in “Aquello” con Pamela, oltre a Richard Bona in “Gitana” e Alborosie in “Capatosta”.

“Sacro” sarà seguito da un tour: il “Sacro Tour” partirà ad aprile con date in Italia e Europa. La tournée includerà una partenza da Londra il 30 aprile, con arrivo previsto ad ottobre nella sua Bari.

perché “sacro”: significati del titolo

Il titolo “Sacro” deriva da una scelta legata a più motivi, tutti compresi nel lavoro. “Sacro” diventa innanzitutto il modo per descrivere tanti capitoli molto importanti presenti nel disco. La produzione nasce da un percorso avviato quattro anni fa e attraversa una ricerca dedicata al vernacolo e al folklore, fino a includere elementi come “Baccalà” e “La zia”, oltre a “Stu caffè”.

Il titolo è anche un riferimento diretto alla propria storia: “Sacro” viene descritto come un racconto della famiglia, citata come parte imprescindibile del progetto. A questo si aggiunge un brano realizzato con la sorella, lasciato spoglio e inciso senza passare da uno studio, così com’era. Nel titolo rientra inoltre una dimensione musicale: un modo jazz di vedere la musica che punta a unire generi musicali in una chiave più internazionale.

Per Brancale “Sacro” rappresenta anche una chiave di identità: la possibilità di sentirsi sempre la stessa sul palco, durante un tour, e anche nel palco di Sanremo.

nessuna sfumatura religiosa: origine del nome

La parola “Sacro” non rimanda a sfumature religiose. La scelta nasce dal fatto che si tratta di un termine con un suono bello e dall’idea di voler un nome piccolo e immediato.

“al mio paese” con levante e delia: scelta artistica e collegamenti al sud

Tra i momenti di maggiore rilievo, “Al mio Paese” vede la collaborazione con Levante e Delia, collegando il progetto a un’operazione descritta come molto rischiosa. Il motivo è legato al desiderio di parlare di folklore, ma non restando “a casa propria”: l’impostazione è quella di andare a casa degli altri. Il risultato viene indicato come molto bello anche perché apre nuove somiglianze artistiche tra le collaboratrici.

delia e levante: somiglianze culturali e immagini del mezzogiorno

Il legame con Delia e Levante è descritto come affinità concrete. Vengono richiamati dettagli del Sud: la presenza della donna per strada che sventola le lenzuola e l’usanza per cui i genitori chiedono di andare a salutare tutti i parenti, perché altrimenti si offendono. Queste coordinate rendono la formula del folklore un luogo in cui ritrovarsi.

Nel racconto emerge anche il contributo narrativo di Delia, legato alla storia siciliana, e quello di Claudia — indicata nel contesto come Claudia — che racconta la propria storia familiare tramite una nonna vista con occhi che ridono.

perché scegliere due interpreti specifiche

La scelta di inserire due donne viene collegata alla visione del disco: “Sacro” viene descritto come un disco al femminile per tanti motivi. La motivazione include anche il desiderio di condividere la musica con donne che raccontano in modo diverso il proprio Sud.

al mio paese e il ruolo di levante e delia

Il coinvolgimento viene presentato anche attraverso relazioni personali e di crescita artistica. Claudia viene descritta come una conoscenza consolidata nel tempo e una fan dal periodo di “Alfonso”. Delia, invece, viene collegata a un percorso visto in evoluzione prima di X Factor, con l’idea di una ricerca di una propria via, mescolando musica classica e pop, l’italiano e altre lingue.

partenze dal sud e cosa resta: al mio paese come celebrazione

La partenza di tanti ragazzi e ragazze dal Sud per il lavoro viene inquadrata senza un tono conflittuale. Rimane l’idea che nel Mezzogiorno esistano belle realtà e che ognuno faccia il proprio meglio per migliorare. “Al mio paese” viene quindi descritto come una celebrazione di questo contesto.

Brancale si definisce fuorisede e dichiara esplicitamente quanto le manchi il Sud. Allo stesso tempo cita realtà musicali locali come Marco Castello, indicato come originario di Siracusa, e fa riferimento alla Puglia, diventata polo e scenografia di diverse fiction italiane. In Valle d’Itria vengono citati studi di registrazione descritti come stupendi, oltre al fatto che i videoclip migliori vengano realizzati lì.

La prospettiva del progetto è riassunta da un orientamento costante verso il positivo: Brancale afferma di essere predisposta a vedere sempre il buono.

“sacro” e la donna: famiglia, immagini e libertà

Nel definire la dimensione femminile del disco, Brancale collega “Sacro” alla propria storia personale: cresciuta in una famiglia matriarcale, con una madre che gestiva, decideva e faceva ascoltare la sua musica, conserva questa eredità come un elemento importante. Il progetto richiama immagini di donne, con la presenza della sorella e delle amiche, oltre a ospiti come Omara Portuondo, la cui voce viene ricordata come parte dell’ascolto infantile legato ai Buena Vista Social Club.

La visione viene presentata anche attraverso l’idea di una voce di donna che si collega al canto femminile e alla libertà di espressione: Brancale descrive l’album come al femminile, pur mantenendo un’impostazione che non entra troppo nella forma di un messaggio. Il punto centrale diventa una celebrazione della libertà della donna.

ospiti nel progetto “sacro”

  • Alessandra Amoroso (presente in “Serenata”)
  • Gregory Porter (presente in “Bésame Mucho” e in “Solo un’ora”)
  • Consuelo Velázquez (autore di “Bésame Mucho”)
  • Delia (coinvolta nel riferimento ad “Bésame Mucho” all’Ariston)
  • Sayf (presente in “Solo un’ora”)
  • Omara Portuondo (presente in “Aquello”)
  • Pamela (coinvolta in “Aquello” con Omara Portuondo)
  • Richard Bona (presente in “Gitana”)
  • Alborosie (presente in “Capatosta”)
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Categorie: TV e Spettacolo

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