Lupus in fabula buttafuoco in dieci minuti mattutini lungo elenco di opere

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Lupus in fabula buttafuoco in dieci minuti mattutini lungo elenco di opere

Un jingle caldo apre la giornata e, con la stessa delicatezza, trasforma dieci minuti di radio in un percorso narrativo capace di accompagnare fino a sera. Nel ritmo della voce, il racconto si costruisce con parole in sottrazione e con citazioni tratte da canzoni e da preziose teche Rai: un modo di narrare che mette in movimento immagini, libri e suggestioni, fino a far emergere l’idea di una lettura che diventa quasi materia viva. Il progetto si presenta come una “grande bellezza” per chi ascolta, sostenendo l’ascolto quotidiano con una scrittura sussurrata e con il desiderio di rincuorare chi vive straniamento, incertezza e confusione interiore.

lupus in fabula: il racconto del giorno in radio

“Sabbenedica che significa quello che significa”: è il saluto che dà inizio alla trasmissione e imposta il tono, fatto di augurio e di cose buone e belle. Il racconto del giorno si muove con un’andatura costante e riconoscibile: l’appuntamento va in onda su Radio Rai 1 ogni mattina, dal lunedì al venerdì, dalle 6 e 50 fino alle 7, con l’obiettivo di arrivare a fine giornata trovando un libro sul comodino e ritrovando il piacere del testo.

il jingle e il metodo narrativo: letteratura e attualità

La voce della trasmissione è descritta come una carezza: le parole scorrono con controllo e costruzione, mentre iperboli e immagini affabulatorie trasformano i libri in organismi capaci di “vivere”. Il testo e il contesto travalicano la sola dimensione letteraria e assumono il compito di puntellare il senso di spaesamento proprio della vita moderna. Il racconto segue una logica di trasposizioni che prova a spiegare gli “strani giorni” cantati da un altro grande siciliano, Franco Battiato.

chi conduce lupus in fabula: pietrangelo buttafuoco

L’artefice del programma è Pietrangelo Buttafuoco, siciliano, indicato come giornalista e scrittore; risulta anche autore e presidente della Biennale di Venezia. Nel progetto è coinvolta anche Giovanna Ciorciolini come autrice. La presenza di Buttafuoco, oltre al ruolo nella trasmissione, è collegata a un periodo di intense polemiche connesse al contesto della Biennale Arte del 2026.

polemiche alla biennale arte 2026 e reazioni istituzionali

Tra i 99 paesi partecipanti alla Biennale Arte del 2026, Buttafuoco avrebbe voluto la presenza di un padiglione dedicato alla Russia, assente dal 2022. La questione è stata descritta come un caso politico, capace di mettere in imbarazzo il governo guidato da Giorgia Meloni. Nella narrazione emerge anche la figura dell’improbabile ministro della Cultura con gli stivali Alessandro Giuli, che avrebbe sostituito Gennaro Sangiuliano. Giuli alzerebbe il tiro dichiarando guerra e minacciando sanzioni contro Buttafuoco, fino alla scelta di disertare il 19 marzo 2026 l’inaugurazione del rinnovato Padiglione Centrale della Biennale di Venezia.

Nel quadro complessivo, Buttafuoco resta presentato come una figura con un curriculum considerato una garanzia.

libri e autori: oltre 132 opere in dieci minuti

Rimanendo su lupus in fabula, la trasmissione “libri e la vita” viene indicata con un avvio: la prima puntata sarebbe andata in onda il 29 settembre. In quel tempo, vengono richiamati oltre 132 opere, nate dall’impostazione di un laboratorio narrativo radiofonico: una “bottega artigianale” della parola in cui letteratura e attualità si intrecciano.

un catalogo di classici e testi meno noti

Il programma mette a contatto capolavori, autori e scritti anche quasi sconosciuti, facendo palpitare letture distanti tra loro. Tra i titoli citati compaiono Il Conte di Montecristo, Le Troiane, Viaggio al termine della notte, Manifesto del futurismo, Cantico della creature, Mari stregati e Il Gattopardo. Seguono Le avventure di Pinocchio, I Promessi sposi, Cyrano di Bergerac, La fattoria degli animali, Frankestein, Libro Rosso e Così parò Zarathustra. Il catalogo continua con Cuore, Dracula, Il birraio di Preston, Dorian Gray, Diario di un curato di Campagna, L’avaro, Diario minimo e La pelle.

letteratura italiana, romanzi e classici europei

Altri titoli citati includono Lettera al padre, Mondo piccolo, ‘A livella, Il padrino, Il maestro e Margherita, la spartizione, La tragica storia del dottor Faustus e I fratelli Karamazov. Tra i testi richiamati figurano anche Il nome della rosa, Lettera al mio giudice, Diario di un seduttore, L’idiota e Il buio e il miele.

La lista include inoltre La storia infinita, Un trapezio per Lisistrata, Il male oscuro, Lo cunto de li cunti, Corte sconta detta Arcana, Il memoriale di Sant’Elena e Antigone. Presente anche Madame Bovary, Il prete bello, Il deserto dei Tartari, Il piacere, Il lupo della steppa, Il re del mondo e Sette piani. Seguono Il povero Piero, Le operette morali, Guerra e pace, Non ti muovere e altri titoli citati nella stessa sequenza.

richieste dal pubblico: il caso della lettera di un bambino

Nel racconto del programma emerge anche l’interazione con il pubblico. Un bambino scrive una lettera a Buttafuoco in modo colloquiale, raccontando che al mattino la radio è al centro del tavolo e che durante la colazione si ascolta la puntata insieme alla mamma. La richiesta è precisa: “Sono appassionato de ‘Il giornalino di Gian Burrasca’. Ne puoi parlare?”.

puntata su vamba e giannino stoppani

La risposta arriva con una puntata dedicata al 5 febbraio, dedicata a Vamba (pseudonimo di Luigi Bertelli), indicato come fondatore del Giornalino della domenica. In quella sede appare per la prima volta il personaggio di Giannino Stoppani, detto anche Giamburrasca.

la chiusura di puntata e il richiamo all’orecchio

Nel finale, viene riportata la frase di Buttafuoco con cui si chiude la puntata: “E il nostro sabbenedica sia bene a tutti e sempre nel segno di Marco Polo che proprio qui da Venezia ci dice ‘Chi comanda nel racconto non è la voce ma l’orecchio'”. La chiusura ribadisce l’idea che il racconto funzioni grazie a un ascolto attivo, capace di guidare il senso del testo.

l’obiettivo dichiarato: contribuire a rendere il paese meno decadente

Nel quadro generale, viene affermato che, quando sono presenti idee, visione e un approccio non ideologico, bastano anche dieci minuti al giorno per contribuire a rendere “questo sfortunato Paese” meno decadente. La narrazione collega questa volontà al contesto politico già evocato, compreso il riferimento al ministro con gli stivali Giuli.

personaggi citati

  • Pietrangelo Buttafuoco
  • Giovanna Ciorciolini
  • Giorgia Meloni
  • Alessandro Giuli
  • Gennaro Sangiuliano
  • Franco Battiato
  • Vamba
  • Luigi Bertelli
  • Giannino Stoppani
  • Giamburrasca
  • Marco Polo
Buttafuoco in ‘Lupus in fabula’, quei dieci minuti mattutini hanno già prodotto un lungo elenco di opere
Categorie: Trasmissioni TV

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