Oracle licenzia migliaia di dipendenti e punta tutto sull’ia

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Oracle licenzia migliaia di dipendenti  e punta tutto sull’ia

Una semplice comunicazione via mail ha innescato un licenziamento massivo in Oracle, con l’eliminazione di un ruolo considerato non più necessario. La decisione, formalizzata a una data precisa, ha portato migliaia di persone a lasciare l’azienda in tempi estremamente rapidi, secondo le prime stime riferite a Stati Uniti, India, Canada e Messico. Sullo sfondo, però, emergono numeri economici molto diversi dalla narrativa di una crisi: l’ultimo trimestre risulta infatti tra i migliori degli ultimi 15 anni, alimentato soprattutto dall’industria legata all’intelligenza artificiale e alle infrastrutture digitali.

Il taglio del personale viene descritto come parte di una più ampia riorganizzazione aziendale. In parallelo, cresce l’attenzione sul collegamento con la necessità di reperire liquidità e mantenere margini di finanziamento per progetti infrastrutturali di grande scala.

licenziamenti Oracle: ruolo eliminato e tempi rapidi

La decisione è stata comunicata in una mail inviata nelle prime ore del mattino del 31 marzo, indicando che, dopo una valutazione delle esigenze aziendali di Oracle, sarebbe stata eliminata la funzione ricoperta dal dipendente destinatario della comunicazione. Il testo specifica che si trattava del giorno conclusivo del rapporto di lavoro, stabilendo un impatto immediato.

Le stime iniziali indicano un numero compreso tra 12mila e 30mila dipendenti coinvolti. La ripartizione geografica citata comprende Stati Uniti, India, Canada e Messico, con l’intervento motivato da una riorganizzazione interna.

taglio del personale e impatto sulla forza lavoro totale

Nel quadro del personale impiegato a maggio 2025, la società americana risulta avere 162mila dipendenti. La riduzione stimata in termini di 12mila-30mila unità configurerebbe un potenziale coinvolgimento pari a circa il 18% della forza lavoro complessiva.

Pur in presenza di un’evidente contrazione, la lettura proposta dai dati disponibili sottolinea che non si tratterebbe di una scelta maturata a seguito di un peggioramento strutturale. Al contrario, i risultati recenti dipingono un contesto economico positivo, con particolare spinta dall’ambito IA.

risultati recenti e spinta dell’intelligenza artificiale

Oracle ha riportato, nell’ultimo trimestre, un andamento considerato il più favorevole del periodo di osservazione indicato, pari agli ultimi 15 anni. La società ha generato 17,2 miliardi di dollari di profitti in tre mesi, collegati soprattutto alla domanda legata all’industria dell’intelligenza artificiale.

Tra i driver più rilevanti della crescita vengono citati i data center, descritti come grandi strutture in cui sono presenti i sistemi informatici destinati ad alimentare i calcoli necessari per far funzionare applicazioni e servizi basati sull’IA.

data center e contratti miliardari: infrastruttura al centro

Oracle risulta impegnata nella costruzione di diversi data center, sostenuta da contratti definiti miliardari. Nel quadro delle collaborazioni, vengono richiamati accordi soprattutto con OpenAI, il laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale fondato da Sam Altman ed Elon Musk.

La strategia viene ricondotta anche al progetto Stargate, a cui Oracle partecipa insieme a OpenAi, SoftBank e al fondo MGX. L’iniziativa viene presentata come un programma infrastrutturale di ampia portata, orientato alla costruzione di grandi data center negli Stati Uniti.

stargate e primi siti operativi

Il progetto Stargate prevede la realizzazione di infrastrutture in varie aree degli Stati Uniti, con un primo sito già attivo ad Abilene, in Texas. La presenza di un sito operativa viene indicata come un elemento concreto di avanzamento del piano.

debito da 108 miliardi e pressione sugli investimenti

La crescita infrastrutturale è descritta come un percorso legato a una spesa significativa. La società, fondata da Larry Ellison, che ne possiede il 41%, risulta essersi indebitata per 108 miliardi di dollari al fine di finanziare il piano infrastrutturale legato ai data center.

Con un debito di tali dimensioni, viene evidenziato che una delle prime voci di bilancio colpite risulta essere il denaro destinato al pagamento degli stipendi dei dipendenti. In quest’ottica, risparmiare sul personale porterebbe a maggiori margini di liquidità, contribuendo anche a sostenere la percezione verso i mercati.

Resta però un elemento di criticità sul fronte finanziario: il piano di finanziamento del debito, nonostante i licenziamenti, appare non pienamente convincente per gli investitori. Secondo quanto riportato, a dicembre i bond con cui Oracle finanzia il proprio debito sarebbero stati declassati a una valutazione vicina a quella associata alla crisi del 2009.

Persone menzionate:

  • Larry Ellison
  • Sam Altman
  • Elon Musk
Oracle licenzia migliaia di persone con una mail: con i risparmi investirà in datacenter per l’AI

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