Prezzo petrolio in caduta libera dopo la tregua tra iran, usa e israele (-16%)
La tregua di 15 giorni concordata tra Iran, Stati Uniti e Israele porta un clima di maggiore respiro anche sui mercati. In parallelo, l’intesa sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, considerato strategico per il passaggio di forniture di petrolio, gas e fertilizzanti, innesca un rapido ricalcolo delle aspettative e si riflette sui prezzi delle materie prime, dopo le forti oscillazioni dei giorni precedenti.
riapertura stretto di hormuz: impatto immediato su petrolio e commodity
Con l’accordo che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz, si riduce il rischio legato a possibili interruzioni delle forniture nel Golfo. Il cambiamento di scenario si traduce in un movimento netto verso il basso per diverse commodity collegate alle dinamiche energetiche.
brent e wti in calo: prezzi più bassi rispetto ai massimi
Il Brent con consegna a giugno registra un crollo di circa il 16%, attestandosi intorno a 92 dollari. Il livello raggiunto rappresenta il minimo da metà marzo.
Anche il West Texas Intermediate (WTI) con consegna a maggio evidenzia un andamento analogo, con un calo vicino a quello osservato sul Brent. La conseguenza attesa riguarda i prezzi di beni e servizi connessi all’uso dei carburanti, che dovrebbero scendere in linea con il movimento delle quotazioni energetiche.
gas naturale in europa: calo vicino al 20% all’apertura
Oltre al petrolio, la reazione dei mercati coinvolge anche il gas naturale in Europa. Il dato più rilevante riguarda un ribasso di circa il 20% registrato all’apertura delle contrattazioni.
ttf olandese: ritorno su valori più distesi
Nel dettaglio, il contratto TTF olandese, indicato come benchmark europeo, scende a 42,5 euro. Il valore segnala un riequilibrio rispetto ai massimi accumulati nelle settimane recenti, alimentati dai timori di interruzioni delle forniture nel Golfo legati alla guerra.
effetto domino sui mercati: da energia a prezzi dei beni
L’intesa sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, insieme alla tregua di 15 giorni tra gli attori citati, agisce come fattore di stabilizzazione. La riduzione della tensione attorno ai flussi energetici contribuisce a far scendere prezzi del petrolio e del gas naturale, con implicazioni sull’andamento dei costi collegati ai carburanti.
Le principali indicazioni quantitative riportate riguardano:
- Brent giugno: -16%, circa 92 dollari
- WTI maggio: calo simile al Brent
- Gas naturale in Europa: circa -20% all’apertura
- TTF olandese: 42,5 euro, in linea con un rientro dai massimi legati alle paure di interruzioni
