Proteste nel cinema italiano come la ripartizione dei fondi favorisce sempre lo stesso circoletto
Una sequenza ravvicinata di dichiarazioni e annunci sta riaccendendo i riflettori sul cinema e sull’audiovisivo italiani: da un lato bilanci e programmi sotto i riflettori di Cinecittà, dall’altro l’uscita delle candidature per la 71esima edizione dei David di Donatello e, nel mezzo, un conflitto sempre più acceso tra istituzioni e rappresentanze del settore. A far discutere sono soprattutto numeri, ripartizioni di risorse e tempi di pubblicazione dei bandi, con polemiche che coinvolgono più livelli dell’apparato amministrativo e diverse sigle della filiera.
cinecittà e david di donatello: due notizie che accendono il dibattito
Martedì 31 marzo l’Amministratrice delegata di Cinecittà spa Manuela Cacciamani ha promosso un incontro nel quale ha sostenuto che il bilancio 2025 della società è assolutamente positivo e che gli studios scoppiano di lavoro. Nella giornata successiva, il 1° aprile, sempre in via Tuscolana, sono state annunciate le candidature relative al premio nazionale David di Donatello ( 71esima edizione ).
fondo cinema e audiovisivo: contestazioni su riparto e tax credit
Al centro della tensione c’è la protesta che arriva dal coordinamento delle associazioni degli autori e delle autrici, che il giorno prima ha diffuso un comunicato. La segnalazione principale riguarda una cattiva ripartizione dei 606 milioni di euro del Fondo Cinema e Audiovisivo tra i diversi settori di intervento. La contestazione si concentra in particolare sul tax credit per le imprese che vengono a girare in Italia: la dotazione, secondo quanto riportato, sarebbe passata dai 42 milioni del 2025 ai 100 milioni del 2026.
risposta di lucia borgonzoni alle proteste: cifre e contesto
La Sottosegretaria Lucia Borgonzoni ha risposto in modo deciso alla protesta. Nella replica, l’impostazione sostenuta è che le contestazioni si basino su “numeri” strumentalizzati. La Sottosegretaria ha annunciato integrazioni del fondo non meglio specificate, richiamando anche la variazione del perimetro complessivo: il fondo, indicato nel dibattito, sarebbe sceso dai 696 milioni del 2025 ai 606 milioni del 2026.
Secondo la versione riportata, l’argomentazione insiste su una lettura più ampia: vanno considerati spostamenti di risorse dal novero dei contributi selettivi verso il tax credit. Inoltre, viene indicato che dei 606 milioni, 100 sarebbero destinati agli Stati Uniti, mentre il resto andrebbe agli italiani. La risposta collega anche la spesa a costi elevati e a cachet alti riferiti a registi, sceneggiatori e attori.
commissione e approvazione del piano: risposta e nodo delle tempistiche
Una parte del confronto riguarda anche la tempistica con cui sarebbe stato reso pubblico il piano di riparto. L’associazione #Siamoaititolidicoda (Satdc, vicina all’Usb) ha accusato gli autori (citati tramite varie sigle) di tardività e “ipocrisia”. L’impostazione è che il piano sarebbe stato reso disponibile dall’IsICult – Istituto italiano per l’Industria Culturale (presieduto da un soggetto indicato nel testo) oltre un mese prima, il 26 febbraio.
consiglio superiore del cinema e audiovisiovo: voto contrario
Nel quadro delle approvazioni richiamate, il testo specifica che il piano sarebbe stato già approvato anche dal massimo organo di consulenza del Ministero della Cultura, il Consiglio Superiore del Cinema e Audiovisivo. L’indicazione fornita è che il via libera sarebbe arrivato con un solo voto contrario su un totale di 12 consiglieri, attribuendo il voto contrario all’avvocato Michele Lo Foco.
critiche sull’impostazione delle scelte: gestione e valutazione di impatto
Nel racconto della polemica, viene inserita una critica più ampia sulla capacità di governare il sistema. Il punto centrale attribuito è l’assenza di strumenti adeguati: né il Ministro né la Sottosegretaria né il Direttore Generale Giorgio Carlo Brugnoni avrebbero, secondo quanto riportato, una cassetta degli attrezzi per una corretta valutazione delle misure. In particolare, viene richiamata l’assenza di una valutazione di impatto dell’intervento dello Stato sul comparto.
decreto da 10,5 milioni e ripartizione: nuovi esempi di lentezza
Ulteriore esempio citato riguarda un decreto direttoriale firmato dal Direttore Generale Brugnoni. Il Ministero assegna 10,5 milioni di euro per iniziative di promozione del cinema e dell’audiovisivo. Nel testo, la contestazione si concentra sulla ripartizione del fondo, con l’osservazione che alcuni soggetti sarebbero confermati nei loro privilegi.
associazioni e festival citati: importi e iniziative
Le critiche vengono supportate con una serie di esempi e importi. Tra le associazioni citate compare Agnus Dei della potentissima Tiziana Rocca (indicata come moglie del regista Giulio Base), associata a circa mezzo milione di euro in sovvenzioni, attraverso iniziative come “Filming Italy Los Angeles”, “Filming Italy Sardegna 2025”, “Producer Italian Award 2025”, “Filming Italy Venice Award 2025” e “Il Cinema Incontra l’Arte”.
Il testo menziona anche iniziative attribuite a Pascal Vicedomini con un’altra quota di circa mezzo milione, incluse tra le iniziative “Capri Film Festival”, “Global Film Festival” e “Los Angeles, Italia Film Festival”. Viene citato poi il festival legato all’ex Presidente di Anica Francesco Rutelli e a un’eventuale prossima presidenza del David, con un importo riferito a “Videocittà Festival della visione e della cultura digitale”. Ulteriore esempio riportato riguarda la ex Presidente di Cinecittà Chiara Sbarigia e la sua Apa Associazione Produttori Audiovisivi, con iniziative indicate come “Mia Mercato Internazionale Audiovisivo”, “Audiovisual Producer Summit” e “Rapporto sulla produzione audiovisiva nazionale”.
iter dei bandi e burocrazia: tempi dilatati e speranze per una nuova legge
Un ulteriore nodo segnalato riguarda la pubblicazione dei risultati: i risultati del bando per l’anno 2025 sarebbero stati pubblicati a fine marzo 2026, quindi a distanza di tre mesi dalla conclusione delle iniziative. Nel testo viene interpretata come una conferma della lentezza con cui opererebbe la burocrazia ministeriale, e il passaggio di consegne viene descritto nell’estate 2025 tra il dimissionario Direttore Generale Nicola Borrelli e il successore Giorgio Carlo Brugnoni, senza che emergano indicazioni di miglioramento.
Il quadro descritto attribuisce all’insieme delle procedure burocratiche un ruolo di rallentamento o, in alcuni casi, di paralisi, insieme ai tagli al finanziamento pubblico. Sullo sfondo resta l’attesa per l’iter della nuova legge in gestazione presso la Commissione VII della Camera, presieduta da Federico Mollicone, Responsabile Cultura e Innovazione di Fratelli d’Italia, con la speranza di superare la stagnazione del settore.
proposta di boicottaggio: cerimonia david del 6 maggio
Nel racconto finale del confronto, il settore viene descritto come in una fase di sofferenza e il movimento #Siamoaititolidicoda propone un boicottaggio della cerimonia di premiazione del David prevista per 6 maggio. L’atto di protesta è descritto come un modo per denunciare in modo plateale lo stato di crisi del settore. La premiazione si terrà a Cinecittà ed è indicata come trasmessa in diretta su Rai1.
nomi citati nella polemica e nei riferimenti organizzativi
Il dibattito coinvolge numerosi protagonisti istituzionali e rappresentanze del settore, con riferimenti specifici a comunicazioni, ruoli e associazioni.
- Manuela Cacciamani
- Lucia Borgonzoni
- Giorgio Carlo Brugnoni
- Michele Lo Foco
- Nicola Borrelli
- Tiziana Rocca
- Giulio Base
- Pascal Vicedomini
- Francesco Rutelli
- Chiara Sbarigia
- Alessandro Giuli
- Arianna Meloni
- Raffaella Salamina
- Federico Mollicone
- Giulio Base
- Nicola Borrelli
