Irama due pappagalli e il senso di colpa per rientrare tardi: il momento in cui ti fanno impazzire
Irama si prepara all’appuntamento dell’11 giugno allo stadio San Siro di Milano, previsto come il primo concerto nel tempio del rock. L’artista sta lavorando con un approccio costruito pezzo per pezzo: l’allestimento, il palco e ogni componente scenica vengono impostati da zero, con una cura che coinvolge tanto la dimensione musicale quanto quella più propriamente artistica.
irama e san siro: un concerto costruito da zero
Durante la preparazione Irama sottolinea la logica del lavoro sulla scena: non è la scaletta, da sola, a guidare la fase creativa. Al centro ci sono gli arrangiamenti, il modo in cui la band interpreta i brani e ciò che accade concretamente sul palco. L’obiettivo dichiarato è uno show in cui la resa dipende dalla costruzione del suono e dalla dinamica dal vivo.
irama tra serenità personale e idea di relazione
Il periodo viene descritto anche come un momento positivo sul piano personale. Irama racconta di un sentimento di cui non aveva parlato prima: “ho una persona accanto” a cui tiene molto. La crescita personale viene collegata a un cambiamento di stato d’animo, con l’artista che afferma di essere oggi più sereno. Nell’idea di relazione emerge un concetto di reciproco arricchimento: se entrambi sono capaci di offrire qualcosa in più, la relazione diventa armonia e un porto sicuro. Se invece qualcuno ha bisogno di essere “completato”, secondo la visione espressa indica la presenza di trascuratezze verso ciò che esiste già, da solo.
passione per gli animali: pappagalli e futuro in una riserva
Un altro aspetto legato alla sfera privata riguarda la relazione con gli animali, descritta come una passione gigantesca. Irama afferma di provare empatia crescente col passare del tempo e di avere interesse per lo studio dei comportamenti degli animali. Tra questi, il rapporto più forte riguarda i pappagalli.
irama e i suoi pappagalli, eraclito e talia
Irama racconta di avere due pappagalli, chiamati Eraclito e Talia. Specifica che, rientrando tardi, a volte prova sensazioni di colpa perché deve occuparsi di farli andare a dormire. Nella narrazione emerge anche un contrasto tra abitudini passate e presenti: in passato l’artista descriveva un ritmo inverso, raccontando di essere stato l’“incubo dei fonici” per gli orari in cui entrava e usciva dallo studio. Pur continuando a dichiarare di fare molti incubi, considera quella dimensione come qualcosa di intimo da condividere.
educazione al volo libero e progetto di riserva
Irama spiega che i pappagalli sono per lui animali intelligentissimi e molto empatici, capaci di far emergere una personalità marcata. Descrive interazioni dirette: lo sguardo, la comunicazione percepita come “parlata” e l’effetto emotivo che generano. La cura è collegata anche a un tratto di delicatezza: vengono definiti delicati e sensibilissimi. L’artista aggiunge che sta educando i suoi pappagalli al volo libero. Vivono in una stanza dedicata e entrano in gabbia solo per mangiare.
sogno personale: riserva e musica “da vecchio”
Nel quadro dei progetti futuri, Irama indica un sogno preciso: creare una riserva. Nella visione personale, racconta di vedersi “da vecchio” circondato dagli animali mentre suona per conto proprio, legando l’idea del luogo naturale al suo percorso artistico.
nomi citati da irama
Nel racconto vengono menzionati:
- Eraclito
- Talia


