Scimmie di Gibilterra scoprono una cura naturale per il junk food
Una scena che colpisce subito per la sua stranezza: scimmie che mangiano terra per riuscire a digerire cibo spazzatura. Sulla Rocca di Gibilterra, dove l’attività umana è costante, alcuni macachi hanno sviluppato una strategia di geofagia legata al consumo di alimenti ricchi di calorie e derivati del latte. La pratica non è casuale: diversi segnali indicano che la terra possa favorire l’equilibrio dello stomaco e contribuire a ridurre gli effetti legati a grassi e zuccheri in eccesso.
La scoperta è emersa da uno studio coordinato da Sylvain Lemoine, collegato all’Università britannica di Cambridge e pubblicato su Scientific Reports (Nature), che ha collegato il comportamento alle dinamiche di convivenza tra primati e persone in un ambiente antropizzato.
geofagia nei macachi di gibilterra: perché mangiare terra
I macachi che vivono sulla Rocca di Gibilterra hanno imparato a mangiare terra con lo scopo di gestire meglio la digestione di cibo spazzatura. Questo alimento viene in genere offerto dai turisti o rubato dagli animali stessi. La composizione del cibo disponibile spesso risulta particolarmente impegnativa per l’organismo dei macachi: è ricco di calorie e comprende spesso derivati del latte.
Gli individui adulti, secondo quanto riportato nello studio, mostrano intolleranza verso questi ingredienti. In tale contesto, la terra agisce come supporto per lo stomaco delle scimmie, fornendo batteri “buoni” e minerali. Il meccanismo ipotizzato riguarda anche la capacità di proteggere l’intestino e di lenire o prevenire infiammazione associata all’eccesso di grassi e zuccheri.
studio scientific reports: cosa suggerisce la ricerca
Lo studio guidato da Cambridge descrive la geofagia come un comportamento che può essere letto come cultura animale emergente. L’idea centrale è che la pratica possa svilupparsi grazie a una stretta convivenza con l’uomo in un ambiente fortemente influenzato dalla presenza umana.
Le spiegazioni proposte ruotano attorno a una logica evolutiva: gli esseri umani, come indicato nel lavoro, si sono evoluti per preferire grassi e zuccheri ad alta densità energetica nei periodi di scarsità alimentare. La disponibilità di cibo spazzatura potrebbe attivare un meccanismo simile nei macachi: continuare a consumare alimenti con effetti potenzialmente negativi per la digestione, mantenendo però un’attrazione per tali risorse perché risultano ugualmente “desiderabili” per le scimmie.
quando aumenta la geofagia: stagione e vicinanza agli umani
Le osservazioni raccolte dagli autori indicano che gli episodi di geofagia risultano molto più frequenti in specifiche condizioni. La probabilità di osservare questa pratica cresce negli animali che hanno una maggiore vicinanza agli esseri umani e nei periodi di maggiore afflusso turistico.
La ricerca evidenzia un andamento stagionale preciso: la geofagia si presenta con particolare intensità durante l’alta stagione turistica, soprattutto in estate. Questo dato collega in modo diretto l’aumento del comportamento alla maggiore disponibilità di cibo spazzatura generata dall’ambiente antropizzato.
terreni diversi e trasmissione sociale: il comportamento come abitudine di gruppo
Un ulteriore elemento emerso riguarda le differenze tra gruppi di macachi. Le osservazioni riportate indicano che gruppi diversi mostrano preferenze per tipi diversi di terreno. Questa varietà può suggerire che la geofagia non sia soltanto una risposta individuale, ma un comportamento trasmesso e insegnato socialmente all’interno dello stesso gruppo.
In sintesi, la grande quantità di interazioni tra persone e macachi a Gibilterra viene descritta come un “esperimento naturale” utile a comprendere come gli ambienti antropizzati incidano su comportamento e cultura dei primati.
Sylvain lemoine e il coordinamento della ricerca
La conduzione dello studio è attribuita a Sylvain Lemoine, indicato come figura di riferimento nella spiegazione del possibile legame tra disponibilità di cibo spazzatura e adattamenti comportamentali nei macachi.
personaggi coinvolti nella fonte
- Sylvain Lemoine
