Sardegna: Tar sospende la bonifica dell’area Macchiareddu
La bonifica dell’area industriale di Macchiareddu, situata nel contesto della zona industriale di Assemini, continua a rimanere al centro di un lungo confronto istituzionale e giudiziario. Il punto di tensione riguarda rifiuti abbandonati e contaminazioni che coinvolgono matrici ambientali delicate, con ricadute su territorio, salute e valori naturalistici legati alla vicina laguna di Santa Gilla.
Il Comune di Assemini aveva adottato un provvedimento che imponeva a Fluorsid Spa di intervenire entro un termine fissato, ma l’iter non ha trovato continuità: il provvedimento è stato infatti sospeso dal Tar Sardegna, in attesa dell’udienza programmata per il 24 giugno 2026. Nel frattempo, le posizioni delle parti e le verifiche pubbliche richiamano una vicenda segnata da indagini, sequestri, decisioni giudiziarie e impegni ambientali che, secondo le segnalazioni e gli accertamenti richiamati, non avrebbero prodotto bonifiche compiute.
provvedimento comunale sospeso dal tar sardegna: tempi e contesto
Il provvedimento del Comune di Assemini, rivolto a Fluorsid Spa, avrebbe imposto la rimozione dei rifiuti abbandonati e la bonifica dell’area industriale di Macchiareddu entro 180 giorni. La misura, però, viene bloccata dal Tar Sardegna, lasciando la questione in sospeso fino alla prossima udienza del 24 giugno 2026.
Le contestazioni e le ricadute dell’intera vicenda sono presentate anche tramite le parole di Veronica Matta, presidente dell’associazione Sa Mata. Vengono richiamate segnalazioni pluriennali, indagini e accertamenti ambientali, con l’indicazione che le bonifiche previste non si sarebbero concretizzate. Nel contesto descritto, rimane l’esposizione di cittadini, patrimonio culturale e comparto agroalimentare.
indagini e sequestri: cosa emerge dalla ricostruzione dei fatti
La vicenda viene ricostruita come un percorso avviato nel tempo, scandito da indagini, sequestri e atti giudiziari. La fase decisiva prende avvio a partire dalla fine del 2014, quando il Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale del Corpo forestale avvia attività investigative sulla Fluorsid, partendo da una segnalazione del Servizio Veterinario della Asl di Cagliari.
segnalazioni sanitarie e ipotesi di fluorosi negli allevamenti
La segnalazione nasce da sintomi di fluorosi nei capi ovini che pascolavano nella zona di Macchiareddu. La fluorosi viene indicata come una condizione in grado di determinare gravi danni all’apparato dentario e osseo, compromettendo l’alimentazione degli animali. La Procura inizia dunque a indagare.
analisi chimiche e misure cautelari del 2017
Le attività investigative si chiudono ad aprile 2017 con la collaborazione, per le analisi chimiche, dell’Arpas, l’Agenzia regionale per l’ambiente della Sardegna. A maggio, eseguendo un’ordinanza del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cagliari, il Corpo forestale procede con sette ordinanze di custodia cautelare rivolte a dirigenti, collaboratori e appaltatori, oltre a un sequestro preventivo di due aree di proprietà di Fluorsid.
Le aree sequestrate sono indicate come: la prima, nello stabilimento di Macchiareddu, con dimensioni di circa tre ettari e cumuli di materiali stoccati all’aperto; la seconda, di cinque ettari in località Terrasili, nella periferia di Assemini, utilizzata per lo stoccaggio di materiali vari.
contestazioni e numeri delle contaminazioni: aria, suolo e falde
I reati contestati includono associazione a delinquere finalizzata alla commissione di plurimi delitti ambientali, oltre a inquinamento e disastro ambientale.
Secondo quanto riportato nel provvedimento del giudice per le indagini preliminari, Cristina Ornano, tra le falde acquifere tra lo stabilimento di Macchiereddu e l’area di Terrasili vengono rilevate concentrazioni indicate come estremamente superiori ai limiti di legge: alluminio pari a 3.745 volte i limiti, floruri a 1.154 volte e solfati a 51 volte.
contaminazione dell’aria e dispersione delle polveri
Nel dispositivo del Gip, che conta 168 pagine, viene segnalata una grave contaminazione dell’aria collegata alla dispersione di polveri nocive altamente concentrate provenienti dallo stabilimento Fluorsid e dal cantiere di Terrasili. La ricostruzione richiama anche le testimonianze degli abitanti delle aree periferiche di Assemini, con bruciori agli occhi e alle vie respiratorie, oltre alla segnalazione di effetti nocivi sui figli minori.
Viene inoltre descritta contaminazione da fluoro negli allevamenti di Macchiareddu e una grave contaminazione del suolo, attribuita alla diffusione delle polveri, dimostrata dalle analisi su campioni di suolo e vegetali prelevati in aree prossime allo stabilimento.
rifiuti pericolosi e sversamento in laguna di santa gilla
Tra le ulteriori criticità riportate figurano la contaminazione delle falde acquifere da metalli pesanti e composti inorganici, insieme a interramento e sversamento di rifiuti pericolosi. In particolare, viene citato lo sversamento di fanghi acidi nella laguna di Santa Gilla descritto come reiterato e non occasionale.
La laguna viene richiamata come Zona di protezione speciale, area umida di importanza internazionale e inserita nella rete ecologica Natura 2000.
patteggiamento e impegni ambientali: conclusione giudiziaria
A dicembre 2018 la chiusura delle indagini e a luglio 2019 la conclusione del procedimento avviene senza dibattimento pubblico. Ne deriva l’impossibilità per cittadini e associazioni di costituirsi parti civili nel procedimento.
Gli imputati patteggiano 23 mesi e settemila euro di multa, con beneficio della sospensione condizionale. Il quadro viene collegato alla concessione dell’attenuante del ravvedimento operoso, motivata dall’impegno alla messa in sicurezza, bonifica e, ove possibile, al ripristino dei luoghi.
Parallelamente, vengono richiamate iniziative di associazioni ambientaliste e comitati locali tramite azioni legali e petizioni finalizzate alla salvaguardia della laguna di Santa Gilla, dei lavoratori e dei residenti di Macchiareddu.
mancata bonifica e nuove verifiche: quattro anni di stallo
La prosecuzione della vicenda è descritta come un periodo senza bonifica, richiamando un accertamento a febbraio 2023 da parte del Corpo forestale di vigilanza ambientale che informa la Procura della Repubblica di Cagliari, il Ministero dell’Ambiente, la Città metropolitana di Cagliari e i Comuni interessati.
Successivamente, a settembre i tecnici della Città metropolitana rilevano che, nelle aree oggetto di sopralluogo, il materiale sversato genera discontinuità morfologiche con innalzamento del piano di campagna, anche di qualche metro, e in altri casi la presenza di cumuli in affioramento. Viene inoltre precisato che, dall’esame visivo, in nessuna area risultano evidenti attività di rimozione dei materiali né attività di indagine per la caratterizzazione delle matrici ambientali.
ordinanze sindacali per rimozione rifiuti: 30 giorni e termine di 180 giorni
Nel periodo successivo, la dinamica si sposta sul piano dei provvedimenti amministrativi. A marzo 2025, con un’ordinanza, il sindaco di Assemini Mario Puddu chiede a Fluorsid e a tutti i proprietari e comproprietari delle aree di provvedere, con la massima urgenza, entro un termine non oltre 30 giorni, alla rimozione dei rifiuti abbandonati e allo smaltimento e/o recupero, così da ripristinare lo stato dei luoghi e le condizioni di sicurezza sanitaria e ambientale.
Il 30 dicembre viene emanata una nuova ordinanza analoga, con però una diversa scansione temporale: in questo caso Fluorsid avrebbe 180 giorni per provvedere.
report tv e precisazioni dell’avvocato carlo sassi
Nel quadro descritto, la questione viene affrontata anche nella trasmissione televisiva Report. A gennaio 2026, l’avvocato Carlo Sassi precisa che, nel 2019, d’intesa con la Procura della Repubblica, l’azienda avrebbe assunto l’impegno a realizzare un piano di investimenti industriali e ambientali del valore complessivo previsto di 22 milioni di euro, indicato come integralmente mantenuto.
Viene inoltre affermato che il piano, implementato da Fluorsid, non includerebbe interventi di bonifica di terreni nella zona industriale di Macchiareddu, limitandosi a opere all’interno dello stabilimento e in altre aree di proprietà dell’azienda.
udienza tar e attesa per la decisione: quando si chiude la questione
La trattazione del merito davanti al Tar è fissata per il 24 giugno 2026. L’esito dovrebbe definire la chiusura della controversia relativa ai provvedimenti comunali sospesi e alla richiesta di rimozione dei rifiuti e bonifica di Macchiareddu.
personaggi e figure citate nella vicenda
- Tommaso Giulini
- Veronica Matta
- Carlo Sassi
- Mario Puddu
- Cristina Ornano
- Fluorsid Spa
- Sa Mata
- Arpas
- Corpo forestale
- Tribunale di Cagliari
- Procura della Repubblica di Cagliari
- Tar Sardegna
