Serena bortone racconta le dirimpettaie: amicizia, desiderio e libertà per tre donne sul pianerottolo
Davanti agli occhi scorrono frammenti di vite che cambiano direzione, intrecciando fatti pubblici e trasformazioni intime. Tra occupazioni, manifestazioni e dibattiti collettivi emergono anche interrogativi interiori che chiedono spazio: desideri, paure, insicurezze e forme di coraggio che diventano azioni. Il racconto prende forma seguendo lo sguardo di Serena Bortone e un universo di figure femminili che attraversano epoche decisive, dalla Roma del boom economico fino alle soglie del nuovo millennio.
serena bortone e le dirimpettaie: un viaggio nella libertà femminile
Il secondo libro di Serena Bortone, “Le dirimpettaie”, pubblicato da Rizzoli editore, si colloca su uno sfondo preciso: Roma negli anni Sessanta e Settanta e oltre. Il tempo narrativo accompagna il percorso di tre donne che cercano autonomia e libertà, all’interno di un Paese in mutamento. Sullo sfondo compaiono tappe storiche come il boom economico e la legge sul divorzio, insieme all’atmosfera della Dolce Vita, fino a raggiungere l’inizio del nuovo millennio.
Le dirimpettaie sono descritte come le donne vicine di casa, spesso chiamate a dare una mano su tutto: compagne di conversazioni, di caffè e di piccole necessità quotidiane, complici di confidenze, risate e dolori. In parallelo, le protagoniste del romanzo diventano anche simbolo di una memoria condivisa: raccontano ciò che “ancora abita” quando si prova a scegliere la propria vita, con giudizi, pregiudizi, paure, insicurezze e sensi di colpa.
le dirimpettaie come rete di complicità e cambiamento
La trama mette al centro un condominio romano nel quartiere Talenti, dove le donne entrano e escono da casa per momenti di condivisione. Da queste presenze nascono convivialità e confidenze, mentre ciascuna intraprende un percorso personale fatto di metamorfosi. Il legame che si crea sul pianerottolo diventa indispensabile: un’amicizia quotidiana fatta di segreti, silenzio e osservazioni reciproche.
autonomia negata, diritti conquistati e rottura del copione
La narrazione richiama un tempo in cui la vita femminile non aveva autonomia propria e molte decisioni dipendevano da quelle del marito, spesso figura unica con un impiego retribuito. Viene descritto un meccanismo preciso: se lui decideva un trasferimento di residenza, la moglie doveva seguirlo; se erano le sue esigenze a emergere, il cambiamento risultava impossibile senza l’abbandono dei figli.
In questo quadro emerge anche un riferimento a Sibilla Aleramo e al libro “Una donna”, con il racconto del distacco dal figlio ancora piccolo per poter seguire il proprio desiderio di scrivere. La patria potestà è presentata come attribuita solo al padre per legge, fino al 1975, quando la legge sul diritto di famiglia introduce la potestà genitoriale condivisa. La prospettiva del racconto evidenzia come, nel passaggio tra decenni, la rivendicazione dei diritti femminili abbia progressivamente rovesciato il copione precedente, soprattutto per le più giovani: molte donne già sposate, descritte come incastrate in esistenze ordinate, vengono travolte da pensieri di libertà.
tina, gabriella e maria: amicizia, desideri e svolte storiche
Nel romanzo, le protagoniste si chiamano Tina, Gabriella e Maria. Le loro storie vengono delineate attraverso matrimoni descritti spesso come più di convenienza che sentimentali, maternità vissute tra dovere e ambivalenza, desideri repressi, tradimenti e fughe improvvise. La crescita in un mondo che assegna ruoli rigidi diventa terreno fertile per una presa di coscienza che può sfociare anche in eventi capaci di modificare la traiettoria personale.
wagner e le valchirie: un avvio simbolico del romanzo
Il primo capitolo è introdotto dalla musica di Wagner e presenta tre valchirie danzanti, chiamate Tina, Gabriella e Maria. Il testo riporta una scena d’infanzia in cui, ascoltando “La cavalcata delle Valchirie”, lo stupore e la paura si mescolano mentre si ripete un rito quotidiano: la madre posiziona un disco, il suono si alza con forza e il passaggio musicale accompagna un apprendimento legato al cibo e alla meraviglia.
valchirie dee: dirimpettaie come figure mitiche e reali
Accanto al richiamo musicale, compare un secondo ricordo: la moquette morbida e blu come un regno di divinità femminili. In questa cornice le vicine di casa vengono descritte come dee e valchirie senza armi, capaci di incarnare un’energia collettiva fatta di cura, presenza e conversazione.
occupazioni e case delle donne: memoria civile nel racconto
Il romanzo intreccia la dimensione privata con un passaggio specifico legato alla storia delle donne. Viene citata la mancanza di una targa che ricordi una data precisa: 2 ottobre 1976, quando un gruppo di femministe occupava il Palazzo Nardini rinascimentale, facendo nascere la prima Casa delle donne.
La trama include anche la storia di Gabriella, a cui viene chiesto di partecipare ma che non sa dove lasciare il figlio. La richiesta di aiuto si sposta allora verso la madre di Serena, che si presta alla cura non per adesione formale al movimento femminista, ma per sorellanza.
Nel capitolo intitolato “La femminista riluttante” viene sottolineato un punto centrale: la consapevolezza della protagonista cresce fino a diventare persino più importante della maternità. È descritta una libertà economica resa possibile dalla spinta del movimento femminista e emerge la volontà di restituire qualcosa alle altre, diventando protagoniste degli eventi che qualcuno, in futuro, studierà. In questo passaggio la scrittura è presentata come costruzione di memoria di sé.
autenticità, miracoli imperfetti e futuro: la strada aperta
Anche a distanza di tempo, il racconto mantiene vivo il legame con situazioni simili: in luoghi dove i servizi sono scarsi e in assenza di una rete familiare o risorse per una baby sitter, molte donne si appoggiano ad amici e ad altri genitori per poter lavorare. Viene indicato quindi che occorre ricordare chi, prima, ha iniziato a costruire possibilità concrete.
Dal libro emerge l’idea di “miracolo” umano e imperfetto compiuto dalle dirimpettaie. Le donne cercano di essere padrone del proprio destino, guidate da cuore, testa e appagamento sessuale. Ognuna affronta un cammino audace e sconnesso verso l’autenticità, e insieme, tenendo salda l’amicizia, rompono catene che le imprigionavano negli errori del passato, includendo anche quelli ereditati.
Nel romanzo, il destino delle protagoniste segue traiettorie diverse: Gabriella, cresciuta ai margini, cerca ema. Oggi è indicato che la narrazione si colloca nella data 23-04-2026.
Personaggi e presenze citate:
- Serena Bortone
- Tina
- Gabriella
- Maria
- Sibilla Aleramo


