Guide dell everest avvelenano turisti per incassare assicurazioni: cosa sappiamo

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Guide dell everest avvelenano turisti per incassare  assicurazioni: cosa sappiamo

La polizia nepalese ha avviato un’indagine che ha portato a un’accusa pesantissima legata al Monte Everest: alcune guide sarebbero coinvolte in una presunta operazione di avvelenamento verso alpinisti stranieri. L’obiettivo indicato dall’inchiesta sarebbe stato quello di spingere le vittime a ricorrere a operazioni di soccorso, con un forte orientamento verso interventi in elicottero, al fine di attivare una frode a danno delle assicurazioni sottoscritte dagli scalatori.

avvelenamenti al monte everest e presunta frode alle assicurazioni

Secondo quanto emerso dall’indagine, alcune guide del Monte Everest avrebbero agito segretamente per avvelenare alpinisti stranieri. La finalità attribuita alle condotte contestate riguarderebbe la creazione di situazioni che renderebbero necessari soccorsi immediati, con l’accesso a procedure di recupero costose. La struttura della presunta truffa mirerebbe quindi a produrre costi elevati da far ricadere su polizze e rimborsi.

Il meccanismo descritto nel materiale informativo indica che il percorso fraudolento sarebbe stato orientato a interventi di salvataggio, tendenzialmente in elicottero. La frode indicata viene quantificata in circa 20 milioni di euro derivanti da richieste e fatturazioni collegate ai presunti falsi salvataggi.

arresti e numeri dell’indagine: 11 arresti e circa 5mila casi

L’inchiesta avrebbe già prodotto 11 arresti. Le ipotesi investigative riportano un arco temporale compreso tra 2022 e 2025, durante il quale la truffa avrebbe coinvolto 4.782 alpinisti stranieri.

La polizia ha dichiarato di aver accertato oltre 300 casi di presunti falsi salvataggi. Questi episodi sarebbero associati a documentazione e richieste economiche indirizzate sia alle persone coinvolte sia alle strutture assicurative.

fatture per quasi 20 milioni di euro

Nel quadro ricostruito dagli investigatori, le richieste economiche riscontrate ammonterebbero a un totale di quasi 20 milioni di euro. Tali importi sarebbero stati addebitati agli scalatori e alle relative compagnie assicurative, secondo quanto indicato dalle informazioni raccolte durante l’indagine.

il presunto schema: avvelenamento, soccorso e recupero economico

Lo schema delineato descrive un passaggio chiave: la creazione di condizioni tali da rendere indispensabile l’intervento dei soccorsi. In questa cornice, il recupero economico risulterebbe connesso alla possibilità di attivare le garanzie previste dalle polizze assicurative.

Le operazioni di soccorso, indicate come particolarmente rilevanti per la componente fraudolenta, vengono presentate con un riferimento specifico agli interventi in elicottero. La combinazione tra presunta alterazione dello stato di salute degli alpinisti e richiesta di assistenza costosa costituirebbe la base del presunto schema descritto nell’attività investigativa.

Truffe sull’Everest, le guide avvelenano i turisti per raggirare le assicurazioni (con finti soccorsi in elicottero)

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