Ryanair O'Leary A maggio zero rischio sul carburante e critica a Trump

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Ryanair O'Leary A maggio zero rischio sul carburante e critica a Trump

La crisi del prezzo del cherosene legata alla guerra in Medio Oriente e alla chiusura dello Stretto di Hormuz continua a pesare sulle compagnie aeree europee, con conseguenze operative che si riflettono anche sul sistema dei voli. Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, descrive una situazione definita “sotto controllo” solo per il breve periodo, mentre i mesi successivi restano segnati da incertezze che riguardano sia la disponibilità del carburante sia i costi.

crisi del cherosene e rischio forniture: cosa cambia da giugno

Secondo O’Leary, le compagnie petrolifere avrebbero rassicurato per il mese di maggio, ma da giugno “non ci sono certezze”. Nel suo quadro, l’amministratore delegato collega l’instabilità a due fattori: la guerra in Iran e la chiusura dello Stretto di Hormuz. In parallelo, ricorda che oggi Lufthansa ha annunciato il taglio di 20mila voli, alimentando ulteriori preoccupazioni per i passeggeri.

Per rassicurare i Paesi europei, O’Leary sostiene che “non ci saranno rischi sicuramente a maggio e probabilmente a giugno”. Il rifornimento avverrebbe da diverse aree: Norvegia, Africa Occidentale, Stati Uniti e Russia, anche se precisa che “non si può dire”.

L’unica “possibile area a rischio”, secondo quanto dichiarato, riguarda la Gran Bretagna, che “prende il combustibile dal Kuwait”.

previsioni ryanair: dal controllo di maggio alle stime impossibili

O’Leary mette in chiaro che, oltre il breve termine, non è possibile rivedere le stime con affidabilità: “Non rivediamo le nostre stime perché non ho idea di come potremmo farlo”. Come segnale del mercato, cita l’andamento della borsa di Dublino, dove il titolo Ryanair è sceso da 32 a 25 euro da quando Trump ha iniziato a bombardare l’Iran.

Il ragionamento dell’ad è che la flessione rifletta l’aspettativa di un peggioramento dei profitti: “Il mercato si aspetta che i nostri profitti possano scendere maledettamente”. In questo scenario, ribadisce però l’assenza di visibilità: non è possibile fare previsioni su giugno, e tanto meno sull’inverno, perché mancano indicazioni stabili sui prezzi del carburante.

prezzo del carburante e coperture: 80% bloccato fino al 2027

Uno dei punti centrali della spiegazione riguarda la struttura dei contratti. O’Leary afferma che l’80% del carburante sarebbe coperto con il prezzo bloccato fino al marzo del 2027 a 67 dollari al barile. La restante quota dipende invece da prezzamenti su finestre diverse, che rendono l’esposizione molto più ampia.

quote non coperte e impatto sui costi

Ryanair, secondo le indicazioni fornite, avrebbe una quota 20% relativa a marzo prezzata a febbraio a 74 dollari al barile. Per aprile, la quota 20% sarebbe stata prezzata a marzo a 150 dollari al barile. L’altra esposizione menzionata riguarda il prezzo non hedged di maggio, prezzato ad aprile e indicato come prossimo a 150 dollari al barile.

Da qui deriva un impatto economico immediato: O’Leary sostiene che ad aprile Ryanair avrebbe speso circa 50 milioni di dollari in più. Se la situazione non dovesse migliorare e il prezzo rimanesse a 150 dollari al barile per 12 mesi, l’incremento indicato sarebbe di circa 600 milioni di dollari.

guerra e Hormuz: scenari di rischio tra 10% e 20% delle forniture

La gestione della crisi dipende anche dal prolungarsi o dal cessare del conflitto. Se la guerra in Medio Oriente dovesse continuare nel medio termine e se lo stretto di Hormuz restasse bloccato, O’Leary ritiene che vi sia un rischio per il 10 o il 20% delle forniture di carburante, con la precisazione che “nessuno di noi lo sa con certezza”.

Se invece gli scontri terminassero entro maggio, i problemi non verrebbero meno immediatamente: per il riassetto dei prezzi servirebbero tre o quattro mesi. Nel caso limite in cui la guerra finisse “domani”, il costo potrebbe scendere sotto 100 dollari al barile entro settembre.

Resta però una conseguenza di sistema, legata alla stabilità dei prezzi: se il cherosene rimanesse invariato, O’Leary avverte che tra settembre e novembre alcune compagnie europee potrebbero fallire.

tasse aeroportuali, ets e Commissione europea: critica senza filtri

Nel quadro delle pressioni economiche, l’ad identifica nell’addizionale municipale uno dei nodi legati all’espansione in Italia. Il giudizio espresso è che le tasse aeroportuali siano più dannose della guerra: “Fanno danni indicibili” e per eliminarle occorrerebbe “un sacco di tempo”. La differenza evidenziata è tra durata delle guerre e lentezza nel taglio delle tariffe.

La critica prosegue anche verso la Commissione europea e verso il sistema Ets (Emission Trading System), che per O’Leary dovrebbe essere abolito. Viene affermato che i commissari sarebbero impegnati su aspetti non prioritari, citando la questione dei bagagli a mano, e da qui la richiesta di “abolite gli Ets o almeno riduceteli”.

Trump e gestione della guerra: effetto sui prezzi del carburante

O’Leary collega anche la politica statunitense alla persistenza di prezzi elevati. Sottolinea che finché prosegue la guerra in Iran e “Trump continua a gestirla malamente”, i prezzi dei carburanti rimarrebbero altissimi.

ruolo di michael o’leary: estensione fino al 2032 e aspettative per dopo il 2029

Nonostante un contratto con scadenza nel 2028, O’Leary afferma che l’accordo con il Consiglio d’amministrazione per l’estensione fino al 2032 sarebbe in fase di finalizzazione. L’annuncio sarebbe previsto a breve, con l’approvazione indicata per settembre.

Guardando ai prossimi anni, l’amministratore delegato indica un punto di speranza: “L’unica buona notizia è che dal 2029 Trump non sarà più alla Casa Bianca”. L’auspicio espresso è che chi subentrerà non causi danni paragonabili a quelli attribuiti alla gestione precedente.

Personalità citate

  • Michael O’Leary
  • Trump
Crisi carburante aerei, l’ad di Ryanair: “A maggio nessun rischio. Dopo non so, nessuno lo sa”. E attacca Trump
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