Pif inciampa su dio: film pretenzioso e cameo di dino zoff

• Pubblicato il • 5 min
Pif inciampa su dio: film pretenzioso e cameo di dino zoff

“Che senso ha raccontare Dio attraverso una commedia?” La pellicola che tanta aria polemica vuole mette in scena una storia d’amore costruita su ossessioni quotidiane, trasformando la fede in un terreno narrativo che dovrebbe sdrammatizzare e finisce per occupare ogni spazio possibile. Con un impianto legato a formule ricorrenti e a scelte registiche che risultano rigide, il film di Pif riprende meccanismi già noti e li spinge fino a una fase in cui la comicità perde presa e la struttura fatica a mantenersi compatta.

film “che tanto dio perdona a tutti”: trama e dinamiche tra amore e fede

Il protagonista è Arturo (Pif), agente immobiliare palermitano pluripremiato, caratterizzato da una pancetta e da una goffaggine da cinema muto. Il suo tratto distintivo è la passione per i dolci, che lo porta a una conoscenza pedante dei temi legati alla pasticceria e alla creazione di piccoli video di presentazione per canali web dedicati a cannoli e torte.

Durante una giornata al bar Arturo ritrova la stessa analisi minuziosa di un cornetto farcito alla crema: a esprimerla è Flora (Giusy Buscemi), bella e bionda. L’incontro accende in lui un innamoramento immediato. Poco dopo Arturo scopre che Flora è anche la cliente del suo prossimo appuntamento di lavoro.

Flora desidera aprire un negozio tutto suo che unisca tradizione e modernità dell’arte pasticcera. La proposta di Arturo riesce a far emergere uno spazio in una piazzetta dall’atmosfera quasi fiabesca: la giovane lo acquista in pochi istanti. Il capufficio Francesco Scianna si entusiasma per le doti professionali del dipendente, ma Arturo è ormai concentrato su Flora, arrivando a pedinarla durante la ristrutturazione del locale finché entrambi confessano i sentimenti.

dal flirt alla crisi: la fede di flora e la conversione imposta di arturo

L’idillio tra Arturo e Flora dura finché la ragazza mostra una fede profonda nel cristianesimo, fatta di preghiere, messe e ricorrenze cattoliche continue. Da parte sua Arturo, dopo essersi staccato dalla religione, si era già allontanato da tutto ciò con un atteggiamento descritto come agnostico e fanciullesco, collegando la risposta divina a un episodio legato ai Mondiali di Italia ’82.

Per seguire Flora, Arturo finge contrizione e prova a entrare nelle pratiche religiose che non conosce, fino a una Via Crucis in cui interpreta un Cristo smemorato. La situazione mette in agitazione parroco, parenti e quartiere. A quel punto Arturo confessa le bugie, Flora lo lascia e lui, per riconquistarla, tenta di aderire alle parole del Vangelo.

il confessionale con papa francesco: ricorrenza e impatto sulla narrazione

La vicenda è annunciata già dai titoli di testa con la trovata di Arturo al confessionale, presentato come una sorta di Papa Francesco interpretato da Carlos Hipólito. Questa sequenza ritorna con frequenza, almeno una decina di volte nell’arco della proiezione. Dopo una prima sorpresa, la ripetizione diventa un tormento che accentua la sensazione di caduta di controllo della storia.

La parte della conversione del protagonista viene indicata come il punto di vero sprofondo del film, una voragine che porta l’intera narrazione fuori equilibrio.

ritmo e regia nel film: dove la commedia perde controllo

Nella prima parte Pif utilizza un armamentario comico fatto di tenue slapstick e di citazionismo: l’ufficio richiama dinamiche da “Wolf of Wall Street”, mentre vengono inseriti episodi che dovrebbero servire a ricucire i minuti successivi. Tra questi compare una partita di calcetto in cui Pif appare imbranato in porta, con una divisa ispirata a Dino Zoff dell’82.

Il problema indicato risiede soprattutto nella mancanza di tempi di regia controllati e in una composizione del quadro che non costruisce una prospettiva solida. Viene citato come esempio il blocco dedicato al ritorno del politico corrotto, descritto come particolarmente pesante. Inoltre viene sottolineata l’assenza di un’idea di inquadratura, sostituita da una sorta di iris shot in chiave cartoon.

seconda ora e calo di efficacia: giochi comici e provocazione teologica

Quando le carrellate iniziali tra cassate, sciù, sfince di San Giuseppe e baci in bocca non riescono più a generare energia narrativa, la commedia prova a cambiare registro. Si ricorre a un “picco glicemico” basato su una serie di sciù con effetti iperbolici, insieme a una parabola patetica della verità con un riferimento a una recitazione di tipo caricaturale.

Nel complesso, anche perché “che tanto dio perdona a tutti” risulta già intrappolata in una provocazione teologica definita anemica, il film tende a oscillare tra un moralismo puntiglioso e uno scetticismo considerato bolso.

riferimenti e differenze rispetto ad altri lavori: mafia e regia mancata

Il testo attribuisce parte della tenuta del film a elementi che, se sottratti, lasciano emergere una struttura più fragile. Viene ricordato che togliendo a Pif il macrotema della mafia “brutta e cattiva” presente in La mafia uccide solo d’estate, e togliendo anche la presenza di un regista di valore come Daniele Luchetti (richiamato tramite Momenti di trascurabile felicità, definito di rara grazia compositiva), resterebbe soprattutto un applauso evocato per le gesta televisive e un personaggio paragonato a un “giardiniere” di successo.

È citato anche un cameo buffo di Dino Zoff. La distribuzione viene indicata con la presenza dell’azienda PiperFilm, descritta come giovanissima e già affermata.

personaggi principali presenti nel racconto

  • Pif nel ruolo di Arturo
  • Giusy Buscemi nel ruolo di Flora
  • Francesco Scianna nel ruolo di capufficio
  • Carlos Hipólito nel ruolo collegato alla figura del Papa Francesco
  • Dino Zoff nel cameo menzionato
Pif inciampa su Dio: il suo quarto film è una commedia pretenziosa e senza grazia. Cameo buffo di Dino Zoff
Gavagai, il film che divide: tra razzismo, classi e una Medea “imposta”
Gavagai, il film che divide: tra razzismo, classi e una Medea “imposta”
Categorie: TV e Spettacolo

Per te