Psoriasi non è contagiosa: informazione e ascolto per abbattere i pregiudizi

• Pubblicato il • 4 min
Psoriasi non è contagiosa: informazione e ascolto per abbattere i pregiudizi

La psoriasi impatta profondamente la qualità di vita delle persone che ne soffrono, soprattutto quando le manifestazioni cutanee interessano parti visibili come mani e viso. Le difficoltà non riguardano soltanto il piano clinico: entrano in gioco vergogna, isolamento e il modo in cui chi osserva dall’esterno reagisce alla condizione. In occasione della presentazione a Roma dei risultati di un’iniziativa dedicata al tema, è emerso con forza quanto l’accesso alle cure e l’informazione possano influenzare l’aderenza terapeutica.

psoriasi e impatto sulla qualità di vita: visibilità, vergogna e isolamento

La presidente dell’associazione Apiafco ha sottolineato che la psoriasi è una patologia non nascondibile quando compare in aree esposte del corpo. Il risultato è spesso una qualità di vita molto bassa, accompagnata da un disagio che si trasforma in vergogna e ritiro sociale. Inoltre, chi si trova davanti a segni cutanei senza conoscerli può reagire con diffidenza o timore, pur in assenza di un rischio di contagio.

Nel corso della comunicazione dei risultati, è stato ribadito che la psoriasi non è contagiosa. Spiegare apertamente questa informazione, anche attraverso piccoli comportamenti quotidiani, contribuirebbe ad abbattere il muro di distanza che spesso si crea attorno ai pazienti. Allo stesso tempo, è stata evidenziata una difficoltà concreta: per chi vive la condizione, la vergogna rimane elevata e non sempre è semplice superarla.

open day psoriasi: visite dermatologiche gratuite e rete sul territorio

Alla presentazione a Roma sono stati presentati i risultati dell’(H) Open day psoriasi, un’iniziativa che lo scorso 11 marzo ha coinvolto 97 strutture sanitarie. Nel complesso sono state offerte oltre 750 visite e consulenze dermatologiche gratuite.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie a Fondazione Onda, con la collaborazione di Sidemast (Società italiana di dermatologia medica, chirurgica, estetica e di malattie sessualmente trasmesse), il patrocinio di Apiafco e il contributo incondizionato di Bristol Myers Squibb.

cure efficaci e percorso complesso: dalla medicina generale allo specialista

Sul fronte delle terapie, è stato evidenziato che esistono opzioni capaci di migliorare in modo significativo la condizione dei pazienti, arrivando anche a “pulire” la pelle in tempi relativamente brevi. È stato anche chiarito che non si tratta di guarigione definitiva. Il nodo centrale, secondo quanto riportato, riguarda la difficoltà del percorso di cura.

gestione iniziale e mancati risultati: il passaggio allo specialista

Il percorso parte dal medico di medicina generale, che prescrive spesso trattamenti topici o farmaci di primo livello. Qualora, dopo alcuni mesi, non si ottengano risultati, il paziente dovrebbe essere indirizzato a uno specialista. In questa fase emergono criticità legate a tempi di attesa lunghi, passaggi burocratici complessi e ritardi nella presa in carico.

burocrazia e tempi: effetti diretti sull’aderenza alle terapie

Le difficoltà del sistema vengono collegate a conseguenze concrete sull’aderenza terapeutica. Quando il paziente si sente solo e non vede miglioramenti, tende ad abbandonare le cure. Con i trattamenti topici, l’aderenza può scendere al 20-30%. Con i farmaci biologici di ultima generazione, invece, può raggiungere fino al 90%.

fiducia tra pazienti, medici e sistema sanitario: obiettivo prioritario

Per affrontare il problema, è stato indicato come fondamentale ricostruire un rapporto di fiducia tra pazienti, medici e sistema sanitario. Tale ricostruzione è descritta come uno degli obiettivi principali dell’associazione citata.

supporto psicologico gratuito e rete di sostegno: superare la vergogna

Accanto alle cure mediche, Apiafco fornisce anche supporto psicologico gratuito ai propri soci. È stato riferito che il team è composto da 12 psicologhe e che vengono organizzati incontri di gruppo sia in presenza sia online. Questo tipo di percorso viene presentato come un aiuto per creare una rete di sostegno: si condividono esperienze e, soprattutto, si lavora per superare la vergogna.

Il cambiamento prodotto da queste attività viene collegato a un aumento di consapevolezza e sicurezza: chi partecipa spesso diventa più capace di parlare apertamente della propria condizione anche nel lavoro e nella vita quotidiana. L’abbattimento della barriera sociale viene considerato fondamentale quanto la cura della malattia fisica, con l’indicazione che il supporto psicologico dovrebbe essere accessibile a tutti.

personalità coinvolte

  • Valeria Corazza
Categorie: Salute

Per te