Libano famiglie tornano a casa dopo la tregua ma trovano solo macerie

• Pubblicato il • 3 min
Libano famiglie tornano a casa dopo la tregua ma trovano solo macerie

Attese, sollievo e ritorni guidati dalla necessità: la popolazione libanese accoglie con speranza la notizia del cessate il fuoco annunciata dal presidente statunitense Donald Trump e confermata dal premier israeliano Benjamin Netanyahu. La tregua è entrata in vigore a mezzanotte, chiudendo sei settimane di combattimenti tra Israele e il gruppo armato libanese Hezbollah, ma lasciando dietro di sé devastazione e morti.

cessate il fuoco in libano: sollievo e ritorno verso le case

Dopo l’annuncio della tregua, molte famiglie hanno avviato la partenza verso le proprie abitazioni. Numerosi nuclei familiari hanno caricato sui tettucci delle auto coperte materassi e sacche contenenti gli oggetti di uso quotidiano, trasformando i veicoli in mezzi di recupero e spostamento. Le strade hanno visto lunghe file di auto, con festeggiamenti accompagnati da clacson e bandiere mentre la popolazione tentava di rientrare nelle zone da cui era stata costretta a fuggire.

sfollati e devastazione: oltre un milione di persone in fuga

Nel contesto della crisi, i bombardamenti su Tel Aviv hanno prodotto una conseguenza diretta anche sul territorio libanese: nel Paese si contano oltre un milione di sfollati. Famiglie costrette a lasciare le proprie case hanno finito per dormire per strada oppure in campi improvvisati, spesso privi di servizi minimi e di acqua corrente.

ritorni a Jibsheet e quartieri di sud di beirut

Il rientro non ha sempre trovato soluzioni. Nel villaggio meridionale di Jibsheet, un esiguo gruppo di residenti ha attraversato aree rase al suolo. Tra le immagini riportate emergono strade disseminate di pezzi di cemento, persiane di alluminio contorte e cavi elettrici penzolanti. Secondo la testimonianza di Zainab Fahas, 23 anni, il ritorno ha portato un sentimento di libertà, ma la scena restituisce la dimensione della distruzione: piazza, case e negozi risultano compromessi.

bandiera e sedi colpite: haret hreik e la presenza di al-qard al-hassan

Nel sobborgo di Haret Hreik, a sud di Beirut, un uomo di 48 anni ha sventolato la bandiera gialla di Hezbollah. Era in piedi su una montagna di macerie dove un tempo sorgeva il suo condominio, e dove era presente anche una filiale del braccio finanziario di Hezbollah, Al-Qard Al-Hassan.

Nella ricostruzione fornita dall’uomo, la tregua sarebbe stata possibile grazie alla pressione esercitata dall’Iran nei colloqui con gli Stati Uniti. Le sue parole indicano un quadro di sostegno attribuito esclusivamente all’Iran: “Solo gli iraniani ci hanno sostenuto, nessun altro”. L’uomo ha inoltre criticato la leadership libanese definendola “la leadership della vergogna”.

code di auto verso sidone e festeggiamenti nei centri del sud

Immagini diffuse dai media internazionali e libanesi mostrano centinaia di persone in cammino e alla guida lungo le strade in direzione di Sidone, nel Libano meridionale. Nelle aree vicine, come Nabatieh, nel Libano meridionale, sono state registrate scene di festa: decine di veicoli con sfollati libanesi si muovono verso i quartieri di provenienza dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco, con un clima percepito come sollievo immediato.

ponte di qasmiyeh sul litani: corsia ristretta e traffico intenso

Tra le informazioni riportate compare anche il ponte di Qasmiyeh sul fiume Litani, danneggiato da un attacco aereo israeliano. A poche ore dalla tregua, il ponte ha visto il ripristino di una sola corsia in servizio, e ciò ha determinato l’accumulo di centinaia di auto in coda nel tentativo di attraversare.

protagonisti citati nelle testimonianze

  • Donald Trump
  • Benjamin Netanyahu
  • Zainab Fahas
  • uomo di 48 anni (citato nel sobborgo di Haret Hreik)
Categorie: Cronaca

Per te