Il signore degli anelli: 3 cose che non hanno senso in frodo e negli hobbit

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Il signore degli anelli: 3 cose che non hanno senso in frodo e negli hobbit

Frodo, Sam, Bilbo, Merry e Pipino appartengono ai volti più decisivi di tutta la storia de Il Signore degli Anelli. Il loro contributo permette alle forze del bene di resistere a Sauron, il cui potere, senza aiuti del genere, avrebbe preso il sopravvento con ogni probabilità. All’interno della trilogia cinematografica di P. Jackson, però, emergono anche alcune incongruenze che riguardano dettagli pratici e scelte narrative legate alla coerenza del mondo rappresentato.

hobbit scalzi: incoerenza fuori dalla contea

La fisionomia degli Hobbit è da sempre oggetto di discussione tra i fan: sono molto bassi, con un’altezza compresa tra 90 e 120 cm, e soprattutto si muovono costantemente scalzi. Questo tratto rispecchia la loro natura spensierata e trova un senso chiaro nella Contea, un ambiente ospitale e ricco di vegetazione.

Quando il racconto si sposta fuori da quel contesto, l’elemento perde però coerenza. Frodo e Sam arrivano addirittura fino a Mordor restando completamente scalzi, attraversando luoghi impervi senza che tale condizione generi alcun problema visibile. La rappresentazione mantiene quindi la stessa scelta anche in ambienti dove, per natura, l’impatto dell’assenza di calzature dovrebbe risultare più evidente.

frodo non avvisa sam della partenza: perché sorprendere?

Nel finale della trilogia compare un momento molto toccante: Frodo, ne Il ritorno del Re, si prepara a partire verso le Terre Immortali insieme a Gandalf e Bilbo. La decisione ha un significato emotivo e narrativo pienamente comprensibile: lo Hobbit ha sofferto moltissimo e, dopo le avventure in Mordor, non è più lo stesso.

Ciò che risulta meno coerente riguarda il modo in cui la rivelazione viene gestita. Frodo sceglie di non dire nulla a Sam e agli altri compagni, nonostante Sam sia il suo migliore amico. La scelta viene spiegata implicitamente come un tentativo di evitare le conseguenze emotive della notizia, ma resta una domanda: se l’informazione era necessaria, perché presentarla come un evento non annunciato, lasciando i compagni di colpo senza preparazione?

età di frodo e salto temporale: incoerenza tra libri e film

Un ulteriore punto riguarda l’età anagrafica di Frodo nelle pellicole dirette da P. Jackson. Rispetto alla trasposizione cinematografica, nei libri Frodo arriva a contare circa cinquant’anni alla fine della storia. Si tratta di una figura quindi descrivibile come matura, saggia e capace di competenza.

Questa impostazione contrasta con l’aspetto di Elijah Wood, che interpreta Frodo con un volto che rimanda chiaramente a un’età più giovane, coerente con l’idea dell’attore al tempo in cui intraprendeva il percorso per diventare Frodo. Di conseguenza, l’aspetto dell’attore viene considerato incoerente rispetto al personaggio letterario.

17 anni tra bilbo e frodo: la percezione non cambia

La critica si concentra anche sul salto temporale di 17 anni tra la partenza di Bilbo dalla Contea e la partenza di Frodo e Sam per il Gran Burrone. Nel racconto cinematografico non si percepisce una differenza adeguata: la rappresentazione suggerisce che il passaggio del tempo non modifichi in modo visibile la condizione di Frodo. Inoltre, anche considerando che nei libri Frodo abbia circa 30 anni in quel punto della vicenda, Elijah Wood appare comunque come un ragazzino inesperto, accentuando ulteriormente l’effetto di discrepanza.

personaggi principali coinvolti nelle incoerenze

Le incongruenze richiamate ruotano attorno ai protagonisti che guidano la narrazione e le cui scelte restano centrali per l’evoluzione della storia.

  • Frodo
  • Sam
  • Bilbo
  • Merry
  • Pipino
  • Gandalf
  • Elijah Wood
  • Sauron
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Categorie: TV e Spettacolo

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